Imparare a fare business con la gamification: una missione possibile

Una formazione efficace a base di gamification per gli operatori del settore business? È una possibilità data da alcune piattaforme web.

Imparare a fare business con la gamification: una missione possibile

Le vie dell’apprendimento sono infinite, così come lo sono le possibilità offerte dal web. Quando poi entra in gioco la formazione manageriale, il rapporto osmotico tra digitale e canali tradizionali riesce a dare i suoi frutti migliori, soprattutto se riesce a coniugare la velocità tipica del social e la sempre efficace pratica dell’esperienza sul campo. È qui che nasce Lebu, acronimo di Learning Business, piattaforma web che mette a disposizione degli operatori del settore corsi di marketing, innovazione, leadership disponibili in qualunque momento della giornata e di breve durata, leggeri ma non privi di spessore, utili per aggiornamenti costanti e puntuali.

Come avviene per le idee più innovative nate sulle piattaforme web, anche Lebu si avvale della gamification come strumento di engagement per i propri clienti, facendo del divertimento la leva principale dell’apprendimento online: raggiungere obiettivi, superare livelli, ottenere ricompense e scalare le classifiche sono un ottimo fattore motivazionale per tutti gli allievi a scuola di business. A proposito della gamification, “per non essere presi troppo poco sul serio – spiega Giancarlo Novara, CEO di Lebu – i primi ostacoli da superare sono in fase di vendita. È sempre opportuno non esagerare e tramutare tutto in gioco. Per noi di Lebu serietà e gioco possono andare a braccetto, svecchiando l’ambito della formazione: non è detto che serio sia sinonimo di pesante e noioso. Con la gamification anche l’apprendimento diventa leggero e ingaggiante”.

Giancarlo Novara

Giancarlo Novara, CEO di Lebu

Imparare a fare business si rivela, dunque, un percorso multiforme, una sorta di grande aula in cui le lezioni frontali trovano validi alleati nei contributi formativi online che, spesso, anticipandone gli argomenti, creano maggiore hype e curiosità. E le due modalità d’apprendimento non si escludono a vicenda, determinando un modus operandi che esclude ogni logica di “aut aut”. Accanto agli ormai necessari canali social e digitali (basti pensare a LinkedIn), il mondo del lavoro non può dimenticare le tradizionali forme di visibilità ed informazione, come testimonia l’esperienza di Lebu. “Ormai per proporsi al meglio nel mondo del lavoro esistono corsi specifici, trucchi e tanto altro ancora per rendersi appetibili; alle aziende spetta il compito di capire come trasformare la propria esperienza in digitale e la via più consapevole da percorrere è quella della sperimentazione, afferma Giancarlo Novara.

Un concetto, quello di sperimentazione, che Lebu riporta al suo significato primario, ossia l’esperienza accompagnata da una guida, così come quando s’impara ad andare in bicicletta: sbagliare è una certezza, ma avere al proprio fianco qualcuno che ci indichi il metodo più semplice per non sbagliare, attraverso il confronto e il reciproco scambio, è la strada giusta per iniziare ad imparare. La regola vale anche per il business. “In fondo – commenta ancora Giancarlo Novara – le grandi startup e gli incubatori fanno questo, sono una guida per chi ha una buona idea. Non ci sarà mai nulla che non ti fa sbagliare, ma almeno è possibile imparare”.


A firma di: Laura Olivazzi Contributor
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