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ComunicazioneUn uso «positivo» di Instagram anche per bambini e under 13? Secondo Telefono Azzurro è possibile

Un uso «positivo» di Instagram anche per bambini e under 13? Secondo Telefono Azzurro è possibile

Dalla collaborazione di Instagram con Telefono Azzurro nasce una guida all'uso «positivo» della piattaforma per genitori di bambini minorenni

Tutto parte dal mostrarsi genitori partecipi di cosa fanno i figli quando sono connessi e dal conoscere e usare funzioni e tool di sicurezza a disposizione: i consigli nella Guida stilata da Instagram con Telefono Azzurro.

Una guida a un uso «sicuro, consapevole e positivo della piattaforma» rivolta a genitori e adulti responsabili dei tanti minori che ogni giorno la frequentano: è questo il fulcro della collaborazione di Instagram con Telefono Azzurro che arriva a ridosso delle polemiche riguardo al contenuto dei cosiddetti Facebook Papers[1] e mentre il social visivo di casa Zuckerberg festeggia il traguardo dei due miliardi di utenti attivi[2].

Instagram con Telefono Azzurro per insegnare a genitori e bambini come usare (bene e per il proprio bene) la piattaforma

La risorsa è disponibile gratuitamente e in versione scaricabile sul Centro Sicurezza di Instagram, alla sezione “Genitori”, e contiene consigli utili su come gestire la privacy dei propri figli sul social network, le interazioni che gli stessi hanno via commenti o messaggi privati, quanto tempo trascorrono connessi, il livello di protezione e sicurezza dei loro profili ma anche e soprattutto un glossario dei termini di Instagram. Dentro l’ultimo ci sono parole come “feed”, “Reels”, “profilo”, “Stories” che fanno ormai parte della grammatica quotidiana dei più piccoli e che plasmano ogni tipo di esperienza che i più piccoli vivono onlife , ossia dentro e fuori dalla Rete senza soluzione di continuità, ma che non è detto facciano parte invece del dizionario condiviso con genitori e altri adulti di riferimento.

Quello che i diversi studi e ricerche su bambini sul web hanno messo in luce è infatti soprattutto una sorta di gap culturale tra figli e genitori – per fortuna sempre più vicino a essere colmato, grazie a un numero maggiore di genitori millennials e nativi digitali – che rende incomunicabile agli uni e incomprensibile agli altri la maggior parte di ciò che avviene online.

Anche se ne esistono in altre lingue e curate da non profit, associazioni, enti non governativi che hanno come attività core la difesa del benessere e dei diritti dei bambini, quello che prova a fare la Guida di Instagram con Telefono Azzurro sembra essere innanzitutto migliorare e rendere più condivisa la conoscenza del mezzo perché gli adulti sappiano trasformarsi davvero in «guide attente e pronte nel rispondere ai bisogni dei più piccoli», come scrive Telefono Azzurro nell’introduzione.

L’assunto è che potendo contare in ogni momento sul supporto degli adulti di riferimento anche i bambini riescano a vivere un’esperienza «più positiva» su Instagram. Non ci sono per le big tech soltanto interessi commerciali in gioco: bambini soddisfatti sono bambini che con meno probabilità abbandoneranno le piattaforme appena cresciuti. Le accuse a cui le stesse sono più di frequente chiamate a rispondere hanno a che vedere con l’incentivare meccanismi divisivi e che generano odio, quando non mettono direttamente a rischio l’incolumità degli utenti più piccoli, ma hanno a che vedere anche con il creare dipendenza e letteralmente una sorta di “paura” di staccarsi dallo smartphone. In ballo per le big tech ci sono, in altre parole, reputazione e brand trust.

Perché c’è bisogno (ancora) di una guida all’uso corretto di Instagram

Come in parte già si accennava, la Guida di Instagram con Telefono Azzurro arriva, non a caso, a poche settimane di distanza da quando accuse piuttosto puntuali sono state rivolte all’ex Facebook – ora Meta in seguito al rebranding reso necessario a detta di alcuni proprio dallo scandalo in questione – di essere perfettamente consapevole di come alcuni meccanismi tipici di Instagram rischiassero di mettere seriamente in pericolo la salute mentale degli adolescenti e delle adolescenti in particolare.

Per questo per molti versi la stessa Guida può sembrare a una sorta di  “memoria difensiva” del team di Instagram riguardo alle azioni già intraprese per proteggere i tanti minori che frequentano ogni giorno la piattaforma (per cui, del resto, vale il discusso limite minimo dei 13 anni di età per l’iscrizione come per la maggior parte dei social network).

Scorrendone i capitoli si è informati di diversi elementi e funzioni: esiste un modo per controllare la privacy dei profili dei più piccoli che, peraltro, sono da qualche tempo privati di default[3]; alcune feature contro l’adescamento su Instagram di fatto impediscono agli adulti di contattare bambini e adolescenti; tramite gli strumenti di parental control genitori o tutori possono restringere comunque ancora di più il tipo di profilo da cui gli ultimi possono essere contattati in Direct; un’impostazione contro il cyberbullismo su Instagram individua automaticamente termini controversi e chiede all’autore del commento o del messaggio se è davvero convinto di voler pubblicare quanto ha scritto e a ogni altro utente di compilare una lista di termini che preferisce silenziare; è in via di implementazione la funzione Take a break per prendersi una pausa da Instagram quando per una ragione o per un’altra la propria esperienza online non sia piacevole, funzione che si aggiunge a quelle che permettono di chiedere aiuto per sé e per altri quando ci si trovi davanti a pensieri suicidi o disturbi del comportamento alimentare.

Per inesperienza del mezzo i genitori potrebbero non conoscere tutte o alcune di queste funzioni e non avere idea di come usarle per migliorare il benessere digitale del bambino. Instagram e Telefono Azzurro condividono però anche consigli che riguardano più da vicino l’atteggiamento e il tipo di rapporto che dovrebbe legare bambini e genitori in Rete.

Fiducia è la parola d’ordine e quello che più serve quando si tratta di instaurare conversazioni durante le quali si condividono le proprie esperienze quotidiane sulle piattaforme social o di riflettere insieme sulle azioni che grandi e piccoli compiono in Rete e sui loro possibili effetti. La fiducia aiuta, ancora, soprattutto i primi a mostrarsi pronti e disponibili ad affrontare anche gli argomenti “tabù” e più difficili da trattare e ad ascoltare proattivamente i bisogni dei più piccoli, educandoli soprattutto al rispetto dell’altro in Rete e all’importanza del consenso.

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