Venerdi 23 Agosto 2019

Crowdsourcing

Definizione di Crowdsourcing

Crowdsourcing

Il Crowdsourcing è un modello economico per lo sviluppo di progetti lavorativi basato sulla condivisione di conoscenze. Mette in contatto domanda e offerta di lavoro, soprattutto in ambito digitale, esternalizzando le attività dall’impresa ideatrice e fornendo un aiuto ai team già esistenti.


CROWDSOURCING: cos’è

Il termine crowdsourcing è stato utilizzato per la prima volta nel 2006 dal giornalista americano Jeff Howe per descrivere una nuova forma di collaborazione lavorativa che si stava diffondendo negli Stati Uniti. L’unione delle parole “crowd” (“folla” e, nel caso specifico, moltitudine di persone accomunate dal desiderio di prendere parte a qualcosa) e “outsourcing” (esternalizzazione, da parte di un’azienda, di alcune attività produttive) dà origine a questo modello economico basato sulla condivisione di conoscenze per l’ideazione e la realizzazione di progetti lavorativi.

Il crowdsourcing è facilmente identificabile come soluzione in ambito digitale, poiché permette alle diverse professionalità coinvolte di offrire soluzioni innovative anche da remoto. A differenza dell’open source con il quale viene erroneamente confuso, il risultato del lavoro prodotto non è di proprietà pubblica, rimane di proprietà dell’organizzatore dell’iniziativa di crowdsourcing che provvede a ricompensare l’autore dell’idea vincente.
Ad oggi, per una definizione completa di crowdsourcing si può far riferimento alle indicazioni fornite da Enrique Estellés e Fernando González in “Towards an integrated crowdsourcing definition” in cui il crowdsourcing viene considerata un’attività partecipativa online nella quale un’azienda propone «mediante un annuncio aperto e flessibile, la realizzazione libera e volontaria di un compito specifico. La realizzazione di tale compito, di complessità e modularità variabile, e nella quale il gruppo di riferimento deve partecipare apportando lavoro, denaro, conoscenze e/o esperienza, implica sempre un beneficio per ambe le parti. L’utente otterrà, a cambio della sua partecipazione, il soddisfacimento di una concreta necessità, economica, di riconoscimento sociale, di autostima o di sviluppo di capacità personali, il crowdsourcer d’altro canto otterrà e utilizzerà a proprio beneficio il contributo offerto dall’utente, la cui forma dipenderà dal tipo di attività realizzata».

MODALITà di CROWDSOURCING

Il crowdsourcing si può dunque considerare un approccio al problem solving che tiene conto del potere delle masse come “forza lavoro” ma anche del loro “sapere”, inteso come creatività e saggezza. All’interno dei processi di crowdsourcing è possibile individuare diverse modalità che fanno riferimento a questo approccio.

Crowdfunding

Forma di finanziamento collettivo di un’idea. Al termine di una campagna di crowdfunding, se l’obiettivo viene raggiunto, il finanziatore riceve in cambio un titolo di partecipazione o una ricompensa.

Crowdcreation

Processo di creazione collettiva tipico di attività digitali e creative. Alla comunità viene richiesto un contributo eterogeneo che favorisce la risoluzione di problemi complessi.

Crowdtesting

Metodologia per testare applicazioni mobile e web prima dell’eventuale lancio sul mercato. Lo scopo è quello di generare un prodotto privo di problemi per l’utente finale, affiancando l’esperienza di quest’ultimo al team addetto alle tradizionali attività di testing.

Crowdmapping

Metodologia cartografica di nuova concezione che si serve della disponibilità di residenti e utenti. Questo approccio segue logiche partecipative bottom-up e si serve di nuove tecnologie digitali e informazioni georeferenziate di qualità.

Crowdvoting

Modalità di crowdsourcing che richiede sia la forza lavoro che la saggezza delle masse per affrontare problemi la cui soluzione emerge dall’intelligenza collettiva dei contribuenti.

infografica Crowdsourcing

Enterprise crowdsourcing and the growing fragmentation of work. Fonte: Deloitte

Il crowdsourcing non rappresenta esclusivamente un modello di business per le imprese, ma può essere considerato anche un potenziale strumento di problem solving dal basso costo e dai tempi contenuti.

Rendendo la folla partecipe del problema di un’azienda e ascoltandola si ottengono principalmente due benefici: le organizzazioni hanno la possibilità di venire a conoscenza diretta dei desideri dei consumatori e la comunità sviluppa un senso di appartenenza all’organizzazione che dà il via a una conseguente fidelizzazione. Un esempio è quello della piattaforma InnoCentive, un marketplace di open innovation all’interno del quale le organizzazioni possono lanciare competizioni aperte per trovare una soluzione a determinate problematiche. Allo stesso tempo, il crowdsourcing non perde la sua natura di forma lavoro esternalizzato e, come nel caso di Amazon Mechanical Turk, si risolvono problemi complessi facendo ricorso a intelligenze umane che eseguono compiti che i computer, ad oggi, non sono in grado di svolgere.

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