Mercoledì 21 Ottobre 2020
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Cringe

Significato di Cringe

Negli ambienti digitali si parla di effetto Cringe per definire tutte quelle situazioni imbarazzanti o scomode che possono generare negli utenti reazioni diverse, dall’ironia al desiderio di abbandonare la conversazione o il thread in questione.

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Cringe: significato del termine e utilizzo negli ambienti digitali

Cringe

La traduzione letterale in italiano del verbo “to cringe” è, infatti, “strisciare”. A seconda del contesto in cui è utilizzato però, sottolinea lo Urban Dictionary, si può dare a cringe significato di «sentirsi estremamente in imbarazzo per come qualcun altro si comporta, per il suo aspetto o il suo carattere». Anche quando una situazione scomoda, spiacevole o di difficoltà riguarda altri, specie se si tratta di amici, colleghi o di persone che si conoscono, del resto, non è raro provare un senso di inadeguatezza e un certo desiderio di deviare l’attenzione da su di sé o di nascondersi, strisciando appunto. O, meglio, “cringiando”: “cringiare” è infatti l’italianizzazione del verbo inglese “to cringe“, significato in italiano che non si comprenderebbe appieno se non si considerasse la cultura digitale di cui l’uso dell’espressione è figlio.

Una vecchia foto da piccoli condivisa su Facebook dai propri genitori o da quelli di un amico senza consenso (c’è un’espressione, “sharenting “, usata in gergo per riferirsi a questa pratica) può generare effetto cringe. Lo fa, però, anche essere taggati in una foto su Instagram in cui si ha un’espressione buffa o imbarazzante appunto, così come l’essere sfidati dagli amici a una delle tante challenge sui generis che ogni giorno sono tra i trend di TikTok, ma anche il commento del solito collega complottista a una notizia scientifica che si è trovata interessante da ritwittare. Quello che hanno in comune situazioni come queste è l’impossibilità di avere il controllo completo dell’immagine che si veicola di sé, la paura che anche quello che fanno in Rete le proprie cerchie, i propri contatti possa influire sulla propria reputazione digitale. Manifestare il proprio dissenso o il proprio profondo senso di imbarazzo è quindi in queste situazioni già un modo per riprendere il controllo.

L’effetto cringe tra meme, gif e sfide social

Non è detto, tra l’altro, che per farlo si debbano necessariamente usare toni accesi. I frequentatori assidui di forum, blog e social network hanno imparato anzi che GIF divertenti e meme sono il modo migliore per manifestare il dissenso politico (l’espressione ” polbusting ” si riferisce proprio a questo), figurarsi verso piccole situazioni imbarazzanti che coinvolgono altri utenti. Il facepalm, la faccina con la mano sulla fronte presente su tutte le app di messaggistica istantanea, è diventata così la cringe emoji per eccellenza.

cringe facepalm

L’emoticon con la mano sulla fronte, il cosiddetto facepalm, è una delle cringe emoji più utilizzate dagli internauti per esprimere dissenso.

Su motori di ricerca come Giphy ci sono librerie piuttosto copiose di GIF taggate #cringe, #cringy e a cui si affida spesso il compito di esprimere senza troppe parole il proprio imbarazzo in chat, in un botta e risposta tra i commenti sotto un post, ecc.

cringe gif

Per non parlare di come i cringe meme siano diventati nel tempo una sorta di “genere” di meme a sé, sia che servano dove le parole non riescono a replicare la propria espressione di imbarazzo dopo aver visto l’ennesima Storia da ubriaco del proprio migliore amico (quello che molti conoscono come “l’uomo nero che piange” di Internet è forse il meme più usato in questo senso) e sia che aiutino a far capire, invece, come ci si senta dopo aver fatto in prima persona una cattiva figura in Rete (la faccia di Stanley Sballato dice tutto in questo caso).

cringe meme

I meme cringe sono diventati un vero e proprio “genere” di meme, usati per esprimere sia il proprio imbarazzo per un post in cui ci si è imbattuti casualmente e sia il disagio che si prova per esempio quando si viene taggati in una foto da ubriachi o in cui si abbia una espressione buffa.

cringe meme stanley sballato

Il cringe sembra, insomma, indissolubilmente legato a doppio filo a quel tanto discusso narcisismo da social network: più si è imbarazzati perché qualcosa ha rovinato la propria patinata bacheca social e più si trova normale manifestare questo stesso imbarazzo.

Imbarazzo che, del resto, sembra essere diventato nel frattempo una sorta di genere d’intrattenimento in sé, piuttosto apprezzato in Rete. Scrive ancora lo Urban Dictionary, per esempio, ci sono su TikTok cringe compilation che altro non sono che brevissimi montaggi di foto o video imbarazzanti di sé, di altri o tratti da film e serie TV, che non di rado hanno l’effetto contrario di far sorridere e divertire chiunque vi si imbatta.

tiktok cringe compilation

Il cringe è un fenomeno soprattutto di TikTok: il solo omonimo hashtag ha oltre tre miliardi di visualizzazioni (a luglio 2020).

Su YouTube, invece, si trovano da qualche tempo playlist che sfidano chi le guarda a non sentirsi tanto in imbarazzo da voler chiudere l’icona e smettere di guardare: per trovarle, non a caso, basta digitare nella barra di ricerca la stringa “try not to cringe“. Prima ancora che il cringe diventasse un genere da social network, comunque, le cringe commedy avevano un certo seguito tra gli appassionati di cinema e serie TV, per quanto lucidamente e con ironia erano in grado di raccontare situazioni imbarazzanti così comuni nella vita di tutti i giorni e davanti alle quali, quasi sempre, la prima reazione è fingere nonchalance. Solo per fare un esempio, rientra in questa categoria di prodotti una serie sbarcata su Amazon Prime e diventata una sorta di cult del momento, ma andata in onda in versione originale già agli inizi del Duemila: si tratta di The Office, considerata il punto di nascita del cringe. Da queste commedie dell’imbarazzo vengono spesso, tra l’altro, anche buona parte delle cringe GIF e dei cringe meme di cui si è detto.

cringe meme the office

“The Office” è una serie arrivata su Amazon Prime, ma andata in onda nella versione originale agli inizi degli anni Duemila, che racconta aneddoti e situazioni imbarazzanti dei dipendenti di un’azienda che rivende carta alle altre: per questo è stata considerata da qualcuno il punto di nascita del fenomeno cringe.

Proprio per la sua origine in qualche modo televisiva, del resto, non di rado il cringe è paragonato al trash: al contrario del trash, però, che fa ridere quasi sempre a cuor leggero, nel cringe c’è innanzitutto profondo disagio. Nonostante questo, non si riesce a smettere di guardare video cringe o di condividere cringe meme, proprio come non si può smettere di osservare e, perché no, ridere della ragazza in imbarazzo per il dover camminare in mezzo alla folla su un tacco rotto: il fallimento, soprattutto quando è degli altri, parla di tutte quelle cose che sarebbero potute andare male e che, invece, si sono trasformate in un pericolo scampato.

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