Domenica 26 Gennaio 2020

Effetto dunning kruger

Definizione di Effetto dunning kruger

Effetto Dunning Kruger

L'Effetto dunning kruger è una distorsione cognitiva che porta gli individui a sopravvalutare le proprie abilità o le proprie conoscenze relativamente a un argomento o a un ambito specifico, auto-considerandosi esperti o particolarmente dotati in settori in cui, in realtà, sono soltanto moderatamente o persino poco competenti.


Cos’è l’effetto Dunning Kruger?

L’effetto in questione prende il nome dagli psicologici sociali Justin Kruger e David Dunning. Nel 1999 essi, allora ricercatori all’Università di Cornell, hanno pubblicato uno studio in cui approfondivano il fenomeno cognitivo che portava individui inesperti in un dato ambito sociale o intellettuale a credere di essere particolarmente competenti o dotati in quel campo. Inoltre, gli autori hanno studiato «in che modo la difficoltà nel riconoscere la propria incompetenza» li portasse a fare delle auto-valutazioni gonfiate” e molto superiori alle loro reali conoscenze o abilità.

Infatti, «le persone incompetenti […] non solo giungono a delle conclusioni sbagliate e compiono delle scelte sfortunate, ma la loro incompetenza li priva [anche] dell’abilità di rendersene conto», sostengono gli autori nell’articolo “Unskilled and unaware of it: How difficulties in recognizing one’s own incompetence lead to inflated self-assessments“.

Il neurologo Steven Novella, autore del libro “The Skeptics’ Guide to the Universe“, ha dedicato un intero capitolo al tema e in un articolo pubblicato sul blog The Ness egli ha fatto alcune considerazioni importanti sul fenomeno in questione. Innanzitutto, il neurologo sottolinea che l’effetto Dunning Kruger si applica «non soltanto a “persone incompetenti” ma a tutte le persone, relativamente a qualsiasi ambito di conoscenza». La distorsione cognitiva in questione si può verificare dunque non soltanto a livello di “incompetenza” ma anche nei casi in cui un individuo con competenze nella media o leggermente al di sopra di essa sopravvaluti le proprie capacità.

Conseguenze e implicazioni pratiche di quest’effetto

Nel loro articolo, Dunning e Kruger fanno riferimento al «deficit nelle abilità metacognitive» che potrebbe contribuire a spiegare la tendenza a produrre delle autovalutazioni gonfiate“. In altre parole, gli individui possono non essere consapevoli della propria bassa esperienza in un dato ambito perché non hanno una grado di conoscenza sufficientemente rilevante per valutare le proprie abilità in maniera accurata. Questo perché, come sostengono gli autori, le «abilità che generano competenza in un dato campo sono spesso le stesse abilità richieste per poter valutare [in maniera accurata] la [propria] competenza [e quella altrui] nello stesso ambito».

In effetti, come si evince dall’articolo pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology, Dunning e Kruger hanno condotto quattro studi nei quali chiedevano ai partecipanti di autovalutare le proprie competenze in tre campi: umorismo, grammatica e logica; essi successivamente dovevano eseguire dei compiti per valutare le reali abilità in ciascuno dei tre ambiti. Dai quattro studi condotti è emerso che i partecipanti con punteggi più bassi tendevano a sopravvalutare molto le loro abilità nelle differenti aree. Seguendo la stessa logica, persone che avevano rivelato un maggior livello di competenza in un campo tendevano a sottovalutare le relative abilità. inoltre, conoscendo meglio una determinata materia, gli individui diventavano anche più consapevoli della mole di conoscenze e del livello di approfondimento a cui si può giungere in un dato campo. A tal proposito, in un articolo pubblicato nel 2011 (“The Dunning–Kruger Effect: On Being Ignorant of One’s Own Ignorance“), Dunning ha utilizzato il termine “meta-ignoranza” per riferirsi ai casi in cui un individuo non è consapevole della propria ignoranza, presentando l’effetto Dunning Kruger come evidenza empirica di questo concetto.

In un ambito specifico, qualsiasi persona può, nel corso della vita, essere condizionata da questa forma di distorsione cognitiva, in misura maggiore o minore. La “buona notizia” è che, come emerge dai test condotti da Kruger e Dunning, quando migliorano le abilità e quando aumentano le skill metacognitive, dovrebbe aumentare anche la capacità di riconoscere i propri limiti.

In un articolo pubblicato ad agosto 2018, Motta, Callaghan e Sylvester spiegano come quest’effetto possa avere un impatto rilevante sul giudizio degli individui in svariati ambiti e, nello specifico, in quello della salute. Nello studio, gli autori hanno dimostrato come persone che sostenevano idee no-vax fossero più propense a credere di saperne quanto esperti o medici, mentre in realtà il loro grado di conoscenza era estremamente ridotto.

L’effetto in questione può avere un impatto negativo in ambito lavorativo e nel rapporto tra dipendenti. Infatti, individui che dimostrano di essere particolarmente propensi a questa distorsione avrebbero difficoltà a svolgere lavoro di squadra e, in generale, nel rapporto con colleghi e superiori: credendo di essere particolarmente competenti nello svolgere i compiti richiesti, queste persone potrebbero essere poco propense a imparare o ad accettare i consigli o i rimproveri. Se invece si fa riferimento a un dirigente o a un individuo in una posizione di leadership, la situazione può diventare ancora più difficile da gestire, potendo incidere significativamente sulla produttività e sul successo aziendale.

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