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Domenica 16 Dicembre 2018
MarketingInfluencer marketing e livestreaming

Influencer marketing e livestreaming

L'influencer marketing visto da una influencer: l'intervista a Rossella Canevari, scrittrice e livestreamer italiana.


Gerardo Grasso
A cura di: Gerardo Grasso Autore Inside Marketing
Influencer marketing e livestreaming

Un felice connubio tra innovazione tecnologica, storytelling e influencer marketing: è questa, in sostanza, l’iniziativa che vede Rossella Canevari, scrittrice e affermata periscoper italiana – nonché creatrice,assieme a Chiara Beretta Mazzotta, di LiveStreming Italia, la community di Livestreamer italiani – impegnata a promuovere il suo quarto romanzo, “Ogni giorno come fosse l’ultimo”, in una singolare joint-venture con Plantronics, leader mondiale in soluzioni audio per la comunicazione. Rossella è la protagonista di un Livestreaming Tour per raccontare live, attraverso i propri account Periscope, YouTube e Facebook Live, un lungo viaggio all’insegna del Made in Italy. Le prime due tappe sono state al Salone del Libro di Torino.

In una intervista con Rossella abbiamo avuto l’opportunità di analizzare il tema dell’influencer marketing da una prospettiva differente rispetto a quella dei brand o delle aziende e cioè dal punto di vista di un vero influencer. Rossella ci ha fornito preziosi elementi di riflessione e, da Periscoper raffinata quale è, ha esaltato i benefici del livestreaming come strumento strategico essenziale per preservare l’immediatezza e l’integrità di un vero influencer.

In che modo social come Periscope (e in generale le dirette live) possono integrarsi in una strategia di influencer marketing?

La piramide di gradimento del pubblico rispetto ai contenuti sul web è molto esplicativa: le dirette live sono al primo posto, seguite da video caricati dopo essere stati girati, le foto e contenuti testuali.
Il livestreaming è certamente lo strumento del momento, capace di integrarsi naturalmente in una strategia di marketing e adatto a veicolare gli spettatori in una realtà senza filtri e censure. I video live – realizzati attraverso Facebook, Periscope e Youtube – sono dunque un efficace strumento di marketing, in grado di non tradire le aspettative dello spettatore, non solo i millennial ma anche una fascia di età più elevata ormai delusa dalla tv tradizionale con i suoi insistenti e sguaiati bombardamenti pubblicitari.

Quali sono i criteri in base ai quali un influencer stabilisce di collaborare con un’azienda?

Ecco alcune regole, a mio avviso, fondamentali: innanzitutto, rimanere fedeli a se stessi/alla propria identità accettando di rappresentare brand che genuinamente piacciono e rispecchiano la personalità del livestreamer. La trasparenza è un’altra regola: dichiarare sempre quando nascono collaborazioni o quando si tratta di live sponsorizzate. Quando personalmente parlo di un prodotto o un brand cerco di apportare un beneficio ai miei follower (non di fregarli) e mi aspetto lo stesso da loro. La mia community è il mio valore, una famiglia, e la tratto di conseguenza. E poi improvvisatori live sì, mai improvvisati: prima di andare live, va sempre studiata in modo puntuale una strategia di promozione. Spesso sul web è decisamente più efficace non parlarne proprio, ma mostrare l’oggetto da sponsorizzare, lasciando che siano gli altri a fare domande. Ultimo ma non ultimo,  fornire sempre contenuti validi e condividere. I contenuti validi portano follower validi e credibilità. Sharing is caring!

Quali sono gli elementi più efficaci che non possono mancare nello storytelling legato ad un progetto di influencer marketing?

Parlando di uno storytelling legato ad un influencer del livestreaming, è scontato metterci la faccia. Questo implica che lo storystelling sia personale, non filtrato (dall’azienda nelle modalità). È essenziale la proattività: trattandosi di livestreaming, lo spettatore si aspetta di interagire e in più lo streamer esperto chiede spesso (ogni 10 min) ai followers di eseguire qualche piccola azione, per tenere alta l’attenzione e creare engagement, come ad esempio: “se siete pronti digitate 1”. E poi è strategico ripetere spesso gli hastag/chi siete, in modo da consentire agli utenti appena entrati nella live di integrarsi facilmente con il contesto. Infine, lo storytellig deve sempre seguire un pensiero laterale, sorprendente, mai banale.

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