Mercoledi 15 Agosto 2018
MarketingGoogle Shopping: l’elenco completo degli aggiornamenti 2017

Google Shopping: l'elenco completo degli aggiornamenti 2017

Nel 2017 ci sono stati alcuni importanti aggiornamenti per Google Shopping. Ecco i principali.


A firma di: Monica Axinte Vice Presidente Area Marketing di DataFeedWatch
Google Shopping: l'elenco completo degli aggiornamenti 2017

Google regolarmente aggiorna e aggiunge nuove funzionalità ai suoi prodotti, incluso Google Shopping. Nel 2017 abbiamo assistito a vari importanti aggiornamenti che offrono considerevoli nuovi strumenti e opportunità ai commercianti per ottenere più click ed aumentare le conversioni.  

Nel 2017 Google Shopping esteso a 14 nuovi paesi

Prima Google Shopping era disponibile solo in 23 paesi, ma le cose stanno rapidamente evolvendo. Google, infatti, ha pubblicato una lista di nuovi paesi di destinazione in programma beta per Google Shopping e cioè Argentina, Colombia, Cile, Indonesia, Hong Kong, Malesia, Filippine, Portogallo, Taiwan, Emirati Arabi, Irlanda, Singapore, Nuova Zelanda e Sud Africa.

Google Shopping diventerà, così, nel 2018 il campo di battaglia della vendita al dettaglio nelle destinazioni appena lanciate. Partire in anticipo con gli annunci shopping in questi paesi consentirà ai rivenditori di essere in pole position, con alcuni vantaggi:

  1. la minore concorrenza nell’asta di Google Shopping renderà più semplice ottenere visibilità per i marchi più piccoli;
  2. la minore concorrenza consentirà all’inizio di ottenere con maggior facilità CPA più bassi e posizioni di primo piano sul display senza andare in bancarotta;
  3. i CTR degli annunci con scheda di prodotto saranno più elevati di quelli per gli annunci di testo in Ricerca Google;
  4. ci sarà maggior tempo per acquisire familiarità con la piattaforma e ottimizzare i feed per le prestazioni prima che arrivino tutti gli altri.

Acquisti su Google: arriva il pulsante Acquista

Google ha aggiunto un carrello della spesa al motore dello shopping in modo che i clienti possano acquistare i prodotti senza lasciare la pagina, aumentando così le conversioni dei clienti che utilizzano i dispositivi mobili. Questa funzionalità è simile alla funzione 1-Click di Amazon per ordinare.

Fonte: TechCrunch

Sebbene la versione di Google sia disponibile solo per gli utenti che effettuano ricerche utilizzando un telefono o un tablet, entrambi consentono agli utenti di effettuare acquisti più rapidamente e con meno passaggi. Per ora, l’implicazione per i rivenditori è minima perché Google sta limitando l’accesso alla versione beta. Una volta che gli acquisti diventeranno maggiormente disponibili, però, l’effetto sui rivenditori sarà più significativo. Da un lato, infatti, dovrebbero aumentare le conversioni da dispositivi mobili che si tradurranno in un numero maggiore di clienti per l’attività; dall’altro, lo svantaggio è che non si avrà molto controllo sul cliente per il retargeting o l’invio di messaggi di marketing in futuro.

In altre parole, i consumatori potrebbero iniziare a parlare di acquistare prodotti su Google nello stesso modo in cui parlano di acquistare prodotti su Amazon o eBay. Questo potrebbe avere un impatto sulla visibilità del marchio. La mancanza di controllo sul cliente o sulla transazione è importante, in quanto sarà più difficile ottenere vendite aggiuntive o effettuare upsell.

Aggiornamenti delle specifiche dei feed di Google Shopping

Google ha preso ad aggiornare gli attributi delle specifiche di Google Merchant ogni anno e nel 2017 l’azienda si è concentrata sulla qualità dei dati di prodotto relativi a tasse, spedizione e disponibilità. A partire dal 26 giugno 2017, infatti, tutti gli utenti che utilizzano Google Shopping hanno dovuto aggiornare i loro feed in base alle nuove regole:

  1. Il Valore Minimo dell’Ordine (MOV) si applicherà a tutte le categorie di prodotti in tutti i paesi di Google Shopping. Prima il valore minimo dell’ordine era accettato solo per alimenti e bevande. Il MOV deve essere configurato nelle impostazioni di spedizione per tutti i prodotti venduti al di sotto di questa soglia.
  2. Gli attributi inerenti alla spedizione come prezzo e peso hanno nuovi limiti. Se i prodotti hanno costi di spedizione e peso superiori ai nuovi limiti non saranno approvati nel Google Merchant Center.
  3. Il tempo di elaborazione è un nuovo attributo che i commercianti negli Stati Uniti possono utilizzare per visualizzare la data di consegna prevista di un ordine.

Multa da 2,42 miliardi di euro per Google Shopping

L’enorme multa di 2.42 miliardi di euro che la Commissione Europea ha imposto a Google è stata il tema caldo dell’estate 2017 nell’arena del PPC. Secondo la Commissione l’azienda sta favorendo il proprio servizio di comparazione degli acquisti conferendogli un posto più prominente nella Ricerca Google.

È stata questa una decisione corretta? I pareri sono discordanti. Innanzitutto, c’è un consenso generale sul fatto che il monopolio di Google nella ricerca sia preoccupante. Se la protezione del consumatore è il punto prioritario, allora questa decisione sta danneggiando il consumatore limitando l’innovazione. Inoltre, consentendo ai loro rivali di fare pubblicità su Google Shopping, la concorrenza aumenterà e Google aumenterà il ricavo. L’aumento della concorrenza porterà a CPC più elevati che, alla fine, verranno pagati dai clienti.

Questa multa cambierà il panorama della pubblicità commerciale a breve o medio termine? Forse no. Quello di cui siamo sicuri è che Google contrattaccherà. Molto probabilmente vedremo fare appello alla condanna e questo protrarrà la vicenda di ancora qualche anno.

Cosa dovremmo aspettarci in futuro?

Ci sono alcune ipotesi lanciate in questo acceso dibattito su come Google potrebbe cambiare l’attuale modo di mostrare i Product Listing Ads (PLA).

1.Più spazio sullo schermo ai concorrenti

Nel 2015 Google aveva proposto una soluzione per mostrare gli annunci dei suoi concorrenti accanto agli annunci di pagamento online. La proposta alla fine non ebbe seguito. Potrebbero ritornare quindi ora con una reiterazione di quella proposta iniziale.

Fonte: europa.eu

2. Eliminare il link cross promotion sulla homepage

Google potrebbe eliminare dal menu il collegamento diretto al suo motore di comparazione di acquisti.

Fonte: DataFeedWatch

3. PLA sul lato destro della pagina

«Se i risultati dello Shopping venissero mostrati sulla destra (sul desktop) questo potrebbe alleviare alcuni dei reclami della UE perché gli annunci di testo e i risultati organici otterrebbero una maggiore visibilità sullo schermo», ha affermato Gianluigi Cuccureddu.

4. Chiudere Google Shopping

Mantenere i PLA e chiudere Google Shopping come servizio di motore comparativo degli acquisti creerebbe una chiara distinzione tra il servizio autonomo e gli annunci stessi.

Nuovi strumenti su Google Merchant

Google Merchant Center ha rilasciato nel 2017 nuovi strumenti per gli utenti, regole di feed aggiornate e sta suggerendo opportunità di alto valore per i commercianti: feed primari, feed supplementari e opportunità. 

  • Feed primari
    Sono i normali feed dello shopping che consentono di rimuovere e aggiungere prodotti dal tuo feed.
  • Feed supplementari
    Sono utilizzati per migliorare i dati esistenti del feed principale.Si possono utilizzare feed supplementari in aggiunta a quelli primari per: aggiungere o modificare informazioni promozionali; aggiungere o modificare etichette personalizzate; sostituire valori; aggiungere GTIN.
  • Opportunità di Google Merchant
    Le opportunità vengono create per aiutare i rivenditori che pubblicizzano a migliorare i dati dei loro feed e le loro campagne con raccomandazioni personalizzate. Con le opportunità, i rivenditori possono vedere dove è possibile migliorare le campagne, quali prodotti possono essere modificati e come queste modifiche possano influenzare i costi complessivi di acquisto.

Fonte: DataFeedWatch

Le opportunità evidenziate sono attualmente limitate a pochi dati di prodotto e a suggerimenti sulle campagne, ma potremmo vederne di più nei prossimi mesi. Si tratta nello specifico di

  • opportunità dati sui prodotti: GTIN mancanti, genere mancante, fascia d’età mancante e prezzi non corrispondenti;
  • opportunità di campagna: aumento del budget e riduzione bid.

Espandersi a livello internazionale con un singolo feed di origine

Uno dei principali fastidi per i commercianti che vogliono vendere a livello internazionale è stato a lungo la creazione di feed e pagine di destinazione dedicate per i paesi in cui vogliono vendere. Ora non più: i commercianti possono vendere in 21 dei 37 paesi di Google Shopping inviando un singolo feed principale in inglese. Alcuni dei paesi che accettano i feed in inglese sono Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, India, Indonesia, Messico, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia, Svizzera, Taiwan e Turchia. Su Google Merchant Center Help si può trovare la lista completa.

Fonte: DataFeedWatch

Dopo la conformità del feed, il successivo ostacolo era la valuta che ora viene gestita in modo efficiente con lo strumento di Conversione Valuta che infatti mostra automaticamente i prezzi dei prodotti nelle valute locali. I feed in lingua inglese e lo strumento di conversione di Google rappresentano una potente combinazione per vendere i prodotti in altri paesi mediante una semplice impostazione.

Nuovi rapporti e metriche sugli acquisti

Nuovi rapporti e metriche per le campagne di Google Shopping sono stati aggiunti all’interfaccia di AdWords.

  • Rapporto sullo Stato del Prodotto
    Mostra lo stato dei singoli prodotti nella campagna Shopping:

Fonte: Google AdWords

Non Approvato: se un prodotto non è stato approvato in Google Merchant Center significa che non compare nei risultati di Google Shopping;

Inattivo: se il prodotto è stato escluso dalla campagna;

Approvato: il numero di prodotti che soddisfa i requisiti del Merchant Center;

Attivo: i prodotti che soddisfano i requisiti e non sono esclusi;

Non pronto a servire: se i prodotti sono esauriti;

Pronto a servire:  i prodotti sono attivi, approvati e disponibili.

Questo è un rapporto molto utile in quanto fornisce preziose informazioni sul livello del prodotto e consente di stabilire le priorità dei vostri sforzi.

  • Top Spot Impression Share
    È una nuova metrica che mostra ai commercianti la percentuale di impressioni ricevute divisa per il numero stimato di impressioni che avrebbe potuto ricevere.

Fonte: Google AdWords

Se la propria top impression share è bassa significa che si devono apportare alcune modifiche ai bid oppure migliorare la qualità dell’annuncio. Gli attributi che influiscono su quest’ultimo aspetto sono pertinenza dei titoli di prodotto, categorizzazione accurata e immagini di alta qualità.

Aggiornamenti delle schede di prodotto in Europa

È già visibile l’effetto della multa di 2,42 miliardi di euro che Google ha ricevuto. Nell’autunno del 2017 l’azienda infatti ha dichiarato che mostrerà gli annunci degli altri motori di comparazione acquisti accanto a quelli con scheda di prodotto in Google Shopping. Questo significa più spazio sullo schermo per i CSE che potranno ora fare pubblicità su Google Shopping in Europa per conto dei commercianti che elencano i prodotti sui loro siti web.

Gli annunci con scheda di prodotto pubblicizzati direttamente da Google Shopping sono contrassegnati “By Google“.

Fonte: s360.dk

Non abbiamo ancora visto alcuna pubblicità di CSE su Google Shopping, ma possiamo aspettarci di vedere uno stile di branding simile (ad esempio “by PriceRunner” o “by Kelkoo“). Questo cambiamento potrebbe far nascere varie implicazioni, ma ora è troppo presto per dirlo.

Più paesi hanno ora accesso alle valutazioni dei prodotti sugli annunci Shopping

Precedentemente Google limitava l’utilizzo delle valutazioni dei prodotti a 13 paesi, ora esse sono disponibili ovunque sia possibile pubblicare annunci Google Shopping. Questo significa che è possibile utilizzare valutazioni dei prodotti su annunci in 33 paesi tra cui Irlanda, Malesia, Nuova Zelanda, Russia, Singapore, Sud Africa, Turchia e Emirati Arabi.

Grazie alla maggiore affidabilità che danno alle schede, così come alla maggiore visibilità che forniscono ai prodotti, le valutazioni dei prodotti su Google Shopping possono aiutare ad aumentare le conversioni.

Aggiornamenti che rendono Google Manufacturer Center più potente

La distinzione tra Google Manufacturer Center è Google Merchant Center, è che il primo è per i proprietari di marchi che producono prodotti mentre il secondo è per i rivenditori che vendono tali prodotti.

Nel novembre del 2017 Google ha annunciato tre principali aggiornamenti al Manufacturer Center:

1. È ora disponibile in più paesi

Google Manufacturer Center è ora disponibile in Australia, Brasile, Francia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito. Un produttore i cui prodotti sono venduti in uno di questi paesi può ora utilizzarlo per garantire la corretta visualizzazione dei suoi prodotti negli annunci di Google Shopping.

2. C’è stata l’introduzione del Manufacturer Center API

L’introduzione di un’API significa che i produttori possono ora controllare le informazioni a livello di codice. Ciò rende l’aggiornamento dei prodotti in Google Manufacturer Center più efficiente e accurato.

3. Le informazioni del Manufacturer Center ora appaiono nei Google Knowledge Panels

I Google Knowledge Panels forniscono informazioni dettagliate alla query di un utente direttamente nella pagina dei risultati di ricerca, ovvero senza che l’utente debba cliccare. Google ora utilizza le informazioni in Manufacturer Center per popolare i Google Knowledge Panels relativi ai prodotti. È opportuno ricordare, però, che al momento questa funzione è valida solo negli Stati Uniti.

Mentre Google Manufacturer Center è destinato a proprietari e produttori di marchi, i suoi vantaggi sono per

  • produttori: offre, infatti, ai produttori un maggiore controllo sul modo in cui i loro prodotti vengono visualizzati negli annunci di Google Shopping. Questo garantisce che gli annunci mostrino i dati corretti;
  • rivenditori: assicura loro che le informazioni corrette e dettagliate vengano visualizzate negli annunci Google Shopping gestiti dai rivenditori;
  • consumatori: migliora l’esperienza di acquisto in quanto i consumatori vedono le informazioni corrette e i dettagli necessari per effettuare una decisione di acquisto.

Termini di spedizione di Google Merchant

I termini di spedizione sono particolarmente importanti soprattutto in determinati periodi dell’anno e a seconda dell’attività. Una delle scadenze più comuni, tuttavia, è Natale. Google ora consente di aggiungere i termini di spedizione per fornire ai clienti informazioni più accurate. È possibile effettuare ciò dalle impostazioni di spedizione in Google Merchant Center. L’aggiunta delle scadenze migliora il servizio offerto ai clienti e può inoltre aiutare ad aumentare le vendite, ad esempio ottenendo una vendita da un cliente che altrimenti non avrebbe acquistato in quanto non conosceva la scadenza.

Esecuzione di annunci di remarketing e remarketing dinamico in Gmail e nelle App

Gli annunci di remarketing e remarketing dinamico prima disponibili soltanto sui siti web del Google Display Network sono stati estesi a Gmail e gli utenti in-app. In altre parole, le persone che utilizzano Gmail per controllare le loro email possono ora vedere i tuoi annunci di remarketing e di remarketing dinamico. Quando un utente cliccherà su uno di questi annunci vedrà i tuoi prodotti in un’esperienza di acquisto progettata per massimizzare le conversioni.

Per concludere, nel 2018 le vendite al dettaglio di eCommerce dovrebbero mantenere il trend di crescita degli anni passati, ma allo stesso tempo la concorrenza diventerà spietata. Il 2018 sarà un anno memorabile per il panorama della vendita al dettaglio online, probabilmente il più grande che abbiamo visto nell’arena dello shopping online.

Vale la pena dedicare del tempo a familiarizzare con tutti gli aggiornamenti sopra riportati e che sono pertinenti alla tua attività. Questo ti aiuterà a rimanere in vantaggio rispetto alla concorrenza così come a generare maggiori vendite di prodotti.

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