Mercoledi 21 Novembre 2018
MacroambienteL’inglese nel mondo del lavoro: qual è lo stato dell’arte e perché è essenziale

L'inglese nel mondo del lavoro: qual è lo stato dell'arte e perché è essenziale

Diverse ricerche dimostrano l'importanza dell'inglese nel mondo del lavoro. Qual è lo stato dell'arte in Italia e perché è utile alle aziende?


Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore Inside Marketing
L'inglese nel mondo del lavoro: qual è lo stato dell'arte e perché è essenziale

 

La lingua più usata come ponte di comunicazione tra parlanti di lingue diverse in tutto il mondo è l’inglese, attuale lingua franca. Dunque, è anche la lingua più utilizzata per fare business e, per questo motivo, alcuni studi si sono soffermati sulle conseguenze della mancata conoscenza dell’inglese nel mondo del lavoro.

Inglese nel mondo del lavoro: perché È opportuno che venga IMPARATO (E subito)

Il 41% degli italiani afferma di aver perso un’opportunità di lavoro o una promozione a causa della scarsa conoscenza della lingua inglese, un dato che sale al 54% nel caso dei giovani, secondo una ricerca condotta da ABA English su un campione di 4600 persone (di cui 1400 italiani). È quindi imprescindibile imparare questa lingua in maniera fluente, considerando anche l’80% degli italiani utilizza l’inglese a lavoro. Non è un caso, infatti, che siano aumentati i colloqui in inglese: nel 2016 il 25% degli intervistati dichiarava di aver sostenuto almeno un test di lingua durante un colloquio di lavoro per valutare il livello di conoscenza, mentre nel 2017 la percentuale è salita a 39. Nel 2018, invece, questo dato è salito al 40%, raggiungendo il 60% per gli intervistati con un’età compresa tra i 20 e i 44 anni.

L’inglese, comunque, è anche la “lingua di Internet”: secondo Statista, a dicembre 2017 l’inglese era la lingua più popolare su Internet, utilizzata dal 25% del totale degli utenti sul web. Essere in grado di eseguire correttamente delle ricerche in inglese sui motori di ricerca, allora, può essere essenziale per accedere a un numero maggiore di contenuti e mettere a confronto fonti diverse.

Per chi lavora in ambiti scientifici (ma non solo), poi, la conoscenza di questa lingua è necessaria per essere aggiornati sulle innovazioni di ogni settore, dato che le pubblicazioni sono principalmente in lingua inglese.

COnoscenza dell’inglese, affari e impatto sul business

In paesi come l’Italia, il Portogallo e la Germania, in cui l’inglese non è lingua ufficiale, quasi la totalità dei dipendenti afferma che questa lingua è «significativa» per la propria organizzazione. Secondo il report di Cambridge English, “English at work”, contenente le risposte di 5373 dipendenti provenienti di 38 paesi e 20 settori diversi, l’aggettivo «significativo» comprende il fatto che l’inglese sia «la lingua più utilizzata», sia «estremamente importante», «molto importante» o «importante» per il business.

I risultati risalgono a Luglio 2016, ma l’importanza di questa lingua all’interno delle organizzazioni sembra restare invariata e l’inglese nel mondo nel lavoro continua ad essere uno strumento essenziale, specialmente (ma non in via esclusiva) per le aziende che puntano all’internazionalizzazione.

Fonte: Rapporto di EF (Education First)

A causa della globalizzazione, l’economia dei paesi è sempre più condizionata dagli scambi internazionali e per questo motivo è fondamentale che ci sia una comunicazione efficiente tra le aziende. Come messo in evidenza dal rapporto dell’Education First sul livello di conoscenza dell’inglese nel mondo, una buona conoscenza della lingua inglese può portare grandi benefici, oltre al fatto che è collegata a diversi indicatori economici come il PIL e il reddito nazionale lordo pro capite: come si legge all’interno del rapporto dell’azienda, più alto è il punteggio nei test di lingua, maggiore è la capacità di un paese di fare impresa.

Inoltre, la conoscenza dell’inglese può essere un vantaggio molto importante anche per i paesi in via di sviluppo che intendano puntare sul turismo, poiché è ormai lingua franca in quasi tutto il mondo.

Qual È la situazione in italia?

In merito all’utilizzo dell’inglese nel mondo del lavoro, gli italiani sono consapevoli dell’importanza di questa lingua: su 1400 intervistati, 3 su 10 credono che un aumento del proprio livello di inglese potrebbe portare a un incremento dello stipendio tra il 30 e il 50%, secondo il sondaggio di ABA English sopracitato, pubblicato nel 2018. Il 94% degli intervistati crede che persone con un alto livello di padronanza dell’inglese abbiano migliori condizioni di lavoro. Inoltre, il 90% degli italiani intervistati dichiara che l’esigenza, per quanto riguarda il livello di inglese, sia aumentata negli ultimi anni e questo incremento, secondo ABA English, si verifica anche negli altri paesi presi in analisi (Messico, Spagna, Francia e Brasile). Infatti, l’aumento dei colloqui di lavoro negli ultimi tre anni rivela una maggiore attenzione dei datori di lavoro nel trovare personale con una buona competenza linguistica.

In che modo l’Italia affronta questa sfida? L’Italia è tra i paesi che si impegnano da più tempo nello studio della lingua inglese. Secondo una ricerca condotta da ABA English nel 2017 (su 1900 italiani), il 26% degli italiani studia inglese da più di 10 anni, un percentuale superiore alla media dei paesi analizzati, pari al 21%. Tuttavia, secondo lo stesso sondaggio, l’Italia è per ora il paese, tra quelli europei, che dedica meno ore settimanali allo studio della lingua: solo il 50% dedicherebbe, infatti, più di 2 ore a settimana, contro il 64% dei francesi e il 68% degli spagnoli. C’è stata negli anni una diminuzione del tempo dedicato all’apprendimento, dato che nel 2016 il 59% degli italiani dichiarava di studiare l’inglese per più di 2 ore.

Questo trend di decrescita si riflette anche nella classifica pubblicata da Education First, presente nel rapporto sopracitato, che posiziona l’Italia al 33esimo posto tra gli 80 paesi presi in analisi, ma all’ultimo posto fra i paesi europei per la conoscenza dell’inglese, con un livello di competenza medio. A guidare a classifica, invece, vi sono Norvegia, Danimarca, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi, con un livello di competenza alto.

Livello di competenza dell’inglese in Europa secondo la classifica di Education First

Come migliorare il proprio inglese?

I paesi menzionati in precedenza, in cui l’inglese non è lingua ufficiale e con un “alto livello“di competenza (secondo la classifica di EF), hanno alcune caratteristiche in comune che possono contribuire a promuovere l’apprendimento da parte dei cittadini. Come evidenziato nel rapporto di EF, tra queste caratteristiche vi è il metodo di insegnamento della lingua, più improntato sulla comunicazione e sul dialogo e meno sull’accuratezza grammaticale. Un altro comune denominatore in paesi come Danimarca e Svezia è la maggior esposizione quotidiana alla lingua inglese, per esempio grazie ai corsi di laurea tenuti in inglese e le serie TV e i film non doppiati.

Nei paesi che hanno un livello di competenza buona“, come Portogallo o Germania, alcuni di questi elementi sono presenti, ma mancano altri aspetti che potrebbero contribuire a promuovere l’apprendimento della lingua inglese. Per esempio, mentre da un lato la Germania propone agli studenti un adeguato approccio per l’insegnamento nelle scuole che punta sulla comunicazione, dall’altro mancherebbe, secondo il rapporto sopracitato, l’esposizione alla lingua nel quotidiano. In Portogallo, invece, ci sarebbe una maggiore esposizione grazie alle trasmissioni televisive in inglese, sottotitolate, ma i corsi di laurea tenuti in inglese sarebbero ancora pochi.

Va sottolineato, comunque, il ruolo di programmi di mobilità come l’Erasmus e di scambio culturale nel promuovere un apprendimento veloce. Periodi di studio o di lavoro all’estero, infatti, si rivelano un metodo particolarmente efficace per imparare o allenare l’inglese anche in paesi dove non è lingua ufficiale. Infatti, programmi come l’Erasmus promuovono la condivisione tra studenti di paesi diversi che di solito comunicano utilizzando la lingua franca e non quella del paese ospitante.

Un altro metodo molto utile, oltre ai corsi in aula, è rappresentato dai corsi online e tramite app. Come emerge da un sondaggio di ABA English pubblicato nel novembre 2016, il 94% degli italiani allora aveva scaricato un’app per imparare le lingue e nel 2017 la stessa azienda ha rivelato che il 70% degli italiani preferiva utilizzare il computer e lo smartphone, abbinamento ritenuto più funzionale all’apprendimento.

In effetti, l’uso della tecnologia può essere molto vantaggioso, specialmente se si fa riferimento a dispositivi mobili e app che consentono di effettuare esercizi in qualsiasi momento e ovunque, spesso anche offline. Queste risorse risultano particolarmente funzionali allo studio individuale, all’apprendimento della grammatica e del vocabolario, in aggiunta alla pratica nella conversazione.

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