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MacroambienteCon Horizon Workrooms Facebook vuole cambiare il lavoro da remoto, puntando sul metaverso

Con Horizon Workrooms Facebook vuole cambiare il lavoro da remoto, puntando sul metaverso

È stata lanciata la versione beta di Horizon Workrooms di Facebook: si tratta di una nuova esperienza in realtà virtuale che consente di lavorare insieme, avendo la sensazione di essere all'interno della stessa stanza anche se molto distanti. Così l'azienda tech vuole rivoluzionare il lavoro da remoto.

Immagine dell'interfaccia di Horizon Workrooms di Facebook

Horizon Workrooms di Facebook, attraverso un post pubblicato da Mark Zuckerberg, è stata presentata come una nuova piattaforma di collaborazione in realtà virtuale. La piattaforma, che sembrerebbe già essere stata testata internamente dai dipendenti di Facebook, rappresenterebbe un’alternativa al lavoro collettivo in presenza, quando non vi è l’opportunità di portarlo avanti.

Ripensare il lavoro da remoto con Horizon Workrooms di Facebook

Dall’inizio della pandemia giganti come Google e Microsoft hanno lavorato intensamente alla creazione di soluzioni pensate per ottimizzare il lavoro da remoto , aumentato in maniera notevole e improvvisa, trovando molte aziende non pronte ad affrontare la gestione delle attività a distanza. Piattaforme come Microsoft Viva, per esempio, sono state ideate per rendere questo compito più semplice, facilitando la collaborazione tra colleghi e la gestione dei compiti a distanza. Con Horizon Workrooms Facebook vuole compiere un ulteriore step, ripensando il concetto di lavoro da remoto e cercando di “ricreare” la sensazione di presenza“, a prescindere dalla distanza fisica tra le persone.

«Per condividere le stesse visioni bisogna condividere prima la stessa stanza (virtuale)», si legge nella pagina di descrizione di Horizon Workrooms di Facebook[1]. La piattaforma è stata infatti pensata per rendere più efficiente la comunicazione a distanza rispetto alle tradizionali riunioni effettuate in videoconferenza, in cui spesso non è possibile cogliere elementi di comunicazione non verbale che generalmente rendono le conversazioni più fluide e piacevoli.

Come si legge nel comunicato stampa rilasciato dall’azienda, Horizon Workrooms di Facebook «sfrutta sia la realtà virtuale che il web ed è stata concepita per migliorare la capacità dei team di collaborare, di comunicare, di connettersi da remoto, grazie al potere della VR – sia che questo significhi incontrarsi per fare brainstorming o per abbozzare un’idea sulla lavagna, lavorare su un documento, ascoltare gli aggiornamenti del team e socializzare – o semplicemente avere delle conversazioni migliori che vanno avanti in maniera più naturale».

La versione beta appena lanciata può essere scaricata gratuitamente su Oculus Quest 2, un visore di realtà virtuale creato da Oculus (di proprietà di Facebook) disponibile per il momento solo in alcuni paesi (tra cui l’Italia).

Come funzionerà Workrooms?

Insieme al comunicato stampa Facebook ha pubblicato un video in cui è possibile visualizzare un’anteprima dell’interfaccia della piattaforma[2]: in questo video è possibile vedere utenti e relativi avatar compiere alcune mansioni lavorative da remoto, sfruttando proprio Workrooms.

Nello specifico, si tratta di una sala riunioni virtuale a cui è possibile accedere da qualsiasi parte nel mondo. È possibile accedervi con un proprio avatar personalizzabile, usando il visore di realtà virtuale oppure semplicemente con un computer attraverso cui entrare nella stanza virtuale con videochiamata, come è possibile vedere proprio nel video pubblicato da Facebook. Ogni riunione consente la partecipazione in realtà virtuale di sedici persone, mentre in videochiamata possono entrarvi fino a cinquanta.

Avatar e videochiamata su Horizon Workrooms di Facebook

Fonte: Facebook

Per rendere l’esperienza più immersiva, la piattaforma Workrooms permette agli utenti di utilizzare le mani al posto dei controller (generalmente utilizzati negli ambienti di realtà virtuale) per eseguire dei movimenti con il proprio avatar: per questo, però, è necessario attivare la funzionalità “tracking delle mani” presente su Oculus Quest e su Quest 2.

Ogni utente può poi condividere il proprio schermo con i colleghi, inviare messaggi, prendere appunti, mostrare i propri file in realtà virtualescrivere e disegnare su una lavagna condivisa e visibile a tutti, usando un controller ad hoc come se fosse una penna.

Horizon Workrooms di Facebook immagine dell'utente che scrive sulla lavagna virtuale

Fonte: Facebook

Inoltre, il sistema audio spaziale di Workrooms permette agli utenti di sentire e percepire il tono di voce dei colleghi in base alla posizione in cui sono collocai nella stanza virtuale, proprio come se fossero in un ambiente fisico. È anche possibile portare con sé, insieme al proprio avatar, computer e tastiera, rendendo il tutto ancora più realistico.

Facebook punta al metaverso: cosa significa?

Da diversi anni ormai Facebook investe nella realtà virtuale, ma Workrooms sembra riflettere un’ambizione ancora più grande: Mark Zuckerberg vuole che che Facebook venga visto come un metaverso, concetto utilizzato per descrivere un sistema che permetterà, in futuro, di essere all’interno di un ambiente digitale totalmente immersivo.

Al momento Facebook sembra aver abbracciato questa visione più di qualsiasi altra azienda tech, puntando in particolare allo sviluppo di un sistema che permetterà alle persone di sfruttare la realtà virtuale e la realtà aumentata usando avatar abbastanza realistici in grado di aumentare e migliorare la percezione di trovarsi fisicamente nella stessa stanza, anche quando in realtà si è in paesi diversi. Come ha dichiarato Zuckerberg nel post, «Horizon Workrooms rappresenta un altro passo verso il metaverso».

Possedere Whatsapp, Instagram e l’azienda di visori di realtà virtuale Oculus fornisce a Facebook un grande vantaggio in questo senso: l’azienda ha infatti già un accesso privilegiato a una grande quantità di dati relativa a comportamenti online, interessi, preferenze e personalità degli utenti, cosa che consente di sfruttare le informazioni a disposizione per lo sviluppo di un ambiente virtuale piacevole e immersivo.

Provando così a fare chiarezza su un concetto ancora incompreso, Mark Zuckerberg nel post pubblicato fa riferimento a una possibile futura applicazione del metaverso, presentando Workrooms in questo modo: «in futuro lavorare insieme sarà per le persone una delle principali modalità di utilizzo del metaverso».

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