Sabato 17 Agosto 2019

Knowledge divide

Definizione di Knowledge divide

Knowledge divide

Quello conosciuto come Knowledge divide è il gap che esiste tra individui e gruppi sociali diversi rispetto alla capacità che hanno di trovare, elaborare, creare e condividere informazioni di diverso tipo.


Knowledge divide: SIGNIFICATO E IMPLICAZIONI

È stato l’emergere della cosiddetta società dell’informazione a rendere la conoscenza un fattore di primaria importanza nell’organizzazione della vita associata e dell’economia dei paesi. Per questa ragione, il knowledge divide ha effetti ben più concreti di quanto si possa immaginare sulla vita dei singoli e non solo: informazioni e conoscenze – e la capacità, s’intende, di maneggiarle – sono essenziali per accedere, per esempio, al mondo del lavoro o per la partecipazione politica.

Knowledge divide e digital divide: due aspetti della stessa medaglia?

Se il riferimento è, ancora, alla società dell’informazione, non si può ignorare il fatto che le tecnologie ICT hanno oggi un ruolo fondamentale nel rendere disponibili e accessibili a tutti una grande quantità di informazioni. In altre parole, tecnologie e ambienti digitali sono da considerare oggi una sorta di infrastruttura della conoscenza. Ragione per cui il divario – tra individui, gruppi sociali, nazioni – nell’accesso a tecnologie come queste non può non essere intimamente correlato a un divario anche nelle conoscenze. Come sottolinea però l’UNESCO, anche qualora fosse possibile chiudere il digital divide, ciò non significherebbe automaticamente andare anche verso la risoluzione del knowledge divide.

Le principali cause del knowledge divide

Ci sono, infatti, tanti fattori diversi da cui questo dipende. Come nel caso del divario digitale, va fatta proprio a proposito un’importante distinzione tra il knowledge divide globale – cioè tra paesi diversi del mondo – e il divario di conoscenza che esiste invece tra gruppi sociali o individui all’interno dello stesso paese. In quest’ultimo caso, le cause che possono portare a differenze anche sostanziali nell’accesso alle conoscenze sono per lo più di tipo socio-demografico e cioè legate a età, gruppo sociale di appartenenza, reddito, persino etnia o appartenenza a minoranze razziali. Osservato speciale è stato, negli ultimi anni, anche in questo campo, il divario di genere: non è solo nei paesi in via di sviluppo, infatti, che le donne hanno avuto per molto tempo – e in qualche caso continuano ad avere ancora – minori possibilità di accesso al mondo dell’istruzione per esempio e, più in generale, al mercato della conoscenza.

Quando la prospettiva diventa globale, anche le cause del knowledge divide possono essere più complesse. Nel tempo, organismi internazionali come UNESCO ne hanno individuate alcune. La capacità degli stati di assicurare ai propri cittadini le libertà e i diritti fondamentali – tra cui per esempio la libertà di espressione o la libertà di stampa – è il primo passo verso un’altrettanto libera circolazione delle idee e della conoscenza e va da sé che questa capacità è direttamente ricollegata al grado di democrazia di un paese. Anche assicurare il pluralismo è tra quelle task di cui istituzioni e governi dovrebbero farsi carico per chiudere il divario di conoscenza: il knowledge divide, non a caso, è meno marcato laddove non ci siano forme di censura per esempio o il mondo dei media non sia concentrato e appannaggio di pochi. Ovviamente, il primo passo per scongiurare un gap delle conoscenze è investire sul sistema formativo e assicurare ai propri cittadini l’accesso all’istruzione, non solo di base ma anche di grado superiore. Come si accennava, però, chiudere il knowledge divide può avere a che vedere anche con l’investire in infrastrutture – di Rete, ma non solo – efficienti e di qualità e, più in generale, rendere prioritarie ricerca e innovazione. Evidenze dimostrano, infine, che anche avere gli strumenti a tutela del copyright e della produzione di conoscenza più all’avanguardia può aiutare a chiudere il divario di conoscenza.

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