Venerdì 03 Aprile 2020

Dispositivi indossabili

Definizione di Dispositivi indossabili

Dispositivi indossabili

I Dispositivi indossabili sono dei dispositivi elettronici tecnologicamente sofisticati che possono essere indossati dagli utenti o applicati a capi d'abbigliamento. Possono essere di differenti tipologie e riguardare diversi ambiti di utilizzo, dalla salute allo sport.


 i dispositivi indossabili? 

Con “dispositivi indossabili” (anche detti “wearable device“) si fa riferimento a un ampio ventaglio di dispositivi intelligenti che possono essere collegati ad altri dispositivi elettronici come gli smartphone, wireless o tramite tecnologia Bluetooth, permettendo non solo il rilevamento ma anche l’immagazzinamento e lo scambio di dati di diverso tipo, in maniera immediata e spesso senza il bisogno dell’intervento umano. Sempre più evoluti, i dispositivi indossabili sono utilizzati a vari scopi: dalla rilevazione dei segnali biometrici, attraverso dei sensori posizionati sulla pelle, all’accesso veloce a informazioni online.

Alcuni dispositivi consentono di facilitare l’accesso da parte degli utenti alle informazioni, mentre altri consentono di evitare situazioni di pericolo, di superare determinati ostacoli o limiti o di effettuare dei compiti impossibili per gli esseri umani senza il supporto della tecnologia. Basti pensare ai dispositivi indossabili che consentono di raccogliere dati sull’ambiente circostante (monitorando per esempio qualità dell’aria).

Grazie all’ internet of things è possibile connettere praticamente qualsiasi oggetto a Internet: i dispositivi wearable rappresentano l’utilizzo più comune di questa tecnologia. Dispositivi come smartwatch e braccialetti da fitness raccolgono, per esempio, dati biometrici che vengono automaticamente inviati ad altri dispositivi intelligenti come gli smartphone, offrendo agli utenti la possibilità di accedervi in qualsiasi momento, ovunque.

oRIGINE E DIFFUSIONE DEI DEVICE

Anche se è possibile considerare il classico orologio tascabile o da polso una sorta di “antenato” della tecnologia indossabile per come oggi la si conosce, il dispositivo creato da Edward Thorp e Claude Shannon negli anni ’60 viene spesso ritenuto il primo computer indossabile e in fondo anche più vicino ai tanto diffusi nel contemporaneo wearable device. Nel suo libro “Beat the dealer“, Thorp ha rivela di aver sviluppato un piccolo dispositivo indossabile (all’interno nelle scarpe) allo scopo di barare nel gioco della roulette: la tecnologia in questione, infatti, pare fosse in grado di prevedere dove si sarebbe fermata la pallina nel tavolo da roulette. Tra le idee più vicine a quella di smartwatch è possibile menzionare, inoltre, l’orologio-calcolatrice lanciato dal brand Pulsar nel 1975.

Negli anni, la tecnologia in questione è diventata sempre più sofisticata, non solo in termini di funzionalità e di possibili applicazioni, ma anche in termini di autonomia della batteria: basti pensare a dispositivi indossabili per il fitness, come Mi Smart Band 4 del marchio Xiaomi, che promette fino a venti giorni di batteria con una singola carica, solo per fare un esempio.

Queste tecnologie sono diventate sempre più presenti nella vita di tutti i giorni e, secondo i dati dell’International Data Corporation (IDC), durante il terzo trimestre del 2019 le spedizioni di questi dispositivi sono aumentate del 94,6% su base annua (si fa riferimento a circa 84,5 milioni di unità).

Fonte: Apple

Leader incontrastata nel mondo dei wearable è, secondo i dati della IDC, Apple, che con prodotti come Apple Watch, Airpods e cuffie Beats, è al primo posto in termini di “spedizioni” di questi prodotti, avendo consegnato, nell’ultimo trimestre del 2019, 29,5 milioni di device di questo tipo. Sono stati invece consegnati da Xiaomi oltre 12 milioni di prodotti, mentre 8,3 milioni sono i dispositivi indossabili di Samsung e 7,1 milioni quelli consegnati invece da Huawei.

Sempre più diffusi e sofisticati sono i cosiddetti “hearables” (neologismo che fonde i termini “wearable” e “headphone“): si tratta di cuffie indossabili che si collegano allo smartphone tramite Bluetooth o anche in modalità wireless. Secondo la stessa ricerca, tra tutti i dispositivi indossabili i “dispositivi per l’orecchio” sono quelli più richiesti, avendo raggiunto i 40,7 milioni di unità consegnate (una crescita del 242% rispetto al terzo trimestre del 2018).

TipOLOGIE di dispositivi wearable e applicazioni

L’utilità di questi dispositivi nella vita quotidiana si è fortemente amplificata negli ultimi anni e sono aumentate anche le possibili applicazioni di questi dispositivi.

Dispositivi per l’orecchio o hearable

Gli utilizzi degli hearable vanno ben oltre l’ascolto di musica: sono infatti tra i dispositivi indossabili che possono essere usati nell’ambito della salute, per il monitoraggio dello stato del paziente, ma non solo.

Nella lista del Time relativa alle migliori invenzioni del 2019 è presente il dispositivo uditivo di Starkey, Livio AI, un piccolo apparecchio acustico, creato innanzitutto per amplificare il suono e ridurre il rumore di fondo per persone con difficoltà uditive. Grazie al ricorso all’intelligenza artificiale e ai sensori incorporati, il dispositivo in questione fa molto di più: esso consente di ascoltare musica, inoltre risponde a domande come un assistente vocale, traduce conversazioni nella lingua dell’utente, monitora attività fisica e frequenza con cui si parla con qualcuno nell’arco della giornata e persino “capisce” se l’utente è caduto e notifica automaticamente l’episodio a dei contatti specifici (due funzioni pensate in particolare per gli anziani che vivono da soli).

Fonte: TechRadar

Altri dispositivi come Cosinuss’ Degree° consentono di misurare la temperatura corporea e forniscono all’utente suggerimenti sulla cura, rivelandosi così una fonte di dati potenzialmente utile, per esempio, per i medici, per la valutazione dell’andamento dello stato di salute dei pazienti.

Dispositivi per l’orecchio come Vi Sense o Vinchi possiedono degli assistenti virtuali propri, incorporati, che possono essere utili per diversi scopi: informare l’utente sul battito cardiaco, ricordargli di fare esercizio fisico, di prendere le medicine o di sottoporsi a una visita medica.

SmartWatch e braccialetti

Con una buona parte degli smartwatch è possibile effettuare chiamate, inviare e ricevere messaggi o visualizzare foto e tanto altro. Le potenzialità di questi dispositivi vanno ben oltre: così come i dispositivi per l’orecchio, anche i noti orologi intelligenti e i braccialetti da fitness possono essere molto utili per il monitoraggio di parametri fisiologici, risultando particolarmente utili per diversi sport. Essi consentono agli utenti di monitorare l’attività fisica, il battito cardiaco ma anche la velocità, il tempo, la distanza percorsa, così come le calorie bruciate.

Gli smartwatch diventano sempre più sofisticati e specialmente sempre più utili in ambito medico: l’orologio Move ECG consente di effettuare un elettrocardiogramma e di inviarlo al medico, mentre l’HeartGuide OMRON permette di misurare la pressione arteriosa.

Fonte: Amazon

Nel 2017, Apple ha lanciato l’applicazione Apple Heart Study che, tramite l’uso dello smartwatch del brand , consente di avvertire gli utenti in caso di alterazioni del ritmo cardiaco. Inoltre, l’azienda ha lanciato il Movement Disorder Manager, da utilizzare sempre tramite collegamento con l’orologio Apple, che consente ai medici e ai ricercatori di monitorare eventuali disturbi del movimento: è possibile in questo modo misurare e registrare dei tremori e dei sintomi collegati al morbo di Parkinson.

Occhiali e fotocamere indossabili

Tra i più noti wearable di questo tipo ci sono i Google Glass, messi in vendita per la prima volta negli Stati Uniti nel 2014 e che, essendo collegati a Internet e sfruttando la realtà aumentata, consentono agli utenti di accedere alle informazioni che vengono presentate sul display posizionato su una delle lenti. Le immagini, ad alta definizione, vengono proiettate sugli occhi degli utenti e i contenuti vengono visualizzati come se ci si trovasse di fronte a uno schermo di 25 pollici, a una distanza di due metri.

Fonte: Camera Press

Con gli occhiali in questione si possono effettuare varie attività normalmente svolte con il cellulare: utilizzando il comando vocale o il touchpad posizionato sul lato destro, è possibile effettuare delle telefonate, inviare dei messaggi, controllare i profili social, visitare siti web, scattare foto e video e ottenere indicazioni stradali su Google Maps.

Anche se il dispositivo in questione è stato ritenuto da molti un fallimento commerciale, nel 2017 Google ha lanciato una nuova versione di questi dispositivi, destinata ai professionisti. Una versione ancora più sofisticata, lanciata nel 2019, è stata concepita, poi, per aiutare i dipendenti ad accedere alle informazioni necessarie alle proprie mansioni, anche quando vanno svolti dei compiti in cui non è possibile utilizzare le mani oppure spostarsi per fare delle ricerche o per chiedere aiuto a qualcuno. È possibile infatti utilizzare questo dispositivo per contattare altri colleghi ed esperti che non siano presenti al momento o che si trovino geograficamente lontani, in maniera semplice e veloce, senza distogliere lo sguardo da ciò che si sta facendo. Il dispositivo viene presentato come utile non solo nel settore manifatturiero, ma anche nell’ambito medico e dell’assistenza sanitaria.

Per quanto riguarda le fotocamere indossabili, esse vengono usate sia per scopi di intrattenimento (come nel caso delle note action cam), sia per la sicurezza, utilizzate quindi dalle forze dell’ordine. In Italia sono già state adottate dalla polizia di Pordenone delle bodycam, sia per la tutela dei cittadini che per quella degli agenti.

abbigliamento e accessori

Per quanto concerne invece gli indumenti, esistono vari capi in grado di agevolare e ottimizzare una serie di attività quotidiane. Vi sono, per esempio, delle magliette e dei pantaloncini intelligenti che consentono di misurare diverse variabili fisiologiche durante lo svolgimento dell’attività fisica: gli abbigliamenti sportivi di Athos Core, dotati di sensori ad hoc, consentono di monitorare l’attività muscolare ma anche il battito cardiaco e la respirazione. I dati vengono inviati tramite Bluetooth allo smartphone attraverso un’apposita applicazione.

Fonte: Athos Core

Il brand di abbigliamento Nadi ha lanciato invece dei leggings da yoga in grado di identificare le posizioni corrette da assumere e di segnalare all’utente, attraverso delle lievi vibrazioni su fianchi, ginocchia e caviglie, quando va cambiata la posizione o quando va mantenuta per più tempo.

Samsung invece ha lanciato una cintura intelligente con sensori che vengono posizionati davanti e lungo il girovita, in grado di monitorare eventuali aumenti di tensione provocati da una quantità eccessiva di cibo consumato, avvertendo l’utente tramite notifica sul cellulare a essa connesso.

In collaborazione con Google, Levi’s ha lanciato una giacca di jeans, la Trucker Jacket, con un sensore Jacquard integrato sulla manica sinistra, che consente di essere connessi a Internet senza bisogno di cavi. La giacca in questione, come si può leggere sul sito di Levi’s, era stata originariamente concepita per i ciclisti, mentre la nuova versione è più adatta alla vita di tutti i giorni: basta accoppiare la giacca al cellulare e, toccando la manica interattiva, è possibile effettuare richieste all’assistente vocale di Google, ricevere un avviso se si dimenticano giacca o cellulare, scattare una foto con un gesto, cambiare canzone o chiedere indicazioni stradali.

Ci sono poi diversi dispositivi di monitoraggio ambientale come, per esempio, il device creato da Tzoa, che può essere applicato ai capi d’abbigliamento e che consente di monitorare non solo la qualità dell’aria ma anche il grado di umidità e l’indice UV. I dati raccolti vengono poi inviati allo smartphone dell’utente, che ha in questa maniera un accesso semplice e veloce ai dati sull’ambiente circostante, altrimenti sarebbero difficili da ottenere.

Esistono attualmente tanti dispositivi indossabili, rivolti a differenti target e con differenti applicazioni, che possono agevolare in diversi modi la vita di ogni giorno e, in alcuni casi, persino promuovere il benessere e la salute degli utenti, offrendo inoltre anche un supporto nella vita professionale.

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