Domenica 24 Giugno 2018
MacroambienteIgnoranza 2.0 nella società contemporanea: idee per combatterla

Ignoranza 2.0 nella società contemporanea: idee per combatterla

Nella società odierna si può parlare di ignoranza 2.0, causata da overload informativo e utilizzo non consapevole delle nuove tecnologie.


Giuliana Maria Volpe

A cura di: Giuliana Maria Volpe Autore Inside Marketing

Ignoranza 2.0 nella società contemporanea: idee per combatterla

In passato l’ignoranza si combatteva puntando sul consolidamento dell’apprendimento e dei suoi processi; metodologia, questa, che ha dato luogo nel tempo alla diffusione e al potenziamento tecnologico e digitale. Nei tempi attuali, al contrario, proprio il grande sviluppo del web, dei social e del mobile sembra sortire l’effetto opposto, facendo approdare l’uomo ad una nuova forma di analfabetismo cognitivo che potrebbe essere definito come ignoranza 2.0.

Come combattere l’ignoranza 2.0 con l’apprendimento

Premettendo che, da sempre, un requisito fondamentale per combattere l’ignoranza risiede nell’apprendimento – ovvero la modificazione di un comportamento a seguito di una ripetuta esposizione a una circostanza nuova e che, di conseguenza, richiede come prerequisiti attenzione e ricettività nei confronti dell’ambiente –, nella moderna ed ipertecnologica società si capisce come il digitale e la tecnologia in generale possano dare un grande impulso all’esposizione e alla sollecitazione dell’uomo a stimoli e circostanze nuove e diverse.

Secondo questa prospettiva, il digitale e le tecnologie hanno un grande impulso nei confronti dei processi di apprendimento, dalla riorganizzazione e ristrutturazione della scuola, ad esempio, all’implementazione di strumenti per migliorare la qualità dei processi di acquisizione di nuove conoscenze e saperi (ad esempio il coding per i bambini). Basti pensare, infatti, a tutte le piattaforme attivate per incrementare e stimolare la discussione sui temi affrontati in classe – come, ad esempio, edmodo, un vero e proprio social educativo per stimolare e responsabilizzare gli studenti verso la tecnologia utilizzando i social – a tutti i programmi e applicazioni che stimolano l’interesse e la motivazione all’apprendimento, senza contare l’incalcolabile impatto della Rete nella ricerca e nel conseguimento di informazioni.

In questa prospettiva, le tecnologie digitali hanno amplificato lo spazio della ricerca, la sua varietà e la velocità di accesso e, al contempo, hanno creato i problemi che rischiano di generare l’ignoranza 2.0, come ad esempio il rischio di dispersione, di superficialità e, soprattutto, di acquisizione e accettazione passiva di informazioni.

Il problema dell’overload informativo e delle bufale

In effetti, nell’attuale società dell’abbondanza e dell’eccesso il problema moderno di implementare dei processi di apprendimento innovativi, tecnologici che possano stimolare e motivare l’uomo ha come rovescio della medaglia la diffusione dell’incapacità di far fronte all’eccesso di informazioni – il cosiddetto overload informativo  che caratterizza l’ignoranza 2.0. Questa incapacità definisce quindi l’ignorante 2.0, ovvero colui che non è in grado di valutare la veridicità di una fonte, colui che crede di essere un esperto di un argomento solo perché ha letto qualche informazione a riguardo, colui che non è capace di scernere un aspetto fondamentale di un argomento da uno superficiale.

Ebbene, se l’ignoranza delle generazioni precedenti era insita nella carenza di informazioni disponibili – il che rallentava se non addirittura peggiorava i processi di apprendimento e la loro efficienza – le generazioni moderne si trovano di fronte al problema opposto: l’incapacità di gestire le innumerevoli informazioni disponibili e la conseguente incapacità di selezionare le principali da quelle secondarie verificandone la veridicità o meno. In altri termini, l’ignoranza 2.0 sembra risiedere nell’incapacità di ragionare e riflettere su quanto si apprende” in virtù di un’accettazione passiva di fronte a quanto si legge, si ascolta, si vede sul web e, in assoluto, su tutti i media, fornendo molto spesso una visione distorta di quello che accade. Riassumendo, dunque, l’ignoranza 2.0 è l’incapacità di imparare ad imparare.

Alcune soluzioni

In un’ottica prettamente didattica, la soluzione al problema dell’ignoranza 2.0 potrebbe essere la ristrutturazione dei processi di apprendimento grazie a percorsi formativi learning centered – attenti alla dimensione cognitiva, metacognitiva, pratico-operativa, affettivo-motivazionale, relazionale-sociale di chi deve apprendere – che valorizzino i saperi naturali dello studente, mettendo in rilievo il suo ruolo attivo e riflessivo nei processi di costruzione e condivisione di conoscenze. In questo modo verrebbero a crearsi, inoltre, le condizioni ideali affinché lo studente interagisca con coetanei e, allo stesso tempo, con adulti – come insegnanti, esperti – e tecnologie, il cui scopo – dalle più tradizionali alle digitali, dalle telematiche a quelle sociali – è quello di costituirsi come dei “partner intellettuali”, ovvero come degli strumenti che portino a pensare e mettere in discussione tutto.

A questo punto, la classe diventerebbe una vera e propria knowledge-building community, in cui tutti i membri sono attivi promotori di conoscenze, di interdipendenza e imparano a discernere tra saperi formali, informali e non formali oltre ad utilizzare in maniera consapevole e intenzionale le tecnologie, impararando ad apprendere e, di conseguenza, riducendo l’ignoranza 2.0.

In conclusione, volendo applicare il modello didattico appena descritto alla realtà extra-scolastica, la soluzione per ridurre l’ignoranza 2.0 potrebbe essere quella di stimolare e potenziare nell’uomo contemporaneo le capacità selettive e il suo “meta-apprendimento”, il che presupporrebbe il potenziamento delle abilità di selezione e comprensione grazie alla riflessione costruttiva su quanto si apprende. Questo condurrebbe, conseguentemente, l’uomo ad implementare e ad utilizzare un tipo di ragionamento dubitativo che lo spinga a non ricercare conferme implicite a causa del bias della conferma. In altre parole, bisognerebbe rendere l’uomo un moderno Socrate, consapevole di non potere sapere tutto ma, proprio per questo, in grado di sapersi orientare nel contesto moderno caratterizzato dalla ricchezza e dall’eccesso in ogni settore della vita.

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