Sei gradi di separazione. E se fossero meno?

Secondo Facebook, i famosi “sei gradi di separazione” tra due sconosciuti si sarebbero ridotti a poco più di quattro. Ma vale davvero per tutti? 

Sei gradi di separazione. E se fossero meno?

Sono stati il feticcio delle teorie sulla società in rete. Sei gradi di separazione: ovvero l’idea che chiunque fosse separato da uno sconosciuto da un massimo di sei livelli, appunto. Ora, però, secondo un report di Facebook i gradi di separazione tra due persone che non si conoscono affatto potrebbero essere molti meno. “Ogni persona al mondo è separata da chiunque altro da, in media, tre persone e mezzo” – avrebbero scritto, infatti, da casa Zuckerberg qualche giorno fa. Ben oltre le più entusiastiche previsioni, insomma, i famosi sei gradi di separazione si sarebbero ridotti a poco più di quattro – per l’esattezza 4.57.

Che il “piccolo mondo” stia diventando sempre più piccolo? Possibile. È innegabile, infatti, che il numero di interconnessioni tra persone sia aumentato in maniera esponenziale negli ultimi anni, grazie soprattutto agli ambienti digitali. La trovata di Facebook, però, non sembra che l’ennesima conferma della popolarità raggiunta negli anni dal social network. Il calcolo dei gradi di separazione, infatti, è valido solo per l’oltre un milione e mezzo di utenti iscritti a Facebook – che, se loggati, dallo stesso post possono scoprire i loro personalissimi (anche se calcolati su algoritmi statistici e non con tecniche intrusive di scansione dei propri contatti, ci tengono a precisare da Facebook) gradi di separazione. La media per gli utenti americani è di 4.46, Mark Zuckerberg raggiunge i 4.17, ma il primo posto con soli 3.92 gradi di separazione da chiunque altro va a Sheryl Sandberg, che di Facebook è l’attuale direttore operativo.

ALL’ORIGINE DEI SIX DEGREES– Che ne è dei quattro gradi di separazione per i restanti 5 miliardi e mezzo di persone che non hanno un account Facebook? Difficile dirlo. Fin dalle origini, del resto, i six degrees hanno avuto più il valore di un esperimento sociale che di una vera e propria teoria. La prima comparsa dei sei gradi di separazione risale a una short story (“Catene”) dello scrittore ungherese Frigyes Karinthy: alcuni sconosciuti, tra cui un premio Nobel per la letteratura e un operaio della Ford, venivano coinvolti in un “gioco di connessioni”. Più tardi sono i sociologi a innamorarsi dell’ipotesi dei sei gradi di separazione: Stanley Milgram mette a punto un esperimento con tanto di pacchi postali da recapitare a mano che dimostra come, sfruttando il nostro bagaglio di conoscenze (quello che oggi chiameremmo capitale sociale), siamo in grado di raggiungere chiunque con soli cinque intermediari. Ripetuto qualche anno dopo con e-mail al posto di pacchi postali, l’esperimento di Milgram funziona ancora. Il “piccolo mondo” sembra più piccolo. Come potremmo accorgercene? Per esempio, se lavorassimo nel cinema un numero, il numero di Bacon, esprimerebbe la nostra “distanza” (in termini di ruoli comuni nei film) dall’attore Kevin Bacon –potete provare a calcolarlo qui. E qualcosa di simile esiste anche nel mondo accademico e delle pubblicazioni scientifiche: il numero di Erdös, nella misura di collaboratori intermedi, indica quanti livelli ci separano dal matematico in questione.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

Download White Paper

white paper lusso e moda
Le vostre Opinioni
MacroambienteSei gradi di separazione. E se fossero meno?
Iscrizione Newsletter Settimanale

Vuoi essere sempre aggiornato su ciò che avviene nel mondo del marketing e della comunicazione? Iscriviti alla newsletter di Inside Marketing

Acconsento ed ho letto Privacy Policy

Grazie per esserti registrato!

A breve riceverai una mail di conferma per attivare la tua registrazione.

Se non ricevi la mail di conferma, controlla nella cartella "posta indesiderata" ed aggiungi insidemarketing.it ai mittenti attendibili

In caso di problemi puoi contattarci all' indirizzo redazione[at]insidemarketing.it