Venerdi 20 Settembre 2019

Meme

Significato di Meme

Meme

Un Meme – o, meglio, un Internet meme – è un contenuto di natura umoristica o frutto di rielaborazione creativa di scene di film, serie o programmi TV, opera artistiche diventati cult nell’immaginario comune che si diffonde rapidamente in Rete e diventa virale.


Meme: significato ed etimologia del termine

È l’Oxford Dictionary a dare una definizione di meme che tiene conto di come le immagini, le GIF, i brevi video in questione siano «copiati e diffusi velocemente dagli internauti, spesso con variazioni impercettibili». La storia del termine “meme” e la sua trasformazione in “Internet meme” vanno nella stessa direzione: deriverebbe, infatti, direttamente al greco “mimēma”, letteralmente “ciò che è imitato” ed è nel campo della biologia genetica che si riscontrano i primi utilizzi del termine per indicare una mutazione improvvisa nel processo di selezione darwiniana, legata a un cambiamento random propagatosi per replicazione. Solo a partire dagli anni Settanta “meme” viene utilizzato per spiegare come si diffondono idee, gusti culturali, informazioni (Dawkins, 1976). Negli anni Dieci del Duemila la popolarità dei social network, la consuetudine verso certe pratiche – come appunto la creazione e la condivisione di immagini divertenti, umoristiche, nonsense – induce a rivedere il concetto di Internet meme e a legarlo a quello di appropriazione – «hijacking», scrive più precisamente lo stesso Dawkins – e rielaborazione volontaria e creativa di un’idea, un prodotto culturale, in qualche caso persino un messaggio di brand entrati a far parte ormai dell’immaginario comune.

Un’inquadratura teorica tra cultura del remix e guerra del copyright

Non a caso la letteratura esistente sui meme di Internet, quando chiamata a spiegare perché piacciano tanto e perché tanti utenti perdano tempo a crearli e a condividerli in Rete, non può non fare riferimento a quella cultura del remix (Lessig, 2009) che vive del diritto di citare, liberamente e modificandole al bisogno, altre opere e che di fatto trasforma il momento della creazione in una ri-creazione a partire da suggestioni, ispirazioni, feticci, topoi dell’immaginario comune. Due sono i corollari di un simile approccio. Da un lato è l’idea stessa di autorialità a cambiare e a diventare collettiva, dispersa, spesso inconoscibile: chi sa infatti chi sono i veri autori anche dei meme più famosi che circolano in Rete? Dall’altro lato, la gestione dei diritti d’autore si fa tanto complessa da rischiare di generare una vera e propria «copyright war». Scene, frasi, protagonisti dei meme derivano infatti quasi sempre da film, fumetti, serie TV, altri prodotti dell’ industria culturale legittimamente coperti da royalty: è difficile però che chi li crei si senta, nonostante questo, in difetto nell’appropriarsi gratuitamente e senza permesso di quel soggetto e ciò non può che presupporre un atteggiamento maggiormente liberista da parte di case produttrici e chiunque altro detenga i diritti d’autore.

Cosa sono i meme e le principali tipologie

La dab dance è una delle “mosse” più famose di Internet: calciatori, vip, influencer sono stati sorpresi a farla, contribuendo alla sua viralità.

Su Internet del resto, come già si accennava, tutto può diventare un meme: una GIF o un breve filmato, un testo, un’immagine divertente, un modo di dire o una battuta. Negli anni persino mosse come la dab dance si sono trasformate in meme, ripetute centinaia di migliaia di volte e in contesti molto diversi da quello originale. Anche le challenge e le sfide social, indipendentemente da natura e contenuto, potrebbero essere inserite in questo elenco.

Ci sono, però, alcune tipologie di meme in cui è più comune imbattersi su Internet e che, per questo, sono subito riconosciuti come tali.

  • Le image macro per esempio. Si tratta, forse, del genere di meme in assoluto più diffuso: è formato da un’immagine che può avere varia natura e provenire da un film, una serie o programma TV, un quadro, qualche volta addirittura da un fatto di cronaca o qualcosa di realmente accaduto o semplicemente da un servizio di foto stock se si tratta di un’immagine generica, incorniciata da un breve testo quasi sempre in font Impact. Il testo può essere, a sua volta, una citazione decontestualizzata o in parte modificata, un motto di spirito, un gioco di parole, ecc.
meme image macro

La struttura tipo di un’image macro. Fonte: Wikimedia 

  • I dank meme, dall’inglese “dank” che richiama l’idea di freddura. C’è chi li considera una versione 2.0 dei classici Internet meme, anche in considerazione del fatto che spesso sono basati sulla rielaborazione, critica di altri meme. Quasi sempre si tratta, comunque, di meme che contengono paradossi e nonsense, spesso persino incomprensibili al di fuori della bolla all’interno della quale hanno avuto la principale diffusione.
dank meme

Un esempio di dank meme: nella maggior parte dei casi si tratta di freddure comprensibili solo all’interno di nicchie ristrette o che fanno ironia sugli stessi fenomeni della Rete.

Come, quando e perché utilizzarli

Proprio per la loro origine, perché contengono spesso riferimenti culturali molteplici e stratificati, tutti i meme richiedono livelli di lettura diversi. Ci sono, così, addirittura dei motori di ricerca specializzati che permettono di risalire a significato e storia di un meme prima di utilizzarlo o condividerlo. Una delle ragioni del successo di questa tipologia di contenuti, però, è proprio il fatto che non è necessario essere in grado di leggere tutti i significati, anche quelli più impliciti, contenuti al loro interno per trovarli divertenti, coinvolgenti, da condividere. I meme, del resto, sono la dimostrazione in atto che la viralità ha regole tutte sue e che non sempre sono prevedibili, né replicabili.

Questo non vuol dire che non li si possa utilizzare all’interno di una strategia di contenuti o per scopi che prescindono il semplice passatempo su Internet. Il cosiddetto polbusting , per esempio, utilizza meme e altri contenuti virali per ironizzare, fare satira su questioni politiche o che abbiano a che vedere con la gestione della cosa pubblica.

Allo stesso modo il social bombing non di rado sfrutta anche i meme per neutralizzare contenuti inappropriati, che contengono informazioni scorrette o usano linguaggio dell’odio e rischiano di creare flaming. Forme di attivismo digitale come queste a parte, così come esistono GIF aziendali ci sono anche meme aziendali, nati in origine come parte integrante di campagne di comunicazione dei brand, anche se poi divenuti di uso comune, seppure talvolta in contesti completamente diversi. L’esempio forse più noto in questo senso è quello della clip dell’attore Wilford Brimley che dice «diabeetus», in origine uno spot per un servizio medico dedicato proprio ai pazienti diabetici.

Se coerenti con il proprio tono di voce, i meme aziendali insomma potrebbero rappresentare una risorsa economica, facile da realizzare, dalla naturale shareability e perfettamente in linea con grammatiche e pratiche proprie delle reti sociali, tanto da apparire nativi e non come un elemento di disturbo e interruzione.

Come creare un meme

Più in generale, la facilità di realizzazione dei meme è una delle principali ragioni del loro successo. Ormai è facile imbattersi persino in meme generator che permettono o di utilizzare format preimpostati per realizzare il meme che si desidera o di scegliere l’immagine e la componente testuale lasciando poi che sia il generatore a confezionare il meme, fino a che non rimarrà che scaricarlo nella qualità che si desidera e utilizzarlo a piacimento. Basta, però, avere una conoscenza minima dei più semplici programmi di grafica come Paint per poter realizzare in perfetta autonomia i propri meme. Va da sé che la sezione immagini dei principali motori di ricerca offre una grande varietà di meme da poter utilizzare a proprio piacimento – tanto più che, come si accennava, questi sono per natura gratuiti e copyleft – e senza contare che esistono oggi molti archivi tematici specificatamente dedicati ai meme, all’interno dei quali se ne trovano di organizzati per parole chiave o per tipologia.

Esempi di meme e meme famosi

È possibile che, a questo punto, la domanda “Qual è stato il primo Internet meme della storia?” sorga spontanea. Molti sono d’accordo nell’identificarlo nel Baby Cha Cha”, una breve clip video che mostrava un neonato nell’atto di fare mosse che ricordavano, appunto, il ballo del cha cha. È sia nell’estetica, sia nella modalità di diffusione molto diverso rispetto ai meme più moderni: basti pensare soltanto che, diventato virale nel ’96, circolò soprattutto via email e sui primi forum.

Oggi, come già sottolineato, tutto può diventare un meme. Politici, vip, attori e loro dichiarazioni sono tra i migliori candidati a trasformarsi in meme.

meme obama

Obama, come molti altri politici internazionali, è protagonista di un gran numero di meme che circolano in Rete.

E la stessa sorte tocca a protagonisti di fatti di cronaca anche controversi o dei più efferati: per richiamare la sola cronaca italiana si pensi, per esempio, all’anziana signora che ha interrotto una diretta Sky sulle manovre politiche del governo gialloverde al grido di «maledetti» o a Michele Misseri implicato nel caso di Avetrana, entrambi diventati feticcio degli internauti.

meme maledetti diretta sky

Un’anziana signora interrompe una diretta Sky sulle manovre del governo gialloverde al grido di «maledetti» e, immediatamente, diventa la beniamina della Rete.

meme michele misseri

Anche la cronaca più efferata può diventare un meme divertente o satirico: è quello che è successo per esempio con le dichiarazioni di zio Michele del caso Avetrana.

Sull’onda del successo dei gattini in Rete, c’è poi una sorta di categoria a sé di meme che prende il nome di LOLCat e che ha come elemento chiave, sia per il visual sia per la parte testuale, l’espressività dei gatti e il loro carattere particolare per antonomasia.

meme lolcat

I gatti non sono solo popolari in Rete, spesso sono anche protagonisti di una tipologia particolare di meme detti LOLcat.

Tra i dank meme comprensibili quasi esclusivamente a chi passa molto tempo in Rete, alcuni si prendono gioco proprio delle pratiche degli internauti o della (mancata) netiquette, com’è il caso in Italia dei meme – piuttosto verbosi, per la verità – di Sii come Bill.

Dai su

Pubblicato da Sii come Bill su Mercoledì 10 luglio 2019

Alcuni dei meme famosi, comunque, lo sono così tanto da essere diventati ormai dei veri e propri cult. Doge è il cane dall’espressione stramba che, dal blog di una professoressa, fa capolino sulle timeline di tutti ogni volta che succede qualcosa di paradossale.

doge meme

La strana espressione di Doge lo ha reso uno dei cani più noti del web e il protagonista di tanti meme.

Y U NO, che deriva da un famoso manga giapponese, è il meme più utilizzato per esprimere quel senso di frustrazione che si deve provare quando qualcuno esordisce con un “perché non…” seguito dalle proposte più improbabili.

meme Y U NO

L’espressione infastidita di Y U NO è il meme più usato per rispondere alle proposte più insensate e impensabili che cominciano con un “perché non…?”.

L’usatissima facepalm deriva da una scena di “Star Trek” con il capitano Jean Luc Picard e anche il sorriso sarcastico di Willy Wonka de “La fabbrica di cioccolato” è diventato il volto della disapprovazione sui social.

meme facepalm

Non è solo uno dei meme più popolari in Rete: il cosiddetto facepalm deriva da una scena di “Star Trek”.

meme willy wonka

Gene Wilder, nel ruolo di Willy Wonka del primo “La fabbrica del cioccolato”, è protagonista di molti meme con cui gli internauti mostrano la propria mancanza di interesse verso un’argomentazione o l’assurdità della stessa.

E, del resto, fa parte ormai della grammatica di chi frequenta con più assiduità gli ambienti digitali esprimere il proprio senso di confusione con un Confused Travolta proveniente direttamente da “Pulp Fiction”, dire un sì poco convinto con l’Ok Guy che ha la faccia di Serj Tankian dei Sistem of a Down o lasciare che a sorridere forzosamente al proprio posto sia il cestista Yao Ming del meme Bit** Please.

MRW I’m trying to find good posts after page 25 from ConfusedTravolta

meme OK guy

meme bit please

Qualche volta, diventare l’inconsapevole protagonista di un meme può essere la strada per la popolarità: lo sa bene quello che tutti conoscono il Success Kid, che ora ha dieci anni ed è già una piccola star della Rete.

meme success kid

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