Martedì 20 Ottobre 2020
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Tecnologie immersive

Definizione di Tecnologie immersive

Le Tecnologie immersive sono l'insieme di tecnologie funzionali a emulare un ambiente o un mondo fisico, sfruttando dei mezzi digitali e delle interfacce interattive che, grazie alla stimolazione sensoriale, consentono di indurre determinate sensazioni e di creare delle esperienze più o meno immersive.

Cosa sono le tecnologie immersive?

Tecnologie immersive

Si tratta di tecnologie che consentono di “estendere” la realtà circostante oppure di creare un ambiente totalmente diverso da quello fisico, utilizzando degli strumenti digitali per offrire agli utenti delle esperienze percettive specifiche, che possono indurre la sensazione di essere in un altro posto o comunque in uno spazio completamente diverso.

Alcuni tipi di tecnologie immersive consentono di estendere la realtà circostante, aggiungendo dei contenuti digitali all’ambiente in cui l’utente si trova: è il caso della realtà aumentata. Altri invece puntano a “trasportare” gli utenti in un altro ambiente, attraverso la creazione di un’esperienza talmente immersiva da farlo astrarre totalmente dallo spazio fisico nel quale si trova e da trasmettere una sensazione di “presenza fisica” in un altro luogo, “nascondendo” il mondo fisico e andando a “sostituire la relativa esperienza” con un’esperienza virtuale.

Paul milgram tecnologie immersive

Fonte: Medium

Un contributo interessante in questo ambito è stato fornito da Paul Milgram che, nel 1994, ha proposto il concetto di “virtuality continuum” (“continuum di virtualità”). Secondo tale teoria sarebbe dunque possibile posizionare le differenti tipologie di tecnologie immersive lungo un continuum che va dall’ambiente fisico o “reale” a quello virtuale, in base a quanto ognuna di esse influisca sulla percezione della realtà: si va allora dalle tecnologie che inducono una sottile alterazione di quest’ultima a quelle che invece la modificano totalmente, rendendo difficile la distinzione da parte dell’utente tra mondo fisico e mondo virtuale.

Tipi di tecnologie immersive

Lo sviluppo di ambienti immersivi presuppone l’abbinamento di dispositivi hardware e software specifici. A seconda del tipo di tecnologia utilizzata, può cambiare il tipo di esperienza e il livello di intensità di “immersione“, che dipende anche dal grado di fusione tra la realtà fisica e quella virtuale.

La realtà virtuale, per esempio, crea un ambiente artificiale slegato dalla realtà fisica in cui il soggetto si trova, consentendo la piena immersione in un contesto totalmente diverso. Dall’altra parte, la realtà aumentata consente di aggiungere degli elementi digitali al mondo reale, come una sorta di “estensione” della realtà circostante. La realtà mixata, invece, cerca di fondere il mondo fisico e quello digitale, permettendo all’utente di interagire con entrambi.

Nella creazione di un contesto immersivo la stimolazione sensoriale risulta fondamentale e l’attivazione dei differenti sensi può contribuire a rendere l’esperienza più realistica. In questo senso, l’esperienza può cambiare molto a seconda del software e dell’hardware utilizzati.

La creazione di esperienze immersive è possibile grazie all’uso di una serie di strumenti come headset, occhiali di VR o console. Quelli meno sofisticati, più accessibili, (come Google Cardboard) permettono la visione di video a 360 gradi, attraverso l’inserimento di uno smartphone all’interno del visore: essi consentono un livello di immersione relativamente limitato poiché l’utente non può interagire in maniera attiva con i contenuti e con l’ambiente che ha davanti agli occhi (potendo soltanto esplorarlo, a 360 gradi).

Ancora, all’interno di questa categoria di strumenti ci sono anche tecnologie più sofisticate che consentono agli utenti di vedere degli ologrammi perfettamente integrati nell’ambiente fisico e con i quali essi riescono a interagire in molti modi (osservandoli da diverse angolature, muovendo e toccando gli ologrammi stessi) e con finalità diverse: è il caso per esempio dei visori HoloLens di Microsoft.

Altri visori come gli Oculus Rift (sempre abbinati a software compatibili), per esempio, sono particolarmente funzionali ad attività di gaming e consentono ai giocatori di essere totalmente immersi nell’ambiente del gioco, interagendo in maniera molto realistica, dinamica e complessa con elementi, personaggi e scenari che si presentano di fronte.

Appare opportuno far riferimento ancora al concetto di telepresenza in particolare relativamente a quelle tecnologie che consentono alle persone di provare la sensazione di essere altrove, cioè di immergersi in un altro spazio fisico che non è quello in cui esse si trovano fisicamente. Un video pubblicato dal MIT Technology Review illustra come l’utente, attraverso il controllo remoto di un robot, possa esplorare (sia a livello visivo che acustico) l’ambiente circostante (dove quest’ultimo si trova) e persino interagire con le persone presenti in quello spazio fisico.

 

Principali applicazioni della tecnologia immersiva: alcuni esempi

Anche se per molti anni l’uso delle tecnologie immersive è stato associato al mondo dei videogiochi, attualmente tali strumentazioni hanno acquisito un ruolo chiave all’interno di settori molto vari, con applicazioni molto diverse.

intrattenimento, cultura e apprendimento

Se pensiamo al mondo dell’intrattenimento, il ventaglio di possibilità è davvero ampio. Oltre al mondo del gaming, tecnologie immersive come la realtà virtuale e la realtà aumentata vengono sfruttate nel settore dell’editoria: basti pensare al cosiddetto immersive journalism, alle applicazioni della AR per lo sviluppo di libri di ogni genere e alla sua utilità anche a scopi didattici, per facilitare l’apprendimento e per rendere le lezioni o lo studio più dinamici.

installazioni e proiezioni immersive per creare percorsi interattivi.

salute

Anche in ambito medico è possibile riscontrare diverse applicazioni: molte sono le utilità della realtà aumentata per l’apprendimento e della realtà virtuale per la promozione di terapia riguardo alla salute mentale.

diversi ospedali nel mondo (Italia compresa), di robot di telepresenza, durante l’emergenza COVID-19. Questi ultimi consentono ai pazienti che si ritrovano in isolamento in ospedale per lunghi periodi di tempo di comunicare con i propri parenti, evitando il rischio contagio per il personale sanitario, poiché il robot riesce a spostarsi tra le diverse stanze, senza che lo staff entri in contatto diretto con i pazienti.

Mondo aziendale

Molti brand hanno già sperimentato delle soluzioni immersive sia in un’ottica di coinvolgimento dei clienti, sia per l’incremento della produttività. Tra le possibili applicazioni in ambito business possiamo pensare all’utilità della realtà virtuale e della realtà aumentata nel settore dell’eCommerce o, in maniera più generale, al mondo del retail , dove tali tecnologie vengono usate per migliorare la customer experience o, ancora, a fini promozionali e di marketing, per raccontare l’azienda e i relativi prodotti in maniera più coinvolgente (sfruttando il cosiddetto l’immersive storytelling).

Toyota, che sfruttano Microsoft Hololens per facilitare lo svolgimento di vari compiti relativi alla produzione dei veicoli, riducendo anche il tempo impiegato per farlo.

Spatial invece ha lanciato un’app di realtà aumentata che consente di creare una sala di riunioni virtuale dove i collaboratori presenti in diversi parti nel mondo possono incontrarsi, presentandosi sotto forma di avatar virtuale. Utilizzando degli headset come i Microsoft HoloLens, essi possono interagire gli uni con gli altri, prendere dei documenti o dei file digitali e trascinare questi contenuti in uno spazio olografico comune, dove tutti possono prendere appunti e ritornare, una volta finita la riunione, per rivedere i contenuti condivisi.

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