Mercoledì 11 Dicembre 2019
MarketingSe l’health influencer è il miglior paladino di salute, prevenzione, corretta informazione medica

Se l'health influencer è il miglior paladino di salute, prevenzione, corretta informazione medica

Sui social, Instagram in particolare, c'è un esercito di health influencer che parlano di salute e benessere: quando davvero correttamente?


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Se l'health influencer è il miglior paladino di salute, prevenzione, corretta informazione medica

Non ci sono solo beauty blogger e beauty vlogger che, dagli albori del blogging , dispensano consigli sulla beauty routine o tutorial su come realizzare il make-up perfetto per ogni occasione. Quando si tratta di salute e benessere, intesi a 360 gradi, non si può non considerare che i social in generale, e Instagram in particolare, sono pieni di health influencer – per usare una formula un po’ a effetto e che richiama specializzazione e verticalità, ormai uniche garanzie contro l’insuccesso dell’influencer marketing – quotidianamente impegnati nel ricordare agli altri utenti quanto è importante mangiare bene, fare la giusta prevenzione, non dimenticarsi della giusta quantità di attività fisica, non trascurare neanche l’aspetto estetico e via di questo passo.

parlare di salute e benessere sul web: luci e ombre

I numeri che li riguardano, tra l’altro, suggeriscono più di qualcosa sul come far funzionare ancora le campagne, nonostante la tanto chiacchierata crisi dell’influencer marketing. Gli health influencer, infatti, hanno in genere community medio-piccole e metriche di vanità rispetto a reach organica, audience totale, ecc. che niente hanno a che vedere con quelle dei mega influencer e delle vere celebrità del web. A essere alta è invece la loro capacità di engagement : tradotto, la capacità che hanno di generare interazioni, in tutte le loro forme. Ossia gli health influencer hanno community affezionate prima che attive, presso cui rappresentano un vero e proprio punto di riferimento e presso cui soprattutto godono di una credibilità quasi incontrastata.

In mancanza di altri, si considerino dati come quelli dell’Edelman 2018 Trust Barometer secondo cui il 60% delle persone si fida di più di esperti tecnici” nelle singole materie o come quelli diffusi dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare secondo cui circa il 29% degli italiani, contro una media europea del 19%, si fida di cosa sente su social come Instagram anche quando non si tratta di un nuovo prodotto da banco da provare ma di regimi alimentari, piani di allenamento, stili di vita bollati come salutari e via di questo passo. Si tratta in entrambi i casi di percentuali che pongono responsabilità di non poco conto in capo a chi parla di salute e benessere sui social, a qualunque titolo e per qualunque scopo lo faccia. Non è difficile capire infatti che, in questo caso e diversamente da quanto succede in altri contesti, in gioco non ci sono tanto trend modaioli o la maggiore propensione ad acquistare un prodotto di un brand o di un altro, quanto la salute, il benessere, l’integrità fisiche della persona.

Chi controlla, allora, che informazioni e consigli forniti da questi influencer della salute siano davvero corretti? E che dire di quei casi in cui competenze ed esperienze professionali tutto li rendono tranne che le persone giuste per parlare di salute sui social o di quelli, ancora più gravi, di veri e propri abusi di professione? Questi e altri dubbi sugli health influencer sembrano del tutto legittimi se si considera un quadro complessivo in cui ci si fida – e, letteralmente, ci si affida – più ai consigli trovati su Google che al proprio medico di base, si usano app apposite per controllare il proprio ciclo mestruale o programmare la gravidanza, si intraprendono diete e schede d’allenamento semplicemente prendendo spunto da Instagram, il tutto senza contare che le bufale a tema salute corrono veloci e irrefrenabili (o quasi) sul web, che non sempre chi posta foto di piani alimentari e co. è davvero una persona che ha qualifiche professionali adatte a farlo e via di questo passo.

I risultati possono essere deleteri: quando si prova a esplorare gli effetti dei social media sugli utenti, oltre al pericolo solipsismo e isolamento, all’esagerato spirito di competizione o a quella dose eccessiva di narcisismo che ci rende letteralmente disposti a tutto in nome di un like in più, andrebbe considerato il portato anche corporale che possono avere le informazioni reperite online. Intraprendere un regime alimentare ipocalorico perché si vuole assomigliare, perché ci si vuole vestire come la fashion blogger più trendy del momento o una dieta a base di mix proteici sostitutivi dei pasti perché raccomandata dal personal trainer più social del momento può avere, cioè, effetti più tangibili – e non sempre positivi – di quanto si sia disposti a immaginare.

Serve un commitment delle piattaforme per regolare la questione health influencer?

Le piattaforme sembrano averlo capito sempre meglio nel tempo e – formalmente per «mantenere sano l’ambiente» che tanti utenti frequentano ogni giorno (così si legge in un comunicato stampa di Instagram a proposito di sponsorizzazione di prodotti farmaceutici e parafarmaceutici) e più fuori di metafora per tutelarsi da eventuali responsabilità anche sul versante legale – hanno vietato, come Instagram, le pubblicità di prodotti dimagranti rivolte ai minorenni – misura che potrebbe essere estesa, tra l’altro, in qualche caso, a utenti di tutte le età – o l’utilizzo di lenti e filtri come Plastica, FixMe, Holy Natural che nelle Storie, sovrapposti ai propri selfie, ricreavano un effetto chirurgia plastica e mostravano quali sarebbero potuti essere appunto i risultati di simili interventi.

Quei profili recovery che affrontano la questione anoressia

Una cosa però è scoraggiare azioni che potrebbero portare gli utenti, soprattutto se molto giovani, a non accettarsi per come sono o a intraprendere cure o altri percorsi salutari dalla dubbia natura e un’altra cosa, completamente diversa, è riuscire ad avere il controllo totale su cosa postano gli utenti. Basta seguire gli hashtag giusti, per esempio, per imbattersi su Instagram in centinaia di profili recovery. Formalmente non hanno niente a che vedere con i profili degli health influencer: sono profili di utenti comuni, spesso donne, a cui è stato diagnosticato un disturbo alimentare, quasi sempre l’anoressia, e di cui viene documentato, con la precisione di un vero diario alimentare, il (lungo) percorso di recupero. Foto di piatti sani, di porzioni calcolate al milligrammo si alternano a racconti dettagliati dei propri allenamenti, degli incontri con il nutrizionista o della seduta di psicoterapia, oltre che a racconti più intimi riguardo a come si viva la malattia e la si provi a sconfiggere giorno dopo giorno.

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Pranzo 🍴 con filetto di salmone grigliato, broccoli 🥦 è un bocconcino di pane 🥖 Poi ho fatto merenda con una merendina della Mulino Bianco, tipo una tortina 🥧 Ho appena finito lezione, inutile dire che ho il cervello 🧠 in fumo 🤯🤯 Buon sabato sera 💃🏻 #anorexiarecoverymeal #anorexiarecover #anorexiafighter #anorexianervosarecovery #anorexiafight #recoverymotivation #recoveryispossible #recoveryishard #anoressiaitalia #anoressiarecovery #anoressianervosa #anoressianervosaitalia #eatingdisorderrecovery #eatingdisorder #nourishyourself #siamopiufortinoi🏆 #dcarecovery #disturbialimentari #larinascitadellefarfalle #disturbialimentarirecovery #edfighter #edwarrior #nourishtoflourish #foodislife #loveyourself #healthybodyhealthymind

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Impossibile trascurare il fatto che, per altri utenti che soffrono degli stessi disturbi, profili recovery come questi possono essere d’ispirazione: il problema sorge quando da d’ispirazione si trasformano in d’aiuto e i consigli che si trovano al loro interno si sostituiscono a quelli di veri medici, di veri professionisti. Non c’è niente di male, insomma, in social challenge o campagne hashtag come la #maxibonchallenge che esortano chi soffre o ha sofferto di anoressia a mostrarsi pubblicamente, senza alcun timore mentre mangia un cibo proibito, a trasgressione della dieta, come un gelato ipercalorico o delle patatine fritte. È meglio, però, giocare più sul versante emotivo, motivazionale quasi quando si tratta di convincere i più giovanissimi ad accettare il proprio corpo e non provare a dare consigli nutrizionali, sbagliati ab origine perché non tarati sulle reali esigenze del singolo, come dimostra la presenza su Instagram di Maruska Albertazzi e la sua campagna #iononmivergognopiù.

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Oggi ho parlato con la mia amica dottoressa Della Casa, endocrinologa che si occupa di disturbi del comportamento alimentare al Policlinico Gemelli di Roma. Anche con lei abbiamo pensato di fare dirette, in questo caso improntate a informare e dare risposte sia sulle implicazioni fisiche, ormonali ed endocrinologiche dei DCA che a fornire indicazioni su strutture pubbliche presso cui rivolgersi. Nel frattempo, sul sito del Ministero della Salute, esiste un motore di ricerca dedicato e un numero verde. Il sito è disturbialimentarionline.it . Cliccate su “cerca una struttura” e inserite i criteri di ricerca. Il numero verde dedicato invece è 800180969. Prima di lamentarci, usiamo tutti gli strumenti a nostra disposizione! #dirittoallasalutementale #siamopiufortinoi🏆 #anoressiaitalia #disturbialimentari #dca #dcarecovery #bulimiaitalia #bulimiarecovery #anoressiarecovery #bingeeatingitalia #abbuffatecompulsive #abbuffate #ssn

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Gli health influencer come divulgatori del ben mangiare

Non tanto di health influencer quanto di veri e propri divulgatori avrebbe bisogno, insomma, il campo della nutrizione, tra i rami della medicina su cui circolano forse più notizie false, falsi miti, informazioni manipolate e via di questo passo. La buona notizia è che il fatto che i professionisti sanitari abbiano scoperto il digital marketing, e usino sempre più di frequente i social per fare personal branding , ha esternalità positive di non poco conto: c’è una nicchia di Instagram popolata da professionisti della nutrizione che, quando non si improvvisano food blogger e condividono con i propri follower ricette segrete per rendere gustoso anche un piatto sano e a prova di dieta, rispondono a curiosità su proprietà nutritive degli alimenti e regimi alimentari corretti, smontano falsi miti sulle diete, soprattutto le più in voga, insegnano come abbinare i macro-nutrienti in maniera equilibrata, ecc. Dal solito Marco Bianchi a Sofia Bronzato, passando per @iniziolunedì, @non_chiamatela_dieta e @unamelaperdietista, si tratta di profili seguitissimi e la cui attività quotidiana rende bene l’idea di cosa significhi e come fare – davvero e bene – l’health influencer.

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PIADINE (PANCAKE) DI CECI (p-c) . Questa è davvero una ricetta semplicissima e da conservare adatta a chi: – si avvicina a un’alimentazione prevalentemente vegetale – non sa come cucinare i legumi – vuole un pranzo comodo anche in ufficio (in questo caso vi consiglio di preparare delle piadine sottili da farcire) Esatto, potete preparla in versione piadina o pancake, basterà in questo caso mettere più impasto sul padellino. . Per 4 120g farina di ceci 270ml acqua tiepida Prezzemolo tritato o rosmarino o qualche foglia di basilico tritato dentro all’impasto 1 C olio evo Spezie a piacere . Lasciate riposare la pastella per almeno 30-40minuti e cuocete poco impasto alla volta in pentola antiaderente con un velo di olio, 2-3 minuti dal primo lato e 1-2 minuti dall’altro lato. . COME ABBINARLE? Essendo 100% legumi e poco olio, l’abbinamento migliore è quello con una parte di cereali(c) e una parte di ortaggi (f). . ESEMPI . Pancake di ceci + riso basmati (c) e pomodorini crudi (f) o saltati in padella e conditi con un po’ di pesto (g-eventualmente una spolverata di grana a piacere per gusto) . Piadina di ceci + farcitura con spinacini, pomodorino secco e a parte un’insalata mista (f) con mais (c) . Piadina di ceci + zucchine grigliate (f) e paté di olive (g) e un avanzo di pasta al pomodoro (c) della sera prima

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Cercasi disperatamente proprietà miracolose sulla perdita di peso attraverso il consumo del pane integrale 😉 Allora, ripetiamo insieme, le farine integrali (se il loro consumo è consigliato) sono una fonte benefica e preziosa di fibre e nutrienti, possono contribuire a limitare l'assorbimento di zuccheri e grassi, nonché a tenere sotto controllo i livelli di glicemia nel sangue ❤️ Allo stesso modo, ripetiamo tutti insieme, un loro consumo eccessivo e non adeguato al singolo e specifico fabbisogno energetico, può portare nel tempo ad un aumento del peso corporeo, al pari delle farine raffinate o di qualsiasi altro cibo 😉 Sano/nutriente/equilibrato non significa perdere peso… Questo strambo concetto lo lasciamo agli "stregoni moderni"🤣 Siete convinti ora vero? 😘 #non_chiamatela_dieta #superfood #foodgram #yummy #homemadefood #bestfood #healthy #healthyfood #alimentazionesana #ricettelight #ricette #foodgasm #foodie #dietamediterranea #bestfoodpics #foodblogger #food_instalove #officialitalianfood #followme #igersitalia #amazingfood #foodpic #_food_repost #cooking #top_food_photo #dieta #eatrealfoods #lifestyle#foodstyling #canon_photos

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Programmare la colazione? È necessario? Io sono più per la sana improvvisazione, ovvero mangiare quello che piú vi e di cui avete maggiormente voglia, scegliendo tra ricette equilibrate che appaghino corpo e mente! Ma se state pianificando una rivoluzione e un cambiamento e volete partire dalla colazione, forse vale proprio la pena spendere qualche minuto per buttare giù qualche idea per la settimana! Spulciando tra i post di #cambiacolazioneconladietista sicuramente troverete qualcosa di interessante, ma nel dubbio interessanti! Voi le pianificate o scegliete al momento? Con il freschino di stamattina credo che io punterò su un bel porridge tiepido! 💛 {le colazioni proposte in questo post sono semplici spunti, a cui potete aggiungere, a vostro piacimento, tè, caffè e frutta quando non presente. Le quantità dipendono dai vostri fabbisogni e sono molto soggettive} #colazionesana #colazioneinsieme #lemiecolazionisuig #september #planning

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Dalla prevenzione alla salute sessuale, una carica di health influencer

Non di sola alimentazione, però, parlano questi influencer della salute. C’è chi come Austin Chiang deve la propria popolarità, a livello globale, a post e contenuti social in cui si ricorda costantemente l’importanza della prevenzione.

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🆕 Barrett’s esophagus screening guidelines by @asgeendoscopy we’re just published in GIE Journal. Barrett’s esophagus describes chronic pre-cancerous changes in the esophagus lining as a result of chronic acid reflux!⁣ ⁣ So what’s new?? I’m the past under white light endoscopy, biopsies would be taken per Seattle protocol (4 quadrant biopsies every 2cm if no dysplasia). NOW, there is a new recommendation (conditional but based on low quality evidence) to also incorporate WATS-3D brushing (wide area transepithelial sampling WITH computer-assisted 3D analysis), which now highlights not only visibility of potentially cancerous areas, but also targeting larger SURFACE AREA by sampling with this special brush.⁣ ⁣ ⚠️ Not a sponsored post and no conflicts of interest to report with the manufacturer. ⁣ ⁣ What questions do you have about this? Sound off below!⁣ ⁣ 📸: @mbakhit ⁣(Pictured: one of our endoscopy techs Cassandra) #acidreflux #guthealth #barrettsesophagus #prevention #cancer #esophagealcancer #health #medicine #medical #usmle #mcat #gerd #digestion #diagnosis #guidelines

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Decisamente più comune è che in occasione di campagne speciali o mesi dedicati alla prevenzione di una determinata patologia vengano coinvolti influencer di diversa natura – e con community dalle diverse dimensioni – ma capaci di convertire concretamente i propri follower all’azione, come quella volta in cui si chiese a Giulia Valentina di fare un test per l’HIV in diretta sulle Storie Instagram o come quando, ogni novembre, si coinvolgono piccole e grandi star del web in lezioni di autopalpazione dei testicoli nel tentativo di sensibilizzare rispetto all’importanza della diagnosi precoce di patologie oncologiche.

Qualche volta, però, health influencer fa rima anche con consulenza estetica e consigli di stile per sentirsi in salute in un corpo che è, anche, il meglio a cui si potrebbe aspirare. Da chi, da farmacista come Elena Accorsi Buttini, spiega quando e perché usare un prodotto cosmetico, ai contenuti decisamente più sopra le righe e pop dell’Estetista Cinica, Instagram e co. sembrano il luogo giusto insomma per sfatare falsi miti su trattamenti miracolosi e scoprire veri alleati della propria immagine.

Se salute, però, vuol dire anche salute sessuale c’è un vero e proprio esercito di health sex influencer o, molto più pragmaticamente, di influencer che parlano di salute e piacere sessuale, anche e soprattutto femminile o di coppia, e sdoganano tabù come quelli che hanno a che vedere con l’uso di sexy toys come @VioletaBenini, @Le_Sex_En_Rose e molti altri ancora.

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"Ma le palline vaginali? Che ne pensi?" Ecco, questa è la mia espressione in merito alle palline vaginali per quanto riguarda la riabilitazione del pavimento pelvico. Partiamo dai dati scientifici. Le palline vaginali vengono considerati "pesi vaginali" e sui pesi vaginali ci saranno si e no 5 studi in croce e tutti dicono che per funzionare devono essere usate assieme a esercizi, ovvero attivare volontariamente i muscoli del perineo. Però come al solito portano ad attivare solo il muscolo elevatore dell'ano e poco o nulla gli altri, questo perché in vagina le palline si posizionano sopra questo muscolo che abbraccia vagina e retto. Per non parlare dei pesi che hanno. Le più leggere solitamente hanno un peso di almeno 30/35 gr e un diametro non indifferente. Alcune palline hanno pesi anche maggiori e per un perineo che non è in forma potrebbe anche essere un peso eccessivo. Per non parlare del fai da te. Se il perineo ha anche solo una contrattura fare esercizi con un peso, farli con una respirazione che non porta a rilassare i muscoli ma anzi, ecco che potrebbe portare a peggiorare la situazione. E no, non funzionano se le si mette per andare in giro a far la spesa. Sarebbe come trascinare un peso: stanca, affatica e potrebbe peggiorare situazioni di prolassi. La alternativa sarebbero i coni vaginali (e ci sono almeno una settantina di studi sulla loro funzionalità) che però anche quelli non vanno d'accordo con contratture e incapacità di rilassamento. Questi coni sono stati pensati per funzionare in piedi: il cono scivola verso il basso e il perineo sentendo perdere qualcosa si contrae d'istinto. Massimo 10 minuti per volta, massimo mezz'ora al giorno, altrimenti anche qua si può peggiorare. E comunque non lavorano così tanto su tutta la propriocezione dei diversi strati muscolari ma di più su elevatore ano e pubo rettale. "E se le palline me le ha prescritte un medico/ostetrica/fisio?" Ti suggerisco di trovare un esperto in riabilitazione che ti insegni ad attivare i tuoi muscoli e nel caso unisca anche un dispositivo medico come i coni, sempre che non ci siano contratture e che sia indicato davvero. Trovate uno spiegone sui miei video igtv Foto @stregangela

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📸 @imtheph⁣ ⁣ 🇮🇹 *#allaricercadelpiacere con Fin di @dameproducts*⁣ ⁣ Fin è un giochino vibrante da record: è il primo sex toy del mondo a essere sbarcato su Kickstarter, la piattaforma del crowdfunding per antonomasia, superando le restrizioni previste per quello che rientrava nel “materiale pornografico” proibito dal sito.⁣ ⁣ Prima di Fin, un altro Sex toy di Dame Products aveva segnato un record mondiale: Eva, lanciato su Indiegogo, aveva raccolto più di 800.000 dollari, segnando la campagna di maggiore successo della storia della piattaforma.⁣ ⁣ Dame Products è un marchio tutto al femminile che progetta prodotti innovativi mirati a migliorare il benessere sessuale e chiudere il ‘pleasure gap’.⁣ ⁣ Recensione di Fin: link in bio!⁣ ⁣ 🇬🇧 *#insearchofpleasure with Fin by @dameproducts*⁣ ⁣ Fin is not just a vibrator, it’s a record-setting vibrator: it’s the first-ever sex toy to be landed on Kickstarter, the crowdfunding platform by definition, overcoming the ban that ruled out products so-called “pornographic”.⁣ ⁣ Before Fin, another sex toy by Dame Products had broken a record: the couple’s vibrator Eva was named the most successful campaign ever in its category on Indiegogo, after raising more than eight hundred thousand dollars.⁣ ⁣ Dame Products is an all-female brand that designs innovative pleasure products to improve people’s sexual wellbeing and close the ‘pleasure gap’.⁣ ⁣ Fin’s review: link in bio! ⁣ ⁣ ⁣ #selflovejourney #embraceyourself #yoni #vulva #embraceyourbody #freethebody #selfloveclub #breakthestigma #nostigma #sessualità #notaboo #sexualhealth #bodyconfidence #bodyconfident #bodypositivity #letstalkaboutsex #femaleempowerment #bodyfreedom #womansbody #loveyourbody #bodyposi #knowyourself #selflovejourney #smashthepatriarchy #sexology #selfpleasure⁣ #makeyourownfun #hedonism ⁣

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Fidarsi o meno dei consigli di personaggi come questi? Rispondere è difficile, soprattutto se non si ha modo di valutare di caso in caso. Profili verificati, una bio chiara e in cui venga spiegato senza giri di parole chi si è, che lavoro si faccia e a che titolo si parli di salute suoi social è sempre un buon punto di partenza in questo senso. La disponibilità a citare le proprie fonti e, soprattutto, il non provarsi in consulenze a distanza e il non prescrivere farmaci, integratori o qualsiasi altra cura o trattamento senza aver opportunamente valutato il singolo caso fa il resto e sembra il naturale discrimine tra chi fa l’health influencer e chi abusa di una professione a scopi lucrativi o per un po’ di visibilità.

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