Venerdì 15 Novembre 2019
MarketingIl ruolo degli influencer nella promozione di iniziative no profit: non solo raccolta fondi

Il ruolo degli influencer nella promozione di iniziative no profit: non solo raccolta fondi

Qualche esempio sull'importanza degli influencer nella promozione di iniziative no profit e consigli su come coinvolgere i propri seguaci.


Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore
Il ruolo degli influencer nella promozione di iniziative no profit: non solo raccolta fondi

«Al crescere della propria visibilità in Rete, cresce anche la propria responsabilità» sostiene Luca la Mesa, Presidente di P&G Alumni Italia. In che modo, allora, gli influencer – che possono avere un grande impatto sui loro follower – sfruttano tale notorietà, soprattutto per promuovere cause di una certa rilevanza? In un’intervista a margine del Marketers World 2019, l’esperto ha sottolineato il ruolo chiave degli influencer nella promozione di iniziative no profit.

Che importanza hanno gli influencer nella promozione di iniziative no profit?

Quando un influencer pubblica un contenuto «assolutamente banale» è come se stesse «rubando a 100mila follower un secondo di vita […] filosoficamente, dico che hai rubato, con un contenuto banale, 100mila secondi di vita ai tuoi follower», ha dichiarato Luca La Mesa per sottolineare la possibilità di un influencer di avere un impatto positivo sulla società. Quest’enorme potenziale, come sostiene l’esperto, non andrebbe sprecato. Infatti, se «capisci che al crescere della tua visibilità puoi attivare le community intorno alle cause, allora c’è un effetto volano incredibile».

Per Luca La Mesa è valida la logica secondo cui «la vera beneficenza va fatta in silenzio», tuttavia, come aggiunge, «se utilizziamo i social in maniera sana, “non per farci belli” ma per attivare le community» è possibile ottenere «un risultato ancora maggiore», amplificato.

A questo proposito, nel corso del suo intervento all’evento Marketers World 2019, Luca La Mesa ha ricordato l’episodio in cui un suo amico ha fatto un appello sui social relativo alla necessità di ottenere delle coperte da distribuire ai senza dimora durante i mesi in cui si registra un clima più freddo. Insieme hanno reso l’iniziativa virale sul web, con diversi calciatori che hanno risposto all’appello e migliaia di coperte regalate in diverse città del paese. L’iniziativa è stata notata anche da Ikea, che ha deciso di donarne altre migliaia: si tratta, dunque, di un chiaro esempio di come i social possono essere usati per spingere le persone a sposare cause importanti.

Un’iniziativa spontanea tra amici a Roma è diventata in pochi giorni qualcosa di più importante.#Ikea ha apprezzato…

Pubblicato da Luca La Mesa su Venerdì 13 gennaio 2017

Come spingere i follower a prendere parte a iniziative no profit (al di là dellA raccoltA fondi)?

Un modo molto diffuso di sfruttare l’influenza che tali individui hanno per spingere le persone ad aderire a cause sociali o ambientali è attraverso la raccolta fondi: un esempio è quello dei noti content creator The Jackal che hanno realizzato un video in cui invitano il pubblico a effettuare delle donazioni all’associazione no profit “Action Aid” per supportare dei bambini in Africa. Video di questo tipo vengono condivisi sui social network rapidamente, raggiungendo un grande numero di persone.

Iniziative simili sono fondamentali; in un’intervista ai nostri microfoni, però, Luca La Mesa ha proposto delle strategie alternative per portare i propri seguaci a sostenere cause no profit di diverso tipo. L’iniziativa da lui presentata, chiamata “Una Donazione Con“, consente di minimizzare i rischi spesso associati alla richiesta di donazioni in denaro (per esempio per l’impossibilità di assicurare un’adeguata gestione dei fondi raccolti), proponendo un format che tutti gli influencer possono replicare facilmente e in maniera sicura.

“Vuoi conoscere il tuo influencer preferito? allora vieni con lui a donare il sangue!”

Ricordando che molti fan farebbero qualunque cosa per incontrare di persona i loro influencer o i personaggi che più ammirano, Luca La Mesa ha sfruttato una strategia molto semplice ed efficace per coinvolgere gli utenti: l’idea era far incontrare influencer e fan, invitando questi ultimi a partecipare ad attività a scopo sociale. Il primo caso menzionato dall’esperto è stato quello di un influencer che ha proposto ai suoi fan di andare a donare il sangue e poi fare colazione insieme. Da questa prima esperienza, Luca La Mesa ha cercato di replicare il format «in tutte le possibili declinazioni», con dei risultati molti interessanti. Esistono, comunque, tante possibilità diverse: per esempio, recarsi in un canile con un attore, visitare case famiglia con un cantante o pulire spiagge insieme all’atleta preferito. Il coinvolgimento in esperienze come queste aiuta a far rimanere più facilmente impresso nella mente delle persone lo scopo di tali azioni.

Come spiega l’esperto, «esistono tantissime realtà che utilizzano l’aspetto economico», cioè un format del tipo «“paghi 6mila euro, incontri l’influencer importante”» e che sono molto utili se lo scopo è quello della raccolta fondi. Una seconda tipologia di strategia, ovvero quella presentata da Luca La Mesa, punta invece a«essere una ricerca di un’esperienza congiunta. Non è una donazione per una causa, ma è una donazione con qualcuno». L’idea di base è proporre «un’esperienza fisica» nella speranza che i fan continuino, per esempio, a «donare il sangue, a pulire magari un parco […] o a visitare una casa famiglia senza l’influencer», ma semplicemente perché tale esperienza li ha segnati in qualche modo. Anche se la spinta parte dalla voglia di conoscere una figura pubblica o una celebrità, l’obiettivo ultimo è quello di stimolare la partecipazione autonoma degli utenti, in futuro.

come motivare i propri follower a SPOSARE cause IMPORTANTI: ALCUNI ESEMPI

Daniele Sandri e Gracia de Torres durante l'iniziativa nata nell'ambito del movimento

Daniele Sandri e Gracia de Torres durante l’iniziativa nata nell’ambito del movimento “Una Donazione Con” e organizzata in collaborazione con Retake Roma. Fonte: eipass.com

Nell’intervista ai nostri microfoni, Luca La Mesa ha menzionato diversi case study che illustrano il potenziale impatto degli influencer nella promozione di iniziative no profit. Gli esempi dimostrano anche come un modello come quello di “Una Donazione Con” possa essere facilmente replicato per cause di diverso tipo.

Si è fatto riferimento al campione di basket Daniele Sandri che lo scorso anno ha vinto il campionato con la Virtus. L’atleta ha proposto ai suoi fan di trascorrere due ore insieme pulendo alcuni quartieri della città di Roma. L’iniziativa è stata amplificata grazie anche al coinvolgimento dei fan della moglie dello sportivo (modella e concorrente del programma LIsola dei Famosi).

Un’iniziativa simile è stata proposta da Luca La Mesa ed è stata accolta in maniera positiva dagli influencer Nick Pescetto e Giulia Calcaterra, che nei prossimi mesi infatti inviteranno i propri fan a unirsi alla pulizia delle spiagge.

Nick Pescetto al Marketers World 2019.

Nick Pescetto al Marketers World 2019.

Un altro esempio presentato dall’esperto è stato il torneo FIFA che ha contato sulla partecipazione di diversi campioni dei Mkers (una «tra le più forti squadre europee del mondo degli eSports») che potevano essere sfidati dai diversi partecipanti in un match. Per iscriversi al torneo era necessario portare con sé dei videogiochi, che successivamente i fondatori del movimento #UnaDonazioneCon hanno portato presse alcune case famiglia.

Torneo di FIFA con Mkers organizzato nell'ambito del movimento #UnaDonazioneCon. Fonte: esportsmag

Torneo di FIFA con Mkers organizzato per il movimento #UnaDonazioneCon. Fonte: esportsmag

Riprendendo ancora il format, il campione di freestyle calcistico Swann Ritossa ha chiesto ai ragazzi delle scuole calcio in cui si esibisce di donare le maglie delle divise ai bambini delle case famiglia.

Pubblicato da Luca La Mesa su Lunedì 10 giugno 2019

Non È necessario essere un “super influencer” per avere un impatto positivo sugli altri

L’importanza degli influencer nella promozione di iniziative no profit è evidente, anche se, come ha sottolineato Luca La Mesa, «non c’è bisogno di essere dei super influencer per organizzare queste iniziative». Egli ha infatti spiegato: «Conoscete qualche influencer da 20mila, 30mila e 50mila follower che è interessato alla tematica dei canili? Ok, presentatemelo e lui può dire ai suoi fan: “ci vediamo sabato, in quel canile, portate del cibo e passiamo due ore insieme”». Se non si ha modo di contattare influencer, allora, bisognerebbe provare a farlo senza il loro coinvolgimento, proprio perché l’idea in questione è facile da riproporre, in tanti contesti e a scopi diversi: «Prendi questa idea, falla tua e cambiala. Organizza il raduno dei ragazzi del liceo, ma portali tutti quanti in un canile piuttosto che farli incontrare magari in un ristorante».

Ogni persona possiede una rete di contatti, che può essere più o meno ampia, ma che se sfruttata nel modo giusto può contribuire in qualche misura a migliorare la qualità di vita di qualcuno o lo stato “di salute” del nostro pianeta.

L’importante, alla fine, è riuscire a stimolare gli altri a prendere parte ad attività a scopo sociale o ambientale, segnalando un problema, una difficoltà o una causa da sposare insieme.

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