Giovedì 12 Dicembre 2019

Ott

Significato di Ott

OTT

Ott, o over-the-top, sono definite tutte quelle media company che offrono servizi e contenuti direttamente via Internet, bypassando cioè sistemi di distribuzione tradizionali, come il digitale terrestre o il satellitare nel caso della TV.


OTT: significato e utilizzo dell’espressione

Proprio perché i contenuti video e televisivi sono stati tra i primi e più frequentemente rimediati da attori del digitale come questi, con OTT si è finito per indicare volgarmente i soli servizi di streaming video sul modello di Netflix. Si tratta ovviamente di una semplificazione: le definizioni ufficiali di OTT non fanno discriminazione infatti quanto a tipologia di contenuti, ma considerano soltanto come avviene la trasmissione. Secondo la Commissione canadese per la radiotelevisione e le telecomunicazioni quello che distingue le compagnie media OTT è il non avere facility o reti dedicate per la trasmissione dei propri contenuti, al contrario di quanto avviene per esempio con le broadcaster TV satellitari o via cavo. L’espressione “over-the-top”, del resto, fa riferimento più letteralmente alla capacità di operare sopra le reti dei soggetti in questione, senza sfruttare cioè una rete proprietaria ma affidandosi, per esempio, a quelli che in gergo sono conosciuti come CDN o content delivery network. In Italia l’AGCOM, all’interno di uno studio sulla TV di nuova generazione, ha definito OTT la distribuzione di «contenuti […] web based, tramite connessione a banda larga su reti aperte, accessibili attraverso una molteplicità di device».

Servizi media over-the-top: caratteristiche e tipologie

Una connessione Internet a banda larga è insomma indispensabile per poter fruire di questa tipologia di contenuti o servizi, tanto che le analisi di mercato non possono non far notare una certa correlazione – negativa, va da sé – tra digital divide e adozione di servizi OTT: laddove la penetrazione di connessioni a banda larga è inferiore, cioè, inferiore è anche la fruizione di contenuti e servizi web only.

OTT penetrazione globale

La penetrazione di servizi video OTT nei diversi paesi. Fonte: Statista

Quanto  alla tipologia di servizi o di contenuti OTT, semplificando molto, la distinzione che viene tradizionalmente fatta è quella tra

  • televisione OTT, indicata anche come Internet TV e che consiste nei servizi di streaming televisivo ad abbonamento come Netflix, Hulu, Prime Video e simili a cui si aggiungono, sempre più frequentemente, player tradizionali del panorama televisivo che distribuiscono via Internet tanto contenuti originali e pensati per il web, quanto contenuti già passati sul palinsesto televisivo sul modello di Sky Go;
  • messaggistica OTT che comprende la maggior parte dei servizi di messaggistica istantanea, come WhatsApp o Telegram, forniti da soggetti terzi rispetto all’operatore telefonico;
  • servizi voce OTT, ossia i cosiddetti VOIP come Skype o Viber che permettono agli utenti di effettuare chiamate voce utilizzando connessioni dati o WiFi.

Il successo degli OTT e gli effetti sui media tradizionali

La sempre maggiore popolarità di servizi come questi, comunque, non ha solo cambiato le abitudini degli utenti – portando alla moda, per restare ancora alla sola OTT TV, fenomeni come il binge watching o il second screen per esempio – ma ha inevitabilmente costretto i soggetti tradizionali operanti in ogni singolo mercato a rivedere le proprie strategie.

piattaforme multimediali TV OTT tempo di fruizione

Com’è variato, e come varierà, il tempo di visione della OTT TV dal 2014 al 2020? Fonte: IAB

Non stupisce così che, solo per fare alcuni esempi, gli operatori telefonici offrano ormai pacchetti tariffari in cui le connessioni dati hanno un peso sempre più rilevante o che le emittenti televisive tradizionali stiano intraprendendo strategie che favoriscano il multi-screening e, ancora, che il mercato pubblicitario si sia adattato alla presenza di servizi come questi, inventando formule ad hoc come il pre-roll o il mid-roll e vedendo migrare verso questa direzione non pochi investimenti.

OTT advertising

Com’era distribuita, nel terzo trimestre 2016, l’investimento pubblicitario in OTT. Fonte: ClearCode

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