Lunedì 26 Ottobre 2020
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Self checkout

Significato di Self checkout

Il Self checkout è un servizio presente all'interno di alcuni punti vendita che permette ai clienti di eseguire autonomamente la scansione dei prodotti e di pagarli senza l'intervento di un dipendente.

Self checkout: definizione ed esempi

Self checkout

L’espressione self checkout viene usata per far riferimento al servizio o alla tecnologia che consente ai consumatori di scansionare, imbustare e pagare prodotti in negozio senza l’aiuto dello staff aziendale. Questo servizio da molto tempo è ormai diffuso nel settore della gdo : in particolare, è comune notare in molti supermercati l’esistenza di casse automatiche, che rappresentano un’alternativa più veloce alle casse tradizionali e di solito dedicate ai clienti con un numero limitato di prodotti. Si cerca con questi sistemi di offrire al cliente la massima autonomia durante la shopping experience (grazie a una procedura e a un’interfaccia semplice). Per rendere tutto più semplice, però, l’intero processo è generalmente guidato da una voce integrata nelle casse automatiche che guida il cliente nei diversi step da compiere; in alcuni negozi un dipendente del punto vendita staziona in prossimità di queste casse per offrire aiuto ai clienti in difficoltà o per risolvere eventuali problemi/errori.

Questo tipo di sistema è stato adottato in Italia dai supermercati Coop, ma non solo, dove sono state installate casse automatiche riservate ai clienti con pochi articoli. Essi devono scansionare il codice a barre di ogni prodotto (ed eventualmente quello della propria fidelity card ), imbustare gli articoli scelti, selezionare il metodo di pagamento e procedere all’acquisto.

Modalità self checkout: vantaggi e problematiche

Il servizio di self checkout consente di velocizzare l’esperienza d’acquisto, permettendo ai consumatori di evitare lunghe file. Infatti, anche se è particolarmente usato in spazi abbastanza estesi, questa tecnologia può essere utile anche in negozi più piccoli, specialmente negli orari di maggiore affluenza. Ovviamente, i benefici per i retailer riguardano lo smaltimento delle code all’interno del negozio e l’aumento dell’efficienza nelle fasi di scanning dei prodotti (grazie al self scanning), di imbustamento, pagamento ed emissione dello scontrino. Il consumatore ha la possibilità di interagire in maniera più libera e autonoma con il punto vendita, potendo comunque richiedere l’aiuto dei dipendenti, se necessario. L’introduzione del self checkout consente inoltre di ridurre il numero di impiegati alle casse, potendo ridistribuirli per ottimizzare lo svolgimento di altri aspetti cruciali nel punto vendita ( customer care , organizzazione e rifornimento degli scaffali, ecc.).

È opportuno a questo punto ricordare che, affinché questa tecnologia possa davvero apportare benefici alle aziende, è necessario che lo staff riceva indicazioni su come offrire assistenza ai clienti che scelgono il servizio self checkout, in modo che il processo avvenga in modo celere ed efficiente.

Oltre ai vantaggi riportati, vi sono anche alcune problematiche da gestire, tra cui quelle che riguardano la sicurezza e l’eventuale furto di prodotti. Non a caso, nel 2018 The Atlantic ha pubblicato un articolo sul gran numero di prodotti rubati dalle casse di self checkout, menzionando inoltre la diffusione di “tecniche” e “trucchi” adottati dai malintenzionati. La testata ha anche riportato un sondaggio condotto dall’azienda Voucher Codes Pro su 2634 partecipanti: il 20% dei partecipanti ha ammesso di aver commesso dei furti alle casse di self checkout.

Da un lato c’è la questione della mancata interazione con un essere umano che potrebbe aumentare la propensione al furto (data dall’illusione di rubare a un dispositivo, a una macchina); dall’altro, come fatto notare nell’articolo di The Atlantic e come evidenziato da studi di alcuni ricercatori dell’Università di Leicester, la maggiore facilità nel rubare potrebbe spingere anche persone che normalmente non commettono furti a farlo.

Diverse aziende in questo campo stanno provando a rendere i sistemi di self checkout sempre più efficienti e sicuri, per evitare furti, errori, ecc.: l’integrazione di sistemi dotati di intelligenza artificiale, camere di videosorveglianza, sensori e bilance che controllano il peso dei prodotti scansionati rende questa tecnologia sempre più efficiente anche se l’intervento umano potrebbe essere (ancora) utile per risolvere eventuali criticità che possono verificarsi.

Altri sistemi di checkout e negozi senza casse

In riferimento alle tecnologie per facilitare la scansione e il pagamento dei prodotti nei punti vendita, le casse automatiche menzionate sono le più comuni nel settore della grande distribuzione. Tuttavia, nel tempo la tecnologia in questione si è evoluta, portando gli operatori del retail a cercare soluzioni sempre più innovative e semplici per i consumatori: sono nati così negozi che, oltre a offrire maggiore autonomia al consumatore nella scansione e nel pagamento dei prodotti in-store, consentono di evitare del tutto il passaggio attraverso la cassa. Tra i pionieri nell’adozione di questa modalità di acquisto c’è Amazon che nel 2018 ha aperto il suo primo punto vendita senza casse, estendendo successivamente questa tecnologia ai diversi store Amazon Go. A marzo 2020 l’azienda ha annunciato che avrebbe iniziato a vendere questo sistema, chiamato “Just Walk Out“, ad altri retailer intenzionati a offrire ai clienti una simile «esperienza d’acquisto checkout-free». Il sistema del gigante dell’eCommerce richiede ai clienti di effettuare uno scan della carta di credito all’ingresso del negozio e, presi dagli scaffali i prodotti da acquistare, consente di poter andare via evitando di passare alla cassa, poiché il costo di ogni articolo viene automaticamente caricato in un carrello virtuale e addebitato sulla carta di credito.

Diversi brand del settore della grande distribuzione hanno iniziato a puntare su tecnologie simili: tra questi è possibile menzionate la catena Conad che, a dicembre 2019, ha comunicato l’adozione del servizio PassPay in un punto vendita a Pisa. Il sistema richiede ai clienti di scaricare l’applicazione ConadApp (su Apple Store o su Play Store), registrarsi come utente, attivare la modalità “Spesa al volo più” e procedere alla scansione di ogni prodotto nel carrello. Il conto viene calcolato in maniera automatica dal carrello virtuale e il cliente deve rivolgersi a una cassa PassPay – dotata di un sistema Bluetooth che lo identifica (grazie all’intelligenza artificiale) e di telecamere e sensori che rilevano i prodotti nel carrello – che addebita automaticamente la spesa sulla carta di credito inserita dall’utente e stampa la ricevuta.

La stessa catena ha annunciato l’introduzione, in via sperimentale, di un carrello della spesa dotato di telecamere e sensori e che sfrutta l’intelligenza artificiale: le telecamere e i sensori consentono di rilevare ogni prodotto posizionato all’interno del carrello, calcolando il conto in maniera automatica. Si tratta di uno strumento che sembra perfettamente complementare a quello della corsia PassPay e che sembra facilitare e agevolare il lavoro di scansione dei prodotti nel carrello virtuale.

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