Lunedi 13 Agosto 2018
MacroambienteScontro fra titani: Google Posts sfida gli Instant Articles

Scontro fra titani: Google Posts sfida gli Instant Articles

Google Posts è la nuova funzione di Google che permette di caricare un contenuto editoriale da parte di entità pubbliche direttamente in SERP.


A firma di: Stefania Zona Contributor
Scontro fra titani: Google Posts sfida gli Instant Articles

Si chiamerà Google Posts il nuovo arrivato in casa Big G che risponde all’esigenza di informare gli utenti riguardo a personalità e attività rilevanti.

<<Ogni giorno milioni di utenti effettuano ricerche su Google, molti dei quali sono alla ricerca di informazioni su persone e organizzazioni in primo piano. Ora stiamo sperimentando un nuovo modo per gli utenti di ascoltare direttamente da entità selezionate quello che stanno cercando su Google.>>

Così viene introdotta la nuova funzionalità Google Posts (dal nome ancora provvisorio) sulla pagina ufficiale. Di cosa si tratta? Google Posts sarà il nuovo modo per poter pubblicare contenuti direttamente nelle SERP di Google, grazie a una pagina dedicata che permetterà a tutte le aziende, i brand e i personaggi pubblici (con profili verificati) di caricare autonomamente il loro contenuto e comportarsi come un’agenzia media. Si accorcia la filiera informativa, diventando più diretta e permettendo di essere davvero editori di se stessi. Ogni articolo sarà collocato nella sua pagina dedicata e apparirà in un menù a scorrimento nel top della SERP per massimo una settimana, successivamente non verranno più visualizzati, ma resterà attivo solo il link.

google posts

Come funziona Google Posts

<<Gli individui e le organizzazioni verificati possono ora comunicare con testo, immagini e video direttamente su Google. La creazione di contenuti è semplice e veloce, e una volta pubblicato, il messaggio apparirà immediatamente nei risultati di ricerca relativi all’editore. Ogni post può anche essere condiviso sui più popolari social network.>>

google posts 2Questa è la prima e breve descrizione che Google stesso dà del suo nuovo servizio, che permetterà di formattare i messaggi istantaneamente inserendo un testo con un limite di 14400 caratteri e 10 foto e video, che includa anche link esterniTutto questo è solo un test, per ora, sostiene Google. Stiamo continuando a sperimentare il design e l’usabilità di questa funzione, inclusa l’esplorazione di possibili casi d’uso“, ha aggiunto un rappresentante dell’azienda. Negli Stati Uniti ci sono già stati infatti alcuni casi di utilizzo in occasione delle prossime elezioni presidenziali, ma anche da parte dell’emittente HBO che in occasione dell’uscita della nuova serie di Silicon Valley ha testato l’uso di google Posts.

google post silicon valleyGoogle ha voluto però sottolineare che questo è diverso dalle AMP (Accelerated mobile pages), lo strumento per la pubblicazione mobile veloce. Con le AMP gli editori ospitano il contenuto che appare nella ricerca. Con Google Posts è Google stesso a ospitare. Al momento la funzionalità, essendo in fase sperimentale, è gratuita e accessibile tramite una lista d’attesa, ma non è da escludere che in un futuro non troppo lontano diventi un nuovo strumento di marketing a pagamento. 

Eppure l’anno scorso Google aveva stretto un accordo con Twitter per mostrare in alto nella SERP i tweet e con questo nuovo strumento sembra rendere insignificante questo vantaggio, anche se ha garantito che i tweet verranno comunque messi avanti. Non è però tanto Twitter il vero rivale di Google bensì Facebook. Il re dei social network ha da poco aperto a tutti gli editori la possibilità di pubblicare Instant Articles  per tenere gli utenti quanto più tempo possibile stretti a sé ed evitare quindi che escano dal suo sito per aprire ad esempio browser esterni o motori di ricerca. Sia Google che Facebook sono intenzionati a trattenere quanto più a lungo possibile l’utente sulla propria piattaforma, perché ovviamente maggiore è il loro tempo di permanenza all’interno, maggiore sarà il valore degli spazi pubblicitari che essi vendono.

La sfida fra titani è aperta: chi si accaparrerà il titolo di maggiore fonte informativa del millennio?

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