Venerdi 20 Settembre 2019

Permission marketing

Definizione di Permission marketing

Il Permission marketing è una strategia di marketing che si basa sul consenso del consumatore: questi, cioè, fornisce i propri dati personali per ricevere comunicazioni e informazioni pubblicitarie e promozionali. Il permission marketing si contrappone all'interruption marketing.


Il permission marketing si contrappone all’ interruption marketing : non si tratta quindi di un “marketing dell’interruzione” ma di un “marketing del permesso“. La contrapposizione si deve a Seth Godin, autore del libro “Permission marketing. Trasformare gli estranei in amici e gli amici in clienti”, che ha sottolineato come le strategie di marketing vincenti siano, principalmente, quelle che si basano sul consenso dell’utente a ricevere comunicazioni di tipo commerciale e promozionale.
In senso lato, quindi, la definizione di permission marketing nasce per mettere in risalto una strategia che si allontana da push marketing e outbound marketing e che rientra invece nelle tecniche adottate da pull marketing e inbound marketing .

Nel suo ultimo libro, “Questo è il marketing”, Seth Godin ritorna sul concetto di permission marketing per specificare che un buon marketer dovrebbe ora rivolgere questa strategia di marketing allo smallest viable market.

cosa vuol dire “marketing del permesso”?

Il permission marketing presuppone, come si diceva, un consenso esplicito dell’utente a ricevere comunicazioni, informazioni, pubblicità e materiali promozionali. L’opzione attraverso cui l’utente dà il proprio consenso a ricevere comunicazioni informative o commerciali è definita opt-in. Un’opzione del tipo opt-in è, ad esempio, quella diffusa nell’ email marketing e che consiste nel chiedere all’utente di fornire il proprio indirizzo email per ricevere una newsletter aziendale, dando appunto un esplicito consenso.

Il permission marketing, ovviamente, non si riduce alle campagne via email. Rientrano nel “marketing del permesso” tutte le comunicazioni che sono espressamente richieste dall’utente e che quindi si presuppone non gli suscitino una sensazione di disturbo: un esempio potrebbe essere rappresentato dalle notifiche che un utente richiede di ricevere da un sito quando pubblica dei nuovi contenuti.

Al centro del permission marketing c’è la logica del narrowcasting

Il consenso dato dall’utente, comunque, non presuppone necessariamente anche il dare sempre la propria attenzione alle comunicazioni commerciali e promozionali. L’attenzione dell’utente va conquistata e mantenuta nel tempo, seguendo quelli che sono gli stage dell’inbound marketing (attract, convert, close e delight) e basandosi sulla logica del narrowcasting. Questo si traduce nel puntare su una comunicazione interattiva e personalizzata per la creazione di una relazione duratura e stabile.

È anche in questo che si vede una netta differenza rispetto all’interruption marketing, che si rivolge essenzialmente a una audience cosiddetta “passiva”, nella misura in cui la comunicazione è unidirezionale (del tipo broadcasting) e non prevede la possibilità di feedback diretto.

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