Venerdì 23 Ottobre 2020
ComunicazioneLinkedIn Stories: la nuova funzione del social arriva anche in Italia

LinkedIn Stories: la nuova funzione del social arriva anche in Italia

Dopo Snapchat, Instagram e WhatsApp, arrivano le LinkedIn Stories: cosa prevede e a cosa servirà questa funzione sul social "professionale"?


Simona Rossi
A cura di: Simona Rossi Autore
LinkedIn Stories: la nuova funzione del social arriva anche in Italia

Ne è passato di tempo da quando LinkedIn era un semplice punto d’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Oggi, con oltre 500 milioni di utenti iscritti in 200 paesi, come si legge sul sito ufficiale, la piattaforma di proprietà del gruppo Microsoft è diventata un social network a tutti gli effetti. Nel tempo si sono moltiplicate le forme di interazione tra i professionisti, così come le possibilità di scoprire e produrre contenuti interessanti grazie, ad esempio, alla funzione “Publishing”. Lo stesso algoritmo che regola il feed è stato più volte aggiornato per favorire i contenuti di qualità, senza dimenticare le novità introdotte per chi cerca lavoro. In quanto social network – seppur di natura più propriamente professionale – comunque non è esente da contaminazioni. Il 2018 è stato l’anno degli hashtag , il 2019 quello delle reaction su LinkedIn, mentre il 2020 ha visto l’avvento delle LinkedIn Stories.

Linkedin stories: come funzionano e a cosa servono?

Ad annunciare per primo la nuova funzione è stato Pete Davis, head of content products di LinkedIn, in un blog post ufficiale: «Stiamo attualmente testando le LinkedIn Stories internamente e non vediamo l’ora di testarle con i nostri membri nei prossimi mesi. Abbiamo già imparato così tanto sulle possibilità uniche che le Stories possono offrire in un contesto professionale. Ad esempio, il formato Stories è ottimo per condividere momenti chiave di eventi di lavoro e lo stile narrativo full-screen semplifica la condivisione di consigli e trucchi per lavorare in modo più efficiente […] Non vedo l’ora di scoprire come le storie renderanno più creativo e autentico il modo in cui gli utenti condividono la loro vita lavorativa, in modo che possano costruire e coltivare le relazioni necessarie in un’ottica di produttività e di successo professionale».

Proprio come su Instagram e Snapchat, le LinkedIn Stories – disponibili solo nella versione mobile – sono costituite da foto o video della durata massima di 20 secondi, che scompaiono dal feed dopo 24 ore, a cui è possibile aggiungere brevi testi e GIF. Non mancano poi i tag, attraverso cui menzionare gli utenti con la classica chiocciola (@), e gli adesivi per interagire con i contenuti, come lo sticker “La domanda del giorno”, una forma di interazione diretta e sicuramente meno formale del classico post.

Un esempio di utilizzo delle nuove LinkedIn Stories.
Fonte: LinkedIn

L’obiettivo è quello di arricchire il profilo social degli utenti con le esperienze professionali, in quello che potrebbe essere una sorta di racconto virtuale della propria giornata lavorativa. La nuova funzionalità sembrerebbe una risposta all’aumento delle conversazioni intavolate dagli utenti e del relativo livello di engagement che ha contraddistinto la piattaforma nell’ultimo periodo. Inoltre, rappresenta anche un modo per attirare le nuove generazioni, sempre più abituate a pensare e a comunicare in formato verticale, e aumentarne il tempo medio di permanenza sulla piattaforma.

Per il momento l’opzione è stata resa disponibile in Brasile, Australia, Emirati Arabi, Francia e Paesi Bassi e da ottobre 2020 è approdata anche in Italia. Non è sicuro, per ora, se sarà possibile integrare le funzionalità di advertising inserendo degli annunci pubblicitari tra un contenuto e l’altro.

Dall’insuccesso di student voices alle stories

Se quella delle LinkedIn Stories potrebbe sembrare una scelta insolita per una piattaforma che ha sempre puntato sul concetto di professionalità, tecnicamente non è la prima volta che LinkedIn testa questo formato.

Nel 2018, infatti, la piattaforma lanciò una funzione simile, chiamata “Student Voices“. Disponibile solo per gli studenti universitari americani, “Student Voices” consentiva agli utenti di LinkedIn di pubblicare dei brevi video in una “Campus Playlist” che rimaneva nella parte alta del feed per una settimana. L’obiettivo era quello di creare uno spazio riservato agli studenti dove condividere le attività accademiche svolte, i progetti seguiti e la vita da campus. Tuttavia, nonostante il successo iniziale, la funzione è rimasta confinata in una versione di test.

LinkedIn Student Voices - Esempio

Sarà questo anche il destino delle LinkedIn Stories? I pareri sono discordanti: c’è chi appare contrariato e chi, invece, ne è già entusiasta. Sicuramente quello delle Stories è ormai un formato diffuso e che funziona in termini di engagement. Sarà sicuramente interessante vedere come lo useranno gli utenti nell’ambito di un social professionale come LinkedIn e soprattutto capire come la piattaforma riuscirà a differenziarsi dai competitor , allontanandosi dal concetto di “social d’intrattenimento”, valorizzando il lavoro di chi (ancora) lo utilizza per fare business.

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