Martedì 10 Dicembre 2019

Deep web

Significato di Deep web

Deep web

Il Deep web, o in italiano web sommerso, è composto da tutti quei contenuti e quelle risorse del World Wide Web che non sono indicizzati dai tradizionali motori di ricerca come Google, Bing, Yahoo!, ecc. e che risultano, perciò, più difficilmente accessibili all’utente comune.


deep web: Cos’è

Una definizione di deep web come quella di Techopedia può essere d’aiuto nel rendersi conto di cosa si parla davvero quando si fa riferimento al web invisibile: le risorse e i contenuti del deep web possono essere, infatti, «volontariamente o meno nascosti», ma con il risultato che essi siano sempre «invisibili e irraggiungibili ai crawler dei motori di ricerca». In altre parole? Nonostante si faccia spesso confusione e le due espressioni vengano spesso erroneamente utilizzate come sinonimi, c’è differenza tra deep web e dark web : il primo contiene il secondo, che è costituito da risorse e contenuti che hanno subito un processo di anonimizzazione ad hoc e volontario.

deep web cos è

Le tre “stratificazioni” classiche della Rete sono: surface web, deep web e dark web. Ciascuna di queste comporta una diversa raggiungibilità di contenuti e risorse da parte dei motori di ricerca tradizionali e, quindi, degli utenti.

Come funziona il web sommerso

Quanto ai contenuti del semplice deep web, le ragioni della loro invisibilità agli occhi degli spider dei motori di ricerca tradizionali sono tante e non sempre hanno a che vedere con la volontà di rendere nascosta la risorsa o impossibile da tracciare le operazioni di cui è oggetto. Semplificando molto, infatti, com’è noto a chiunque abbia maggiore familiarità con i sistemi di indicizzazione, Google e co. non indicizzano – o indicizzano con difficoltà – contenuti come

  • i contextual website, le cui pagine cambiano di volta in volta a seconda dell’accesso effettuato;
  • le pagine dinamiche, generate di volta in volta dal server a seconda delle richieste ricevute;
  • gli script;
  • le pagine non collegate a nessun’altra pagina web;
  • così come le risorse non in HTML o i file multimediali e gli archivi in linguaggi non supportati dai tradizionali motori di ricerca.

Anche pagine o contenuti nuovi, appena creati e per questo non ancora indicizzati dai motori di ricerca, alimentano il deep web. Non è difficile capire, a questo punto, perché spesso ci si riferisca alternativamente al web sommerso con le espressioni “hidden web” o “invisible web“, che fu, tra l’altro, la prima espressione utilizzata negli anni Novanta per riferirsi a tutti quei siti web che non erano registrati su alcun motore di ricerca.

Cosa c’è nel deep web

Oltre a quelli appena citati, comunque, nel web sommerso si trovano anche pagine ad accesso limitato e facenti parte del cosiddetto private web a cui si accede attraverso credenziali, dopo iscrizione o che in qualche caso sono soggette a un paywall. Anche archivi e directory di vecchi siti web non più accessibili, per esempio, fanno parte del deep web, nella stessa misura in cui ne sono parte software riservati o qualsiasi altro contenuto dalla natura peer-to-peer. Molto più pragmaticamente e con esempi che attingono all’esperienza quotidiana, il deep web è fatto di servizi email, online banking, piattaforme social private o a invito, siti aziendali privati, servizi a sottoscrizione e via di questo passo.

deep web cosa contiene

Nel deep web si possono trovare contenuti e risorse molto diversi tra loro e che non sempre sono da considerare “illegali”. Fonte: Dashburst

Sotto la superficie della “surface net” – espressione con cui ci si riferisce in genere al web tradizionale, quello a cui si accede attraverso Google e simili – vive una “undernet“, altro sinonimo utilizzato per riferirsi al deep web, più popolata di quanto si immagina. Secondo una delle prime ricerche condotte sulle dimensioni di Internet, c’erano a inizio anni Duemila circa 550 miliardi di documenti circolanti in Rete, per un totale di 18 milioni di gigabite: di questi, però, Google ne indicizzerebbe appena 2 miliardi . Più di recente è stato stimato di 400 a 1 il rapporto tra deep web e web ordinario ma, come non mancano di sottolineare in molti, sono misurazioni che lasciano il tempo che trovano proprio per irraggiungibilità e non tracciabilità che sono caratteristiche di file, contenuti e risorse del web sommerso. Vale in questo caso la metafora visiva, spesso abusata, di un iceberg: quello che l’utente comune di Internet vede nella sua comune esperienza di navigazione è solo una punta, sotto cui è sommerso molto altro.

Navigare nel deep web è illegale?

Vale la pena sottolineare, però, che di questo altro solo una piccola parte è costituito da contenuti bannati dai normali motori di ricerca perché inappropriati. Il dark web, come già si accennava, è solo una parte del deep web e anche al suo interno pedo-pornografia, compravendita di armi, droghe o altre sostanze illegali, reclutamento da parte di entità terroristiche o estremiste non sono certo tra le attività preponderanti, nonostante il grado di allarmismo generato. Non a caso c’è chi, dentro e fuori dalla cultura hacker, difende il web sommerso, ritenendolo «l’unico posto della Rete dove ancora sopravvive lo spirito, fondamentalmente anarchico e profondamente sostenitore, della libertà personale, che era una delle caratteristiche principali dei primi anni di Internet e, probabilmente, anche la filosofia della sua infrastruttura tecnologica». Se i motori di ricerca, selezionando i risultati più pertinenti per la query dell’utente, restituiscono una versione per forza di cose parziale della Rete, il deep web al contrario promuove un’esperienza, un percorso di navigazione che sono per forza di cose personalizzati.

deep web legale

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, la maggior parte delle attività che si possono fare nel web sommerso è perfettamente legale. Fonte: WhoisHostingThis

Come accedere al deep web

Per entrare nel deep web, del resto, nella maggior parte dei casi serve – e basta – l’URL specifico della risorsa a cui si vuole accedere. In alternativa si possono sfruttare strumenti come Hidden Wiki, una vera e propria web directory che contiene, suddivisi per categorie, link ed estremi per raggiungere un buon numero di file, documenti, contenuti e altre risorse del web sommerso e che costituisce, a ben guardare, una vera e propria mappa del deep web.

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