Venerdì 05 Marzo 2021
MacroambientePerché la svolta green, sostenibile e circolare di IKEA ora passa anche dal vendere pezzi di ricambio per mobili

Perché la svolta green, sostenibile e circolare di IKEA ora passa anche dal vendere pezzi di ricambio per mobili

Era una cosa che il big svedese del furniture non aveva mai fatto, nonostante fosse esperto nel vendere mobili "a pezzi" da rimontare a casa. Se ora IKEA ha scelto di vendere ricambi ufficiali, probabilmente già entro fine 2021 e inizialmente solo online, è per evitare che vengano buttati oggetti ancora utilizzabili.

IKEA vende pezzi di ricambio per allungare la vita dei propri mobili, essere più sostenibile e raggiungere la completa circolarità per il 2030

IKEA vende pezzi di ricambio per i propri mobili e continua così la scalata verso la completa circolarità, obiettivo che l’azienda si è posta di raggiungere entro il 2030. Ad anticipare la notizia è in un’intervista a Financial Times Lena Pripp-Kovac, chief sustainability officer per Inter IKEA Group.

Non c’è ancora una data precisa a partire dalla quale chiunque ne abbia bisogno potrà trovare pezzi di ricambio ufficiali per i mobili IKEA, ma con ogni probabilità ciò dovrebbe avvenire già entro la fine del 2021. Inizialmente comunque sarà solo online, forse in un’apposita sezione dei negozi virtuali IKEA, che si potranno trovare piedi dei divani, ante e scaffali dei mobili da cucina, viti e bulloni e ogni altro ricambio di cui si potrebbe aver bisogno per mantenere in vita più a lungo i propri mobili IKEA.

Parola d’ordine: evitare gli sprechi. così ora ikea vende pezzi di ricambio per i propri mobili (e non solo)

Quello che fin qui sembrava strano era infatti che un’azienda che ha da sempre fatto del vendere mobili e accessori per la casa da montare dopo l’acquisto un forte elemento di riconoscimento non avesse in catalogo anche singoli ricambi con cui i più pratici di bricolage e fai da te potessero sostituire le parti vecchie e usurate, evitando di buttare mobili per il resto ancora in buone condizioni e perfettamente utilizzabili. Uno spreco, quest’ultimo, soprattutto da un punto di vista ambientale, inaccettabile per un’azienda per numerosi altri versi impegnata a promuovere stili di vita più sostenibili: basti pensare, per esempio, che qualcuno ha paragonato il catalogo IKEA 2021 a una rivista di green lifestyle e che, ultima in ordine di tempo, è arrivata la notizia di una partnership tra IKEA e Too Good To Go contro lo spreco alimentare con al centro le famose polpettine svedesi. Che IKEA vende pezzi di ricambio per i propri mobili o, perlomeno, che comincerà a farlo in un futuro (molto) prossimo sembra, così, un’importante virata di rotta.

Non che nei mesi scorsi ne siano mancate di altrettanto rilevanti. Alcuni negozi IKEA hanno cominciato a ricomprare vecchie librerie BILLY, uno dei prodotti più amati del catalogo dell’azienda, in cambio di un buono sconto per il cliente (fino al 50% del valore originario). Ciò è avvenuto prima che in Svezia, a Eskilstuna, aprisse il primo negozio IKEA di seconda mano e che il brand trasformasse il Black Friday 2020 in un “Green Friday”, dando la possibilità ai propri clienti di riportare in store per una valutazione vecchi mobili che non utilizzavano più.

Nel punto vendita di San Giuliano Milanese, ancora, è stato da poco aperto il primo IKEA Circular Hub italiano: una sorta di angolo delle occasioni ma con un numero maggiore di oggetti di seconda mano, riparati e acquistabili a prezzi conventi e, allo stesso tempo, un luogo in cui i più curiosi potranno imparare come, dal recupero dei mobili in migliori condizioni allo stoccaggio e al riciclo delle singole parti, si concretizza l’idea di circolarità all’interno dell’azienda e, soprattutto, dotato di un angolo dedicato al Learn&Share di buone pratiche per vivere, ogni giorno e nel proprio piccolo, esistenze più sostenibili.

Il filo rosso tra queste iniziative è stata soprattutto la promessa di riciclare in qualche modo anche tutto ciò che non può essere rimesso a nuovo e rivenduto nell’angolo occasioni. Ancora a Financial Times, del resto, l’amministratore delegato IKEA si è detto convinto che la sostenibilità possa dirsi davvero tale solo se è alla portata di tutti. Sicuramente l’azienda ha ancora parecchio da fare per raggiungere l’obiettivo della completa circolarità entro il 2030: ci sarà da lavorare soprattutto su materie prime e materiali utilizzati per la realizzazione dei propri mobili che non si può dire ancora siano completamente riciclati o riciclabili, nonostante il 2020 sia stato l’anno in cui l’azienda ha dichiarato di essere riuscita ad approvvigionarsi il 98% del legno da fonti certificate per la sostenibilità e il riciclo per esempio.

Vendere pezzi di ricambio ikea è (anche) un modo per riposizionarsi?

Svolta green a parte, il fatto che IKEA vende pezzi di ricambio per i propri mobili potrebbe anche essere un tentativo di riposizionamento. È innegabile, infatti, che c’è stata fin qui almeno una fetta di consumatori che ha continuato a percepire mobili e accessori IKEA come beni usa e getta. Allungare il ciclo di vita del prodotto , obiettivo dichiarato della scelta di cominciare a vendere anche pezzi di ricambio ufficiali IKEA, dovrebbe aiutare in questo senso a migliorare la percezione degli stessi come beni durevoli e anche di maggior qualità. Allo stesso scopo potrebbe servire anche limitare tiratura e disponibilità di ogni singolo oggetto in catalogo per esempio. Non sembrerebbero esserci però, almeno al momento, piani di questo tipo: significherebbe, infatti, rinunciare a un elemento altrettanto distintivo del catalogo IKEA come l’accessibilità nei prezzi e, anzi, per tornare alle parole di Lena Pripp-Kovac, la disponibilità di pezzi di ricambio dovrebbe rendere i mobili e gli accessori del brand più sostenibili anche in termini economici.

È una preoccupazione, quella di assicurarsi che i propri prodotti sopravvivano nel tempo, superflua per un love brand come IKEA? In parte sì, secondo la BBC. Non è un mistero, infatti, che ci siano oggetti IKEA, come la già citata libreria BILLY o lo sgabello EIFRED trasformato in questi mesi di pandemia in feticcio da tanti lavoratori in smart working e remote working, già diventati cult. Ci sarebbero, però, anche numerosi siti d’asta in cui mobili e accessori IKEA di qualche decennio fa sono trattati come oggetti da collezione, oggetti vintage e battuti, cioè, a prezzi meno accessibili e decisamente più “premium” di quelli originali.

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