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Url

Significato di Url

URL definizione Un Url è una stringa alfanumerica che identifica in maniera univoca la posizione di una risorsa (un’immagine, un video, un documento di testo, ecc.) all’interno di una rete. Se la risorsa è una risorsa web e la rete è la rete Internet, l’URL è di fatto l’indirizzo web tramite cui raggiungere un sito o una sua pagina.

URL: significato e utilizzo del termine

La sigla URL significa uniform resource locator: vuol dire letteralmente che la risorsa (resource) verrà identificata in maniera univoca (uniform) all’interno della rete in cui si trova non con un nome, ma con un indirizzo (locator) che esprima la sua collocazione all’interno della stessa. L’URL https://www.insidemarketing.it indica, cioè, che la versione corrente dell’home page di Inside Marketing è disponibile sul web e ottenibile facendo richiesta tramite protocollo HTTPS all’host www.insidemarketing.it.

URL vs URI

L’URL è un uniform resource identificator (URI), ossia un metodo codificato e ormai universalmente accettato in informatica[1] – tanto che la Internet Assigned Numbers Authority-IANA mantiene un registro ufficiale – per tenere traccia, tramite una sintassi standard, delle risorse astratte o fisiche disponibili. La stessa risorsa potrebbe essere identificata altrettanto univocamente tramite un nome in un particolare dominio per esempio: è quello che fa l’URN o uniform resource name. Quanto detto fin qua basta a chiarire il dubbio: URL e URI non sono sinonimi, per quanto l’URL sia una forma di URI.

differenza URL URI

L’URL è, come anche l’URN, una forma di URI. Fonte immagine: Stack Owerflow

Un URL è un link?

Per quanto nell’uso comune si parli spesso di link per riferirsi all’indirizzo web di un sito o di una sua pagina, neanche URL e link sono sinonimi. Un link punta sempre a un URL, ma per potersi dire tale ha bisogno di un anchor text, ossia di un elemento testuale attivo e selezionabile da cui parta il collegamento ipertestuale.

URL e nome dominio sono la stessa cosa?

Anche URL e nome dominio non sono da considerarsi sinonimi. Il secondo identifica un sito specifico (Inside Marketing nel caso del nome dominio www.insidemarketing.it) all’interno del world wide web e ne indica, tramite apposito designatore (il dominio di primo livello italiano .it, in questo caso), alcune caratteristiche essenziali.

L’URL fornisce, invece, dettagli specifici tramite cui poter identificare e localizzare il sito web e di fatto contiene il nome dominio.

nome dominio e url

Il nome dominio è solo una parte delle informazioni contenute nell’URL e utili a identificare la risorsa sul web. Fonte immagine: Hubspot

La struttura di un URL

Fu all’inizio della storia del web che Tim Berners-Lee definì nella RFC 3986 la struttura degli URL standard:

protocollo://[username[:password]@]host[:porta][][?querystring][#fragment]

Anche se ci sono alcune parti come username, password o porta che sono opzionali e di fatto ormai poco o per niente utilizzate, ciascuna parte aggiunge qualche informazione in più, utile a far sì che ogni URL identifichi una determinata risorsa e solo quella.

L’univocità è, come già anticipato, una caratteristica chiave degli indirizzi web. La conseguenza diretta di ciò è che quando chi gestisce un sito web sposta o cancella delle risorse dovrebbe preoccuparsi anche di effettuare apposite operazioni di redirect, per evitare che chiunque le stia cercando tramite URL si trovi davanti pagine o codici di errore, come le famose brand -image/”>pagine 404, che possono impattare negativamente sulla user experience .

Le tre parti più importanti di un indirizzo web

URL com'è fatto

La struttura standard di un URL come codificata già da Tim Berners-Lee nella RFC 3986. Fonte immagine: blogger To Marketer

Per tornare a com’è fatto un URL, nel caso di un indirizzo web tre sono le parti fondamentali con cui l’utente dovrebbe familiarizzare per poterlo “decodificare” e leggerlo anche da solo.

  • Il protocollo è la primissima parte di un URL e indica al browser come comunicare con il server per avere in risposta le informazioni di cui necessita; la sintassi standard è del tipo http :// o https:// e il protocollo HTTP è oggi il più utilizzato per le risorse web; se anche il gestore del sito ha proceduto alla migrazione HTTPS dello stesso, cioè a trasferirne le risorse su una versione “secured” di HTTP che cripta i dati scambiati da browser e server, un codice di stato di reindirizzamento aggiusterà in automatico la richiesta effettuata al server e un’icona a forma di lucchetto indicherà all’utente il passaggio di protocollo.
  • L’host identifica il server su cui è localizzata la risorsa e nel caso di una risorsa web è di fatto il nome dominio completo espresso secondo la sintassi www.nomedominio.it o, sempre più comunemente oggi, anche semplicemente come nomedominio.it.
  • ll path o pathname indica il percorso da compiere per ritrovare nel file system del server una determinata risorsa (un documento testuale, un’immagine, un file multimediale, un database, ecc.). L’esempio più semplice di path è quello che porta a pagine specifiche e diverse dalla home page di un sito web: /glossario/definizione/url è, per esempio, il percorso che conduce a questa pagina una volta raggiunto l’host insidemarketing.it.

Per rendere ancora più facilmente navigabile una risorsa web si potrebbe utilizzare un fragment. La sintassi è in questo caso #parametro1=valore&parametro2=valore2 e indica in che punto preciso della risorsa portare il client che ha effettuato la richiesta ed è alla ricerca di determinate informazioni: #struttura-di-un-url è così il fragment da utilizzare per raggiungere sulla pagina /glossario/definizione/url direttamente questa sezione dedicata a com’è fatto un URL.

Si tratta, però, solo una delle tante componenti opzionali di un URL e che rendono l’indirizzo web più completo e davvero utile allo scopo di rendere immediatamente rintracciabile una risorsa in Rete.

A cosa servono gli URL e come abbreviare gli indirizzi web

La necessità di codificare un simile sistema sorse immediatamente quando ci si rese conto che sarebbe stato difficile per l’internauta comune memorizzare codici alfanumerici come quelli degli indirizzi IP tramite cui avvengono le comunicazioni in Rete, tra dispositivi, tra client e server.

L’URL è più pratico da digitare nella barra di ricerca del browser, lasciando che sia l’apposito servizio DSN a trasformarlo nel corrispondente indirizzo IP e che venga automaticamente recuperata in questo modo la risorsa che si sta cercando.

How Do URLs Work?
How Do URLs Work?

La diretta conseguenza di ciò, se si intende rendere più immediatamente trovabili le proprie risorse e anche a chi non faccia uso di un motore di ricerca , è la necessità di semplificare l’URL perché risulti facilmente memorizzabile.

La maggior parte dei CMS come WordPress permette di personalizzare lo slug delle singole pagine, lasciando al gestore del sito la possibilità di utilizzare un criterio standard e razionalizzato. In Rete si trovano però ormai molti servizi anche gratuiti di URL shortener (come Bitly, Ow.ly) che permettono di sostituire la stringa alfanumerica standard di un indirizzo web con pochi caratteri o pochi termini a scelta.

Fino a qualche tempo fa anche su Google URL e indirizzi web potevano essere abbreviati tramite un’apposita funzione per accorciare URL, oggi sostituita dai FDL[2], degli «smart URL» – come li definiscono da Mountain View – che dovrebbero rendere più semplice la navigazione anche da mobile o da app.

I qr code rappresentano una buona alternativa per rendere immediatamente trovabili le proprie risorse web a chiunque navighi da mobile e tramite app, automaticamente e senza lo sforzo di dover memorizzare una stringa di caratteri e lettere.

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Note
  1. Marengo A., Pagano A. (a cura di), Informatica di base, McGraw-Hill, 2021
  2. Google Developers

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