Venerdì 15 Novembre 2019

Outsourcing

Definizione di Outsourcing

L’Outsourcing è una pratica di organizzazione aziendale attraverso la quale le imprese o gli enti pubblici esternalizzano lo svolgimento di alcune fasi del processo produttivo o l’erogazione di alcuni servizi. Può essere interno o esterno ed è regolamentato da un contratto stipulato fra outsourcer e outsourcee.


Con il termine outsourcing si fa riferimento a una pratica di organizzazione aziendale attraverso la quale avviene l’ esternalizzazione parziale o totale di alcune fasi del processo produttivo di un’azienda. Si parla di outsourcing anche nel caso degli enti pubblici, dove a essere esternalizzate sono le funzioni amministrative.

Nell’outsourcing le fasi e i processi coinvolti vengono affidati a un’azienda esterna per il loro svolgimento che può essere intero o parziale. Esistono però delle forme di outsourcing interno: l’esternalizzazione avviene anche attraverso l’affidamento di compiti a un’azienda che appartiene al gruppo aziendale o che viene creata impiegando risorse specializzate nell’area di competenza corrispondente. Gli attori coinvolti nelle pratiche di outsourcing vengono identificati con i termini outsourcer (fornitore specializzato di servizi) e outsourcee (attore che richiede l’esternalizzazione di uno o più servizi) e il loro rapporto è regolamentato dalla presenza di un contratto.

I VANTAGGI DELL’OUTSOURCING

Le ragioni che portano un’azienda a esternalizzare una parte dei propri compiti e delle proprie funzioni sono molteplici. In uno studio realizzato da Indicom ne vengono individuate otto:

  • risparmio economico e di tempo: scegliere l’esternalizzazione significa per l’outsourcee risparmiare sui costi poiché le aziende a cui si rivolge hanno un alto grado di specializzazione e riescono a lavorare in maniera più efficiente su quello specifico compito. Inoltre, per sopperire alle mancanze di conoscenze specifiche, l’outsourcing si configura come una valida alternativa all’assunzione di nuovi specialisti;
  • controllo dei costi: la pratica dell’outsourcing permette di aumentare l’incidenza dei costi variabili e di diminuire quella dei costi fissi sui costi totali. Una scelta di questo tipo porta a una riduzione dei costi operativi totali a breve e medio termine;
  • maggiore produttività: riuscire a esternalizzare una parte del processo produttivo affidandosi a un outsourcer specializzato incide sulla produttività aziendale poiché l’outsourcee riesce a dedicarsi interamente sui restanti processi;
  • riduzione del rischio: affidarsi a un outsourcer significa ridurre il rischio d’impresa, ma in questi casi è sempre bene scegliere l’azienda a cui affidarsi e tutelarsi attraverso la stipula di un contratto;
  • maggiore possibilità di innovazione: l’ingresso di un outsourcer all’interno di un’azienda costituisce un valido strumento nel caso in cui si volesse procedere con una ristrutturazione aziendale. La riprogettazione dei processi e il confronto con un attore specializzato sono sicuramente fonti di innovazione e trasformazione aziendale;
  • maggiore efficienza: l’outsourcee si può concentrare su quelle che sono le sue competenze chiave e di conseguenza lavorare in maniera più efficiente;
  • maggiore accesso a tecnologie: fare outsourcing può significare avere accesso a nuove tecnologie senza necessariamente aggiungere costi di investimento in esse e nella formazione dei dipendenti;
  • maggiore focus sul core business: esternalizzare alcuni compiti significa riuscire a dedicare maggiore tempo e maggiori risorse al core business.
outsourcing

I benefici dell’outsourcing. Fonte: Indicom.biz

COSA SIGNIFICA FARE OUTSOURCING NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?

L’outsourcing si può definire uno strumento utile per reperire ed erogare prestazioni per le quali un’azienda non riesce a provvedere, la pratica non è prerogativa esclusiva dei privati e anche la pubblica amministrazione ne fa ricorso. Spesso, a causa della carenza di strutture idonee, mezzi o professionalità, anche gli enti pubblici esternalizzano alcune funzioni. Si parla di esternalizzazione totale quando l’oggetto dell’outsourcing è un singolo servizio o un’area di attività; si parla di esternalizzazione parziale quando l’outsourcing è relativo solo alle specifiche fasi di un’attività. L’outsourcer, in questi casi, può essere un’azienda o un’agenzia parzialmente o interamente pubblica coordinata dall’amministrazione a cui fa riferimento o un soggetto privato delegato a svolgere determinate funzioni senza il supporto operativo della pubblica amministrazione. Come qualsiasi forma di outsourcing, anche l’esternalizzazione di funzioni e operazioni nella pubblica amministrazione viene regolamentata dalla stipula di un contratto che documenti compiti e obblighi reciproci.

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