Venerdì 15 Novembre 2019

Tematizzazione

Significato di Tematizzazione

Tematizzazione

Per Tematizzazione, in campo giornalistico, si intende un modello di selezione e organizzazione delle notizie tale che diversi fatti, anche in origine discretamente diversi tra loro, vengano presentati come omogenei e ricondotti a un’unica categoria interpretativa.


Tematizzazione: perché e come diventa un “bias” del giornalismo

Come per altri bias del giornalismo, è la grande mole di potenziali notizie prodotte ogni giorno che costringe chi fa informazione a tematizzare. Ciò equivale a dire che, se l’ information overload è tale da rendere impossibile per il lettore attenzionare prima e memorizzare poi ogni singolo fatto, ogni singola informazione, meccanismi come la tematizzazione servono, appunto, a canalizzare l’attenzione verso certe categorie di informazioni, verso temi che emergono come distinti, pertinenti, attuali, in altre parole notiziabili.

Tematizzazione, agenda setting e agenda building

Il requisito fondamentale perché un evento o problema sia tematizzato, del resto, è la sua rilevanza politico-sociale (Wolf, 1985) già percepita o desiderata. Più pragmaticamente, cioè, la tematizzazione è tra quelle strategie che i professionisti dell’informazione sfruttano tanto per esplicitare e portare all’attenzione problemi, questioni chiave, temi appunto già di pubblica rilevanza, quanto per sollecitare quella stessa attenzione verso tematiche nuove o emergenti. È proprio in questa prospettiva che i meccanismi della tematizzazione ricordano quelli dell’agenda setting e dell’agenda building: anche eleggendo a tema del momento una certa categoria di notizie e informazioni, infatti, semplificando molto, giornali e professionisti dell’informazione fissano presso i lettori e costruiscono presso politici, decisori pubblici e via di questo passo una sorta di agenda delle priorità da seguire. C’è un’ambiguità di fondo in un meccanismo come questo: mentre prova a semplificare la complessità, obbedendo all’ideale di servizio pubblico e riscoprendo il famoso ruolo di gatekeeper del giornalismo, la tematizzazione di fatto la riduce e stereotipizza, contribuisce a far apparire rilevanti temi e questioni di una certa natura più di quanto questi effettivamente siano – con un effetto che sempre più spesso è indicato in letteratura come di fake relevance o perception management – e non si dimostra immune alle pressioni delle grandi questioni e dei grandi protagonisti politici (Agostini, 2012). Proprio quest’ultimo aspetto giova all’opinione e al dibattito pubblico quando, tematizzando, giornali e professionisti dell’informazione presentano a politici, istituzioni, decisori una serie di temi effettivamente percepiti dalla cittadinanza, dal Paese reale, come urgenti e da risolvere immediatamente, tanto quanto può viziarlo se al contrario si limita a riflettere le priorità della politica.

Tematizzazione: esempi e come funziona

Due esempi possono servire a capire meglio di cosa si sta parlando. Il giornalismo italiano ha spesso tematizzato il caso di Eluana Englaro e quello di Dj Fabo, nonostante vicende mediche e giuridiche in parte diverse, come rappresentativi del grande dibattito su accanimento terapeutico, eutanasia, suicidio assistito che vedeva coinvolta una grande fetta dell’opinione pubblica e che ha portato, a valle e dopo molti anni, a regole più chiare anche in Italia sul fine vita. Più di recente invece il caso Bibbiano ha accesso i riflettori su una serie di presunti affidi minorili irregolari; considerati i primi esiti giuridici della vicenda, però, la tematizzazione – e la copertura mediatica pervasiva della vicenda, va detto – sembra aver contribuito soprattutto a distogliere l’attenzione dei più da una serie di notizie di più pregnante attualità, come quelle legate alla contemporanea crisi del governo italiano.

Gli stessi esempi appena forniti aiutano a comprendere meglio come funziona la tematizzazione nel giornalismo. Nella pratica tematizzare significa accostare eventi simili solo in certi aspetti o per certi risvolti o raccogliere sotto la stessa categoria – sotto lo stesso tema, appunto – fatti sparsi ma che abbiano almeno un tratto omogeneo, cosa che presuppone a monte un meccanismo di generalizzazione simbolica (Luhmann, 1979). Il risultato è che, non presentati singolarmente e in maniera isolata, anche fatti ed eventi che da soli non risulterebbero notiziabili assumono rilevanza giornalistica e, per l’effetto combinato di bias cognitivi come quello della ricorrenza o della disponibilità, anche presso l’opinione pubblica.

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