Sabato 20 Ottobre 2018
MacroambienteImprese e società in aumento al Sud: il Mezzogiorno riparte?

Imprese e società in aumento al Sud: il Mezzogiorno riparte?

Per la prima volta dopo il 2008 il Sud presenta segnali di ripresa e dinamismo imprenditoriale: in aumento imprese e società.


A firma di: Giovanna D'Urso Contributor
Imprese e società in aumento al Sud: il Mezzogiorno riparte?

Il 2016 può essere visto come l’anno di svolta del Mezzogiorno dopo ben otto anni segnati da crisi o debole crescita. Conferme arrivano dal “Check-up Mezzogiorno” di Confindustria e Centro studi SRM che mostra come il tessuto imprenditoriale meridionale conti attualmente 1,7 milioni di imprese, registrando così una crescita di oltre 10mila attività rispetto al 2008. Solo tra aprile e giugno 2015, presso il registro delle imprese delle camere di commercio, si sono registrate 38mila nuove imprese, di cui il 40% è al Sud.

Si rafforza anche il numero di società di capitali: gli aumenti maggiori sono stati in Basilicata (+8,6%) e Calabria (+7,9%). È la Campania, però, a essere la regione con più società di capitali (oltre 99mila) e, insieme alla Basilicata, con PMI e imprese, con un valore medio di aumento del fatturato che si attesta intorno al 6%. Inoltre, c’è stata una riduzione del numero medio di procedure fallimentari effettuate nel primo trimestre 2016, in particolare in Basilicata e Abruzzo.

Nel 2015 sono nate soltanto nel Mezzogiorno 10mila nuove società, con una crescita del 7,4% circa rispetto al 2014. Le motivazioni possono risiedere nell’opportunità di costituire una s.r.l. semplificata, nuova forma giuridica introdotta nel 2012 per incentivare l’imprenditorialità.

Anche il maggior numero di nuove imprese, comunque, si registra in Campania, la cui crescita è stata negli ultimi due anni del 10,7%. Un contributo importante all’economia meridionale arriva dalle imprese giovanili, di cui si possono contare circa 220mila unità attive. Solo nella provincia napoletana operano 33.414 imprese, pari al 6% del totale nazionale.

Altra tipologia d’impresa con grande impatto sul territorio del Sud è quella delle startup innovative. La regione con la più alta percentuale è la Campania (330 startup), seguita da Sicilia (289 startup) e Puglia con (229).  Rispetto ad aprile 2015, il Mezzogiorno ha registrato, dunque, una crescita pari al 39,2%, mentre il Centro-Nord pari al 32,9%.

Dall’ultimo rapporto SVIMEZ emerge un Sud più dinamico e competitivo, con PIL aumentato dell’1%, contro lo 0,7% del Centro-Nord e lo 0,8% nazionale. Per la prima volta a crescere sono stati i consumi (+0,3%)  e gli investimenti (+0,8%). Segnali positivi, ma che – seppur  accompagnati da un notevole incremento di attività imprenditoriali – non sono ancora in grado di colmare il quasi mezzo milione di occupati persi in otto anni di crisi. Il Meridione, infatti, è caratterizzato da una bassa partecipazione al lavoro che, con un tasso di attività del 53,1%, risulta essere ancora inferiore rispetto alle aree del Centro-Nord ed è proprio questo il paradosso più grande, perché la Campania registra una notevole dinamicità imprenditoriale. Il tasso di disoccupazione più alto, comunque, è in Calabria (24,6%).

La ripresa del Sud Italia presenta, quindi, luci ed ombre. Se infatti da un lato c’è un tessuto imprenditoriale che torna a crescere e a essere competitivo, dall’altro lato ci sono ancora tassi di disoccupazione giovanile e femminile negativi. Dalla fotografia di Confindustria, inoltre, emerge che vi è un aumento delle imprese attive, ma nella maggior parte dei casi si tratta di micro e piccole imprese. Per questo motivo, dunque, non sono né in grado di soddisfare la domanda di occupazione del territorio né il più delle volte di fare rete.

Le regioni del Sud per ripartire davvero necessiterebbero di investimenti e, soprattutto, di una visione integrata delle risorse e delle capacità dei propri territori. Serve guardare al proprio territorio come a un sistema produttivo integrato con specifici fabbisogni occupazionali, infrastrutture e servizi a cui le imprese nuove devono riuscire a dare una risposta adeguata.

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