Sabato 17 Agosto 2019

Sexting

Definizione di Sexting

Sexting

Il Sexting è l’attività di condivisione di contenuti di carattere sessuale tra utenti (dall’invio di messaggi sessualmente suggestivi o espliciti a fotografie e video di carattere esplicito), sfruttando l’uso di mezzi digitali, in particolare lo smartphone, le reti sociali e le piattaforme di messaggistica.


SEXTING: EVOLUZIONE E DIFFUSIONE DEL FENOMENO

L’anglicismo sexting nasce dalla fusione della parola “sex” con “texting” che appunto sta a significare “invio di messaggi di testo”. Già dal termine è possibile trarre delle conclusioni sull’evoluzione di questa pratica nel corso degli ultimi anni: il sexting nasce infatti con l’invio di SMS, e dunque di messaggi di testo, dal contenuto sessualmente esplicito. Con lo sviluppo della tecnologia, però, si è passati all’invio di fotografie (condivise inizialmente tramite MMS) e successivamente all’uso di Internet che ha reso più facile la condivisione di qualsiasi tipo di contenuto attraverso computer e, specialmente, smartphone.

L’iscrizione massiccia ai social network e alle piattaforme di messaggistica ha contribuito ancor di più alla diffusione del sexting, facilitando l’invio di video e di foto sessualmente esplicite. Il fenomeno è diventato molto comune in particolare tra gli adolescenti: infatti, un adolescente su sette dichiara di inviare questo genere di contenuti, mentre uno su quattro afferma di riceverli, in base ai dati emersi da una ricerca pubblicata su JAMA Pediatrics nel 2018 che ha coinvolto oltre 110mila adolescenti in tutto il mondo.

La pratica è si è diffusa in modo significativo e con la sua diffusione sono nate diverse questioni relative al crescente bisogno di tutelare la privacy. Così, non mancano in rete i suggerimenti sulle piattaforme di messaggistica e app più sicure per fare sexting. Inoltre, una startup americana ha addirittura creato l’applicazione Slutbot per consentire agli utenti di allenarsi nell’invio di messaggi di carattere sessuale, chattando con un bot creato ad hoc.

QUALI SONO I RISCHI ASSOCIATI AL SEXTING?

Come sottolineato in precedenza, la pratica del sexting è particolarmente diffusa tra gli adolescenti che spesso non conoscono i potenziali rischi legati all’invio di contenuti personali di tipo esplicito. In base a quanto emerge dai dati di Generazioni Connesse (un progetto promosso dalla Commissione Europea e coordinato dal MIUR), il 6% dei ragazzi con un’età inferiore ai 14 anni avrebbe inviato foto intime tramite messaggio privato. Si parla allora anche di preadolescenti, che difficilmente hanno una piena consapevolezza dei pericoli che si nascondono dietro allo schermo.

L’eventuale condivisione (non consensuale) di contenuti sessualmente espliciti da parte di chi ha ricevuto i messaggi rappresenta il primo pericolo quando si tratta di sexting. Inoltre, occorre sottolineare che l’eventuale condivisione di contenuti di questo tipo appartenenti a utenti minorenni (anche se condivisi da altri minori) costituisce il reato di diffusione di materiale pedopornografico.

Talvolta sembra sfuggire il concetto che una volta inviato il messaggio non si può tornare indietro. Così, a seconda della situazione (e anche del rapporto tra i soggetti coinvolti), possono persistere dubbi e paura legati alla possibilità di ritrovare, in futuro, le proprie foto o i propri video in rete o condivisi con soggetti terzi. Non sono pochi i casi in cui un incidente simile è avvenuto molti anni dopo la pratica di sexting, con conseguenze spesso negative e drammatiche per i soggetti coinvolti. È questo il caso, per esempio, di Chiara Fantoni, eletta Miss Modena 2008 a 18 anni, ma esclusa dal concorso “Miss Italia” a causa della comparsa in rete di foto scandalose, inviate all’ex-fidanzato, di quando ella aveva soltanto quindici anni. Le foto intime di Chiara sono state pubblicate senza il suo consenso tre anni dopo, cioè proprio in occasione della vittoria della giovane al concorso di Modena.

In ogni caso, sembra che la sensazione di rimorso accomuni alcuni degli individui che praticano sexting. Secondo un’indagine condotta su 352 studenti universitari statunitensi spesso tale sensazione si verifica immediatamente dopo aver premuto il pulsante di invio: il 10% del campione esaminato ammette, infatti, di avere dei ripensamenti o di provare rimorso dopo aver inviato contenuti espliciti a qualcuno e le ragioni sono varie.

In alcuni casi, la paura è quella di una ritorsione da parte di ex partner, dopo la rottura di un fidanzamento o un divorzio. Infatti, la pratica di sexting viene spesso collegata al cosiddetto revenge porn, ma anche a casi di estorsione (in inglese “sextorted”, con cui si intende l’uso di foto o video intimi come forma di ricatto). In molti casi si arriva anche al perpetuarsi di casi di cyberbullismo, in cui gli utenti subiscono pressione psicologica da parte di aggressori che li costringono a inviare immagini o video e portandoli a entrare in una spirale di minacce e di coercizione da cui spesso risulta difficile uscire.

Un altro aspetto molto discusso che riguarda i rischi del sexting è quello della sessualizzazione precoce dell’infanzia dovuta all’eventuale esposizione, in una fase molto precoce dello sviluppo del bambino, a contenuti di carattere sessuale e pornografico, senza che ci sia un adeguato orientamento da parte dei genitori.

Il sexting potrebbe sfociare anche in un potenziale impatto negativo sui rapporti umani, dando vita a una sessualità sganciata dalla fisicità e dalla presenza reale e corporea dell’altro e di conseguenza potenzialmente snaturata e privata della dimensione affettiva. In casi in cui il contatto tra individui dovesse diventare esclusivamente virtuale, il rischio potrebbe essere l’annullamento della componente umana delle relazioni e un coinvolgimento meramente virtuale che potrebbe favorire una oggettivazione e mercificazione del corpo.

Verso una sessualità 2.0: i benefici del sexting

Il sexting viene spesso visto come un comportamento rischioso associato ai pericoli sopracitati e si parla anche, a questo proposito, di una sessualità 2.0, cioè molto improntata sul contatto virtuale tra i soggetti, con conseguenti ripercussioni sui loro rapporti e legami emotivi. Si parla dunque di una sessualità che “si è adeguata” ai cambiamenti tecnologici, sfruttando i nuovi mezzi di comunicazione che, come qualsiasi altro strumento, se usati nella giusta misura e con le dovute accortezze, possono portare anche benefici agli individui e ai rapporti interpersonali.

Internet e i nuovi mezzi di comunicazione, per esempio, hanno consentito di accorciare le distanze tra persone geograficamente molto lontane: i relativi effetti positivi per il mantenimento dei rapporti tra gli individui possono estendersi anche alla dimensione sessuale (almeno in piccola parte). Sotto questo punto di vista, «la rete è importantissima» anche se «non dà tante cose, come la fisicità» e l’umanità del contatto fisico alla base delle relazioni, come affermato da Veronica Pivetti, attrice e regista, in un’intervista ai nostri microfoni in occasione del Social World Film Festival 2016.

Dunque, nonostante l’importanza del contatto fisico, una ricerca ha cercato di analizzare la pratica del sexting sotto una luce più positiva, andando a studiare i potenziali benefici di questo fenomeno all’interno dei rapporti. Come messo in evidenza dallo studio, sembra esserci una correlazione positiva tra la pratica di sexting tra adulti e il grado di soddisfazione del rapporto.

È possibile quindi vedere i benefici di quest’attività in un arricchimento dei rapporti, sempre che ci sia totale consenso e volontà da entrambi le parti, un impegno reciproco nel rispettare la privacy dell’altro e, in ogni caso, la piena consapevolezza da parte dei soggetti coinvolti dei rischi che la condivisione di contenuti privati può comportare.

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