Venerdì 10 Luglio 2020

Doxing

Significato di Doxing

Doxing

Il Doxing è la pratica di ricercare, pubblicare e/o diffondere delle informazioni personali o private di un soggetto senza il suo consenso. Si tratta in particolare di dati sensibili come il nome e il cognome, l'indirizzo, il numero di telefono, il numero della carta di credito, ecc.


cosa significa doxing?

Il termine “dox” è un’abbreviazione della parola inglese “docs” che significa “documenti“. La parola “doxing” (o anche “doxxing“) nasce dalla fusione dell’espressione “dropping dox” (“lancio di documenti“), nel gergo della cultura hacker  anni ’90 utilizzata per far riferimento a una pratica dolosa che prevedeva che un individuo rivelasse l’identità di un rivale che cercava di mantenere l’anonimato (per esempio a causa di eventuali azioni informatiche illegali commesse).

Attualmente il termine viene usato in senso più ampio per riferirsi all’azione di rivelare o diffondere informazioni personali (in cui rientrano anche foto e video) di un individuo allo scopo di umiliarlo, metterlo in cattiva luce, vendicarsi o minacciarlo e commettere un’estorsione.

La pratica in questione può essere associata a quella del cyberbullismo in situazioni in cui l’aggressore si serve di essa per intimidire e per provocare danno alla reputazione della vittima, attraverso la divulgazione di informazioni private.

I contenuti divulgati possono essere, come sottolineato in precedenza, di differente tipo e possono riguardare la situazione attuale dell’individuo (dunque dati come l’indirizzo, per esempio), informazioni relative al passato che egli vorrebbe nascondere (come un lavoro pregresso o fotografie intime), ma può anche riguardare la divulgazione di dati che hanno a che fare con la famiglia o gli amici della vittima.

Come difendersi dal doxing?

Anche se spesso si tratta di dati o informazioni ottenute in maniera illegale (tramite hackeraggio), in molti casi le informazioni diffuse contro la volontà del soggetto interessato possono essere facilmente ritrovate su un semplice motore di ricerca o estrapolate dai profili social delle vittime.

È per questo che è importante essere attenti a informazioni, immagini e altri contenuti pubblicati online, leggendo attentamente le privacy policy delle diverse piattaforme a cui ci si iscrive, definendo con cautela le impostazioni di visibilità e selezionando, accuratamente, la cerchia di contatti che può accedere al proprio profilo.

Detto ciò, non sempre questo livello di controllo da parte delle vittime è sufficiente per tutelarsi totalmente dal doxing e in molti casi i dati vengono estrapolati o scoperti anche offline e la loro diffusione finisce per avere gravi conseguenze sul benessere emotivo della vittima, che ha visto la propria privacy violata.

Alcuni esempi di doxing

In maniera molto frequente la parola “doxxing” è collegata alla condivisione consapevole di dati sensibili di qualcuno, come indirizzo di casa o altre informazioni simili, su Internet. Tuttavia, l’espressione è stata usata anche quando è stata rivelata l’identità di attori porno che cercavano di mantenere l’anonimato. Tra gli esempi c’è quello di una studentessa dell’Università Duke negli USA, che, nel 2014, ha visto diventare pubblica (e nota) la propria identità, così come dei dettagli della sua vita intima che sono stati condivisi in Rete contro la sua volontà.

Il doxing è stato utilizzato anche in casi di conflitto socio-politico: per esempio, durante le proteste contro il governo iniziate a marzo 2019 a Hong Kong è nata una ondata di casi di doxing senza precedenti, come riportato da The Guardian. Secondo il quotidiano, social media come LIHKG e app come Telegram sono state usate per condividere nomi, fotografie e numeri di telefono di molti dei soggetti coinvolti (come per esempio manifestanti, agenti di polizia e giornalisti). Il doxing è stato usato come un’arma potente contro il “nemico“: ne hanno fatto uso alcuni dei sostenitori del governo contro dei manifestanti mascherati (rivelando così la loro identità), ma anche i manifestanti stessi contro diversi membri delle forze dell’ordine di cui sono state condivise informazioni personali online, con conseguenti episodi di molestie che hanno riguardato i loro parenti.

Immagine delle proteste ad Hong Kong. Fonte: Reuters.

Proteste a Hong Kong. Fonte: Reuters

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