Social Media Monitoring: quali i vantaggi?

Il Social Media Monitoring è ora un'azione necessaria per le aziende in rete. Come strutturarla efficacemente?

Social Media Monitoring: quali i vantaggi?

Chi utilizza il web lo sa bene: i social media, per la loro natura mutevole, non sono canali su cui poter improvvisare una campagna e/o una strategia di comunicazione. La complessità di questi macrocosmi in continua evoluzione richiede, infatti, un’attenta attività di pianificazione e di analisi dei risultati.

Con la nascita dei social media la rete è diventata uno strumento di conversazione bidirezionale tra consumatori e azienda: quest’ultima rende partecipi i propri consumatori che possono così influenzare le strategie e le tattiche dell’azienda.

I  social media sono, dunque, diventati strumenti di costruzione dell’immagine del brand: ne deriva che, specialmente on line, un’azienda è il risultato di ciò che fa (e non fa) per promuoversi.

L’attività del Social Media Monitoring sta così diventando sempre più importante nell’analisi della propria reputazione in rete: attraverso la lettura delle conversazioni che avvengono su social, blog, siti ecc., è possibile sapere in maniera analitica in che misura ed in che modo i consumatori si esprimono su un determinato brand.

Partendo da un’analisi in tempo reale, si può agire prontamente modificando le strategie adottate, prevenendo le crisi (i cosiddetti #epicfail) ed ottimizzando il lavoro in itinere.

Prima di intraprendere qualsiasi strategia social, un buon Social Media Manager dovrebbe, per questi motivi, tenere in considerazione tre aspetti:

  1. analizzare i competitors, le loro strategie e valutare come agiscano in rete;
  2. definire metriche che consentano di misurare in maniera efficace le strategie social che si vogliono adottare e gli obiettivi che si vogliono raggiungere;
  3. stabilire nel dettaglio le attività di monitoraggio che permettano al responsabile social di gestire correttamente le attività di ascolto e stabilire preventivamente strategie di crisis management.

In linea generale, secondo la società informatica Talkwalker, un buon progetto di Social Media Monitoring può essere suddiviso in cinque fasi distinte: ricerca, monitoraggio, focus, analisi e reporting.

La fase di ricerca, che apre il progetto di Social Media Monitoring, è sicuramente la più importante: è in questo momento, infatti, che vanno stabilite le keywords (short o long) da tenere sotto controllo e vanno specificati:

  • il nome dell’azienda, con le possibili variazioni e/o errori;
  • le persone chiave, monitorando le mention, i tweet e gli account social delle figure importanti dell’azienda;
  • le keywords del settore, per comprendere  come posizionarsi all’interno del mercato;
  • la concorrenza, per confrontare e valutare in che modo opera sul mercato.

Una volta stabilito il proprio terreno di ricerca si passa alla fase successiva, quella che riguarda un primo monitoraggio utile per avere una embrionale impressione sulla campagna e sul funzionamento delle parole chiave scelte precedentemente. Tramite tool di analisi è possibile isolare i grafici di tendenza, che riportano il tempo di frequenza di una mention nei social analizzati: in questa fase è possibile rilevare anche i dati anomali (outlier) che si sono avuti in un determinato lasso di tempo.

Bisogna comunque considerare che si tratta di una fase preliminare che servirà specialmente per avere un’idea della performance dell’azienda sui social, in base a determinati argomenti e parole chiave.


A firma di: Angelo Gargiulo Contributor
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