Incredibile, Adblock Plus denunciata dai tedeschi!

Adblock Plus sarebbe colpevole di ledere la concorrenza online e, quindi, di essere illegale.

Incredibile, Adblock Plus denunciata dai tedeschi!

È il pugno nello stomaco degli editori online, il bodyguard degli internauti. Stiamo parlando di AdBlock Plus, il celeberrimo plugin nato per Mozilla Firefox e poi diffuso anche su Google Chrome, Opera ed Internet Explorer. Ebbene, l’estensione è stata denunciata da un gruppo di aziende di marketing tedesche, che hanno depositato una causa contro Eyeo GmbH – proprietaria di ABP – presso la Corte Distrettuale di Monaco. Secondo queste società, l’estensione sarebbe colpevole di ledere la concorrenza, attraverso la propria whitelist, giudicata anti-competitiva e, quindi, illegale. Nello specifico, è dal 2011 che ABP consente alle aziende di essere escluse dal filtro per la pubblicità, dietro pagamento di una ingente somma di danaro, così da essere considerate non invadenti per gli internauti. È chiaramente un pesante paradosso, soprattutto se si calcola che le somme di danaro in questione possono essere pagate solamente dalle grandissime aziende, come Google ed Amazon, facendo fuori – di fatto – quelle piccole e medie. Ed è proprio quest’ultimo punto a costituire la base della denuncia delle società tedesche, stufe di essere svantaggiate dal sistema di ABP. 
Ora, iniziamo col dire che, in origine, ABP bloccava senza discriminazione alcuna qualunque tipo di pubblicità. Ma, come abbiamo visto, dal 2011 la situazione è un po’ cambiata. Del resto, il web da sempre concretamente vive di pubblicità e, di conseguenza, un’estensione anti-advertising è certamente un colpo mortale per l’economia della rete. Tuttavia, il web è costituito non solo da pubblicità che potremmo definire “accettabili” ma anche da un modo di fare advertising invasivo, dannoso e spesso pericoloso per gli internauti: quindi, un minimo di filtraggio è senz’altro necessario per non minare la qualità della propria esperienza online. Per concludere, con la speranza che i paradossi di ABP possano presto essere risolti, è chiara l’esigenza di dover inaugurare l’era della discussione disinteressata e scevra da pregiudizi su cosa è giusto o non giusto filtrare per l’utente finale.


A firma di: Michele Romano Contributor
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