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Motore di ricerca

Definizione di Motore di ricerca

Motore di ricerca Un Motore di ricerca è un sistema in grado di analizzare automaticamente un insieme di dati presenti all’interno di database e di restituire, sulla base di criteri definiti da un algoritmo, un indice di quelli che risultano di volta in volta più pertinenti e rilevanti per la richiesta effettuata al database stesso.

Motore di ricerca: cos’è

Per l’informatica[1] un motore di ricerca potrebbe essere anche l’applicativo che permette di ricercare dati su clienti o fornitori all’interno di un database aziendale. Quando si parla più comunemente di motore di ricerca o search engine si fa riferimento, però, quasi sempre a quei sistemi come Yahoo!, AltaVista, Virgilio, Bing o il motore di ricerca Google che, dato l’enorme numero di risorse oggi disponibili in Rete, permettono di localizzarle – in un’operazione di information retrieval – secondo un criterio di maggior pertinenza con la query digitata dall’utente o, meglio ancora, con l’intent di ricerca a essa sotteso.

Come funziona un motore di ricerca

Quello che fa un motore di ricerca è di fatto analizzare, in una prima fase, tutte le informazioni che ha a disposizione e catalogarle, secondo criteri “proprietari” e che costituiscono il fulcro spesso mantenuto segreto degli algoritmi, all’interno del proprio database. Per farlo sfrutta dei crawler o spider che, volendo semplificare, “scannerizzano” il contenuto testuale di una pagina web. È in questa fase che, nella maggior parte dei casi, il motore di ricerca salva anche una copia cache della risorsa in questione da mostrare all’utente quando la pagina è momentaneamente irraggiungibile o si ha bisogno di aumentare la velocità di risposta.

motore di ricerca come funziona

C’è una prima fase in cui i motori di ricerca analizzano e catalogano le risorse disponibili sul web e lo fanno tramite crawler. Fonte immagine: Digital School of Marketing

Quando su Ask.com o su Baidu l’utente digita una stringa di ricerca quello che sta facendo nella pratica è interrogare un server e i suoi database, aspettandosi come risposta un indice di risorse rilevanti e pertinenti.

La composizione della pagina dei risultati di un motore di ricerca (SERP) è sensibile a numerosi fattori come la densità della parola chiave all’interno del singolo documento, la presenza della stessa in alcune sezioni specifiche della pagina, il numero di link che puntano verso quella risorsa e quanto gli stessi sono autorevoli, quante volte gli utenti cliccano sul risultato quando lo hanno proposto nella pagina dei risultati di ricerca e via di questo passo.

Provare a controllare questi fattori è una task chiave per migliorare la propria posizione motore di ricerca, obiettivo imprescindibile ormai per chi intende aumentare traffico verso il proprio ecommerce o letture sul proprio sito di news online, partendo dal presupposto che la maggior parte degli utenti utilizza un motore di ricerca per accedere a qualsiasi altro tipo di risorsa in Rete (usare i motori di ricerca è anche tra le cose che gli italiani più fanno in Rete), fermandosi però a considerare solo i primissimi risultati.

Come essere primi nella SERP? | Salvatore Aranzulla
Come essere primi nella SERP? | Salvatore Aranzulla

La search engine optimization (SEO) è l’insieme di tecniche organiche o a pagamento (si parla, nell’ultimo caso, più precisamente di sem ) che permettono di migliorare il posizionamento sui motori di ricerca delle proprie risorse o, a un livello zero, di assicurarsi l’indicizzazione delle stessa da parte dei motori di ricerca.

Non tutte le risorse web, infatti, sono effettivamente catalogate dai motori di ricerca e quando si parla di deep web si fa riferimento proprio a una porzione di web “oscuro” e non immediatamente raggiungibile tramite punti di accesso come quelli rappresentati dai search engine. Ci sono diverse ragioni per cui si poterebbe volere che le proprie risorse non siano indicizzate dai motori di ricerca – perché ancora in versione non definitiva, perché riguardanti attività non totalmente lecite, per questione etiche e di attivismo hacker, ecc. – e alcuni comandi che gli sviluppatori possono utilizzare per suggerire ai crawler dei motori di ricerca di non “leggere” alcune pagine o alcune sezioni del sito.

Quali sono i migliori motori di ricerca

Più in generale, la quantità complessiva di risorse catalogate è, insieme alla velocità di risposta, tra quei fattori che sembrano fare di un motore di ricerca il migliore motore di ricerca. Per ogni ricerca effettuata, non a caso, Google avverte l’utente di aver trovato «circa [NUMERO DEI RISULTATI]» in una frazione di secondi quasi bassissima, a metafora dell’efficacia dei suoi algoritmi nel proporre in poco tempo agli utenti quanti più risultati possibili ma solo tra i più pertinenti alla richiesta effettuata.

google motore di ricerca

Per ogni ricerca effettuata, in cima alla pagina dei risultati, Google segnala il numero totale di risorse trovate e in che tempo. Velocità e ampiezza dei database sono tra i requisiti “classici” che fanno di un motore di ricerca il miglior motore di ricerca.

Anche la possibilità di raffinare le proprie ricerche, in modo da scartare automaticamente i risultati a cui non si è interessati e di dover perdere meno tempo nella scelta “manuale” di quali aprire, fa di un motore di ricerca un buon motore di ricerca: operatori booleani come “AND” o “NOT” da utilizzare nelle query permettono di includere tra i risultati di ricerca solo quelli che contengono tutte le parole chiave digitate o di escludere quelli che contengono determinati termini per esempio; la maggior parte dei motori di ricerca ha, però, anche funzioni di ricerca avanzata più intuitive e che permettono di escludere risorse in una certa lingua o che non risalgono a una certa data, ecc.

Google: la ricerca avanzata (tratto da Informatica in officina e in laboratorio)
Google: la ricerca avanzata (tratto da Informatica in officina e in laboratorio)

I motori di ricerca tematici

Quando si tratta di individuare i migliori motori di ricerca non si può non tenere conto del fatto che nel tempo molti sviluppatori hanno lavorato a motori di ricerca tematici e “verticali”, specializzati cioè nella ricerca e nell’indicizzazione di risorse di un determinato tipo.

Vi sono per esempio Boardreader, motore di ricerca specializzato nella ricerca di risorse sui forum o nella sezione commenti dei siti, SlideShare, utilizzato per la ricerca di presentazioni e infografiche, e CC Search che raccoglie solo contenuti protetti da licenze Creative Commons. Proprio come per ogni altro tipo di applicazione, però, sono stati creati nel tempo motori di ricerca auto usate, motori di ricerca case, motori di ricerca voli, motori di ricerca lavoro. Rallylink, per esempio, è il motore di ricerca del rally. Volendo semplificare, comunque, i siti per scaricare film e musica o specializzati nel file sharing non sono altro che motori di ricerca torrent e, di fatto, nel deep weeb motori di ricerca come Wayback Machine o SurfWax permettono di navigare tra le innumerevoli risorse “nascoste” e non indicizzate dai tradizionali motori di ricerca.

Senza contare che anche i principali social network, da Facebook a LinkedIn, hanno funzioni di ricerca che gli utenti usano per cercare persone, eventi, opportunità di lavoro e che, di fatto, fanno sì che siano utilizzati come dei veri e propri motori di ricerca. Le classifiche dei motori di ricerca più utilizzati[2], quelle che ogni anno confermano il dominio quasi incontrastato di Google e del motore di ricerca Bing, sono quasi sempre classifiche “tarate” sui soli motori di ricerca generalisti.

Google e la posizione dominante nel mondo del search engine

Non si può non tenere conto che con il proprio motore di ricerca Google copre una fetta di mercato di oltre il 92% e che ogni giorno vengono fatte su Google oltre 3.5 miliardi di ricerche e l’84% degli internauti userebbe Google almeno tre volte al giorno.

google motore di ricerca dati

Alcuni dati sul motore di ricerca Google. Fonte: Oberlo

Allo stesso modo, si dovrebbe tenere in considerazione che c’è una sorta di vantaggio di cui gode il motore di ricerca di Mountain View sia per essere stato il primo a rivolgersi con i propri servizi al grande pubblico bisognoso di far selezione tra le tante risorse disponibili sul web e sia per essere tuttora il motore di ricerca impostato di default nei dispositivi mobili che utilizzano un sistema operativo Android, tanto che in molti casi può sembrare superflua la domanda “come impostare Google come motore di ricerca?”.

Come impostare un motore di ricerca di default e quale scegliere

Meno superflua è la domanda “come cambiare motore di ricerca?”, una domanda che sottende un equivoco piuttosto comune e cioè la differenza tra browser e motore di ricerca. Il primo è un software indispensabile per accedere a qualsiasi risorsa web e permette di farlo digitando nell’apposita barra l’indirizzo esatto in cui la stessa è localizzata ( url ). Il motore di ricerca restituisce invece all’utente una selezione di risorse pertinenti alle parole chiave digitate e al loro search intent, permettendogli di accedere ai documenti che sta cercando anche senza conoscerne con esattezza l’indirizzo.

Per tornare alla scelta del motore di ricerca, ciò vuol dire che anche se si utilizza come browser Internet Explorer si può utilizzare come motore di ricerca Google, così come se si utilizza Google Chrome come browser si possono utilizzare motori di ricerca opensource come Lucene od OpenIndexer. Ogni browser ha impostazioni, semplici e in genere facilmente raggiungibili, che permettono di impostare come predefinito il proprio motore di ricerca predefinito.

Anche dove non esistano diktat politici o questioni di (mancata) net-neutrality che impediscano di utilizzare determinati motori di ricerca – è quello che succede, per esempio, in Cina e in Russia in cui i due servizi più popolari sono rispettivamente Baidu e Yandex – sempre più spesso, ormai, soprattutto tra gli utenti più “digitalmente consapevoli” è frequente l’utilizzo di motori di ricerca alternativi a quelli mainstream più attenti a questioni di privacy e minimizzazione dei dati personali dell’utente raccolti o di rispetto ambientale e contrasto all’inquinamento digitale. DuckDuckGo e Startpage sono tra i primi, capaci di assicurare più privacy agli utenti perché non ne conservano gli indirizzi IP tra le altre cose. Ecosia ed Ekoru sono invece due motori di ricerca “green” per come hanno a cuore foreste e alberi il primo e salute degli oceani il secondo.

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Note
  1. Marengo A., Pagano A. (a cura di), Informatica di base, McGraw-Hill, 2021
  2. Search Engine Journal – SEJ

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