Mercoledì 12 Agosto 2020
MacroambienteAnsia e stress da coronavirus: come il mondo digitale e la realtà virtuale possono aiutare in quest’emergenza

Ansia e stress da coronavirus: come il mondo digitale e la realtà virtuale possono aiutare in quest'emergenza

Come ridurre ansia e stress da coronavirus? Ecco alcune iniziative digitali e contenuti in realtà virtuale creati a questo scopo.


Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore
Ansia e stress da coronavirus: come il mondo digitale e la realtà virtuale possono aiutare in quest'emergenza

Il continuo susseguirsi di notizie su morti e contagi, la “reclusione” nella propria abitazione, il drastico stravolgimento delle abitudini quotidiane e il distanziamento sociale imposto alle persone nei pochi negozi rimasti aperti sono soltanto alcuni dei fattori che possono incidere molto sulla salute mentale dei cittadini in questo periodo di crisi. Nell’impossibilità di uscire di casa e di vedersi di persona, le tecnologie digitali si sono rivelate, ora più che mai, uno strumento indispensabile per poter mantenere il contatto con il “mondo esterno”: sono nate, infatti, diverse iniziative volte a promuovere il benessere psicofisico delle persone e a ridurre ansia e stress da coronavirus. Inoltre, proprio la realtà virtuale sembra fornire un approccio innovativo nell’affrontare il problema della “distanza” e dell’isolamento sociale.

covid-19 e salute mentale: la terapia che si adatta all’emergenza

La diffusione del coronavirus e il lungo periodo di quarentena, vissuto dagli italiani e nel mondo, stanno avendo degli effetti non solo in termini di impatto sui consumi e sull’economia del COVID-19 ma anche sulla salute mentale delle persone. Le tecnologie digitali consentono ai professionisti della salute di offrire il proprio supporto a un grande numero di persone e di fare terapia anche a distanza. Molti sono difatti i professionisti e gli enti che hanno messo a disposizione dei contenuti online volti ad aiutare gli utenti in questo momento di crisi, incentivandoli ad adottare delle abitudini che puntino a favorire il proprio benessere mentale e a ridurre l’ansia e stress da coronavirus.

A questo proposito, è utile menzionare la campagna informativa promossa dall’Ordine degli Psicologi#psicologicontrolapaura“, che mette a disposizione diversi materiali (disponibili sul sito ufficiale e diffusi in Rete) per aiutare le persone a «sviluppare il giusto atteggiamento psicologico, le risorse personali e a gestire lo stress della situazione».

Spesso però questo tipo di aiuto non è sufficiente e avere la possibilità di parlare con un professionista in grado di offrire un aiuto mirato può essere fondamentale. È stato per questo creato un motore di ricerca che consente di trovare psicologi e psicoterapeuti disponibili per degli interventi a distanza (tramite piattaforme di videochiamate come Skype o WhatsApp).

Un’altra iniziativa interessante si chiama #ACASASENZASTRESS: si tratta di una serie di incontri trasmessi in diretta, sui canali del magazine online MBenessere, con diversi professionisti dello Studio Medico Quantico (tra cui la fondatrice e psichiatra Stefania Doria), allo scopo di offrire un supporto psicologico mirato durante questa crisi sanitaria.

Durante il mese di aprile ci saranno due sessioni settimanali durante le quali gli esperti proporranno dei consigli e risponderanno in diretta alle domande poste dagli utenti, realizzando anche delle sessioni di yoga terapia mirata, trasmesse in diretta sul canale Instagram di MBenessere (e in differita di un’ora sulle pagine Facebook e Linkedin).

Realtà virtuale per combattere ansia e stress da coronavirus

Sono ormai note le applicazioni della realtà virtuale in ambito medico e, in particolare, in quello della salute mentale. In un periodo in cui una buona parte dei cittadini si vede costretta a restare a casa e ad evitare i rapporti sociali, tecnologie come queste si presentano come un’alternativa adatta a colmare (almeno in parte) la mancanza di spazi pubblici e all’aperto e la presenza fisica.

Un’iniziativa interessante a questo proposito è quella proposta dalla startup italiana BECOME (research and psychology hub) che offre un esempio di come questo tipo di tecnologia possa rivelarsi utile per superare momenti di tensione o di maggiore stress. La startup in questione, formata da un team composto da psicologi, psicoterapeuti, sviluppatori, designer 3D e storyteller, ha creato un’applicazione di realtà virtuale chiamata “Augmented Relaxation“, che consente agli utenti di realizzare dei percorsi virtuali, accompagnati da una voce guida, ideati per promuovere il benessere mentale delle persone e facilitare l’intervento terapeutico. In risposta all’attuale emergenza sanitaria, BECOME ha deciso di mettere a disposizione di tutti, gratuitamente, uno dei video immersivi progettati allo scopo di promuovere momenti di relax e di svago, senza uscire di casa.

Una vera immersione in questo e in altri contesti virtuali creati dal brand è possibile grazie all’utilizzo di visori Oculus GO, PlayStation VR ma anche di visori più accessibili come i Google Cardboard (oltre alla possibilità di vederli, comunque, in maniera meno realistica, senza visori, sul cellulare o dal PC, su YouTube).

Del resto, diverse sono state le iniziative promosse delle aziende del settore della cultura e dell’intrattenimento per offrire accesso gratuito a molti servizi durante la quarantena: tra i vari contenuti, ci sono anche molti tour virtuali messi a disposizione da musei, chiese e da tanti enti e aziende: anche se molti di questi erano già disponibili prima dell’attuale emergenza, ora essi si presentano come un’ottima opportunità di “uscire per un po’ di casa” (almeno virtualmente), conoscere dei monumenti o dei siti archeologici e di scoprire differenti realtà nel mondo.

Tra gli esempi più noti è possibile menzionare, per esempio, i tour a 360° dei Musei Vaticani, che consentono di esplorare nel dettaglio, per esempio, la Cappella Sistina o le Stanze di Raffaello; inoltre, il museo americano di storia naturale, situato a Washington, mette a disposizione un vasto elenco di tour virtuali delle differenti aree ed esibizioni e persino gli hangar e i laboratori di simulazione di operazioni lunari della NASA.

(quasi) Tutti a casa, ma La ricerca non si ferma

Siti come quello dell’Ordine degli Psicologi italiani e dell’American Psychiatric Organization mettono a disposizione innumerevoli risorse online per aiutare i professionisti della salute mentale ad adattare le proprie terapie ai mezzi telematici e a offrire un supporto adeguato all’attuale crisi sanitaria.

Fortunatamente, gli strumenti digitali consentono inoltre ai professionisti del settore di portare avanti la ricerca, permettendo un’ampia diffusione di sondaggi (su scala globale) che possono essere facilmente compilati da tutti gli utenti, da qualsiasi dispositivo, in pochi minuti.

Sono infatti già partiti diversi tentativi di studiare i potenziali effetti del coronavirus sul benessere psicologico degli individui: tra gli esempi c’è la ricerca globale condotta dalla Utrecht University volta a analizzare «l’impatto dell’isolamento sociale e della deprivazione tattile» sui cittadini. Norme riguardanti l’interazione sociale e il contatto fisico sono state imposte da diversi paesi per cercare di contenere la diffusione del coronavirus e l’obiettivo della ricerca è proprio quello di analizzare se queste regolamentazioni incidono sul modo in cui persone «percepiscono il contatto e quanto queste siano soddisfatte della quantità di contatto che ricevono (o hanno ricevuto) durante l’isolamento», come si può leggere nella pagina introduttiva del questionario, disponibile online in quattro lingue.

L’urgenza di porre fine alla pandemia, di trovare un vaccino o semplicemente di ottenere informazioni più accurate sul nuovo coronavirus ha sottolineato l’importanza della ricerca per la società e questo vale per tutti gli ambiti, salute mentale compresa. A questo proposito, sono attualmente in corso anche altre ricerche volte ad analizzare l’impatto di questa crisi sanitaria sulla salute mentale degli individui e a fornire ulteriori dati ai professionisti per consentire loro di offrire ai pazienti un aiuto adeguato in situazioni di emergenza, come quella che stiamo vivendo.

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