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Instant Game: il futuro delle piattaforme di instant messaging è nel gaming?

Facebook lancia gli Instant Game su Messenger. Non è, però, l’unica novità che segna la svolta della messaggistica istantanea verso il gaming.

Instant Game: il futuro delle piattaforme di instant messaging è nel gaming?

In che modo attendere che qualcuno risponda su Messenger? Provando uno dei diciassette Instant Game di Facebook rilasciati da poco, per esempio. È possibile trovare grandi classici come Pac Man e Space Invaders, ma anche giochi di parole, arcade e versioni 2.0 del più famoso Tetris.

Come si usano gli Instant Game

Per cominciare a giocare basta selezionare l’icona a forma di controller che appare, utilizzando l’app di Messenger, una volta aperta la conversazione privata o di gruppo, immediatamente sopra lo spazio in cui digitare il messaggio, tra il pulsante per gli stickers e quello per allegare le immagini. Selezionato il gioco inizia la sessione e al termine una notifica con il proprio punteggio verrà inviata all’amico (o al gruppo) in modo che possa accettare la “sfida” e giocare a sua volta. Asincronia insomma – non c’è una vera sessione di gioco in cui i due player sono impegnati contemporaneamente – ma anche e soprattutto condivisione. Inutile sottolineare, infatti, che una volta terminato il proprio turno si può condividere in bacheca il risultato ottenuto, personalizzando, tra l’altro, la schermata punteggi con sticker e layer proprio come si farebbe con uno snap, mettendo in evidenza la sempre più evidente somiglianza tra Facebook e Snapchat. Chi ha intenzione di far sapere ai propri contatti, anche quelli che non ha sfidato direttamente, che sta giocando con gli Instant Game, poi, può condividere addirittura l’inizio di una sessione di gioco. La curiosità? È che si genera un post “interattivo”, a partire dal quale, facendo tap sull’apposita icona a forma di controller, chiunque può raccogliere la sfida e iniziare a giocare.

Qualche precedente al lancio dei giochi per chat “made in Facebook”

Con gli Instant Game, insomma, Messenger diventa «più divertente o competitivo – scrivono nell’introduzione ufficiale alla feature – a seconda della prospettiva con cui si guarda alla novità. Così, per esempio, quando cercate un motivo per contattare quel vostro amico che sta dall’altra parte del mondo potete lanciare Words with Friends: Frenzy, oppure potete sfidare a Pac Man il vostro compagno di stanza, etc.». A guardarlo bene, del resto, il lancio degli Instant Game sembra il tentativo di Facebook di aumentare il tempo passato dagli utenti su Messenger, in un contesto che è quello di una sempre maggiore competitività tra le app di messaggistica istantanea. Zuckerberg non è il primo, infatti, a correre “ai ripari” del gaming per aumentare la stickiness della sua piattaforma. Solo qualche settimana prima del lancio dei giochi per Messenger, infatti, anche Telegram, uno dei più forti competitori di Facebook quanto a instant messaging, si era cimentato in una operazione a prova di online gamer.

Lo aveva fatto lanciando Gamee, un bot che se menzionato nelle chat permette all’utente di scegliere tra decine di giochi – dall’avventura ai quiz fino ad arrivare ai test di logica e con tanto di grafica e suoni pensati per aumentare il coinvolgimento – quello con cui sfidare i suoi contatti. Anche in questo caso gli sviluppatori promisero, cosa poi di fatto avvenuta, che il numero e la tipologia di giochi con cui gli utenti potevano dilettarsi su Telegram erano «destinati ad aumentare» e oggi così ce ne sono davvero per tutti i gusti: dai più semplici a quelli multiplayer e in 3D, passando per i giochi di ruolo e quelli di strategia. Tra i più popolari? Math Battle, a suon di operazioni matematiche da risolvere nel più breve tempo possibile, e uno sparatutto in versione “pirati” dal titolo Corsairs. Anche in questo caso, tra l’altro, oltre a una dimensione di “sfida”, sembra esserci il chiaro intento di riportare l’online gaming a una prospettiva collettiva e di interazione tra utenti, gruppi, etc. Ogni volta che un utente scopre un gioco divertente tra quelli già disponibili, infatti, può condividerlo con i suoi contatti Telegram e sfidarli. Per lo stesso motivo punteggi migliori, progressi dei singoli giocatori, classifiche, leader del giorno vengono costantemente aggiornati perché tutti possano avere un quadro chiaro di come sta andando la partita e di come possano guadagnarsi l’ambito titolo.

Instant Game e non solo: perché Facebook cerca un futuro nel gaming?

Alcuni dati sulle abitudini di chi gioca online servono da scenario per capire perché Facebook, Telegram e altre piattaforme simili stiano puntando sempre di più sull’online gaming. Secondo una ricerca riportata da TechCrunch, gli user trascorrerebbero sui giochi “da chat” un totale di 21 minuti per una media di due sessioni al giorno, contro un tempo totale di 33 minuti diviso in 2.5 sessioni giornaliere spesi sulle app “native” di gioco. Mentre, per tornare al solo caso Facebook, com’è stato sottolineato in occasione dell’annuale appuntamento con la E3 (la fiera del videogame di Los Angeles, ndr), nel 2016, più di 800 milioni sono le persone che giocano ogni mese ad almeno un gioco connesso a questo social. Com’è già avvenuto per l’informazione e l’editoria, insomma, l’impressione è che anche nel mondo del gaming Facebook voglia proporsi come piattaforma “abilitante” per ospitare contenuti e community di giocatori.

Ci sono, del resto, dei precedenti che dimostrano uno spiccato interesse di casa Zuckerberg per il mondo del gaming. Solo qualche anno fa, chiunque avesse un account Facebook era sommerso ogni giorno da decine di notifiche di amici che lo invitavano a provare Candy Crush, FarmVille, altri giochi prodotti da studi noti come Zynga o King. Ancora oggi, secondo delle stime, almeno il 15% del tempo passato su Facebook, soprattutto da desktop, è dedicato al gioco. A Zuckerberg&co sembrava servire, allora, una strategia per il mobile. Ci avevano provato, come i più social addicted ricorderanno, con una serie di “easter egg” disseminati tra le chat di Facebook: quelli che permettevano di iniziare una sessione di tiri a canestro quando si inviava l’emoticon di una palla da basket a un amico in chat, per esempio. Proprio questo “mini-gioco” è stato avviato oltre 1,2 miliardi di volte, ben oltre le più rosee aspettative di Facebook (i dati sono di marzo 2016, ndr).

 

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Fonte: TechCrunch

Da qui l’idea degli Instant Game che, nota tecnica, sono sviluppati in HTLM 5 perché siano facili da caricare, non richiedano un consumo eccessivo di banda, possano avere un’adattabilità cross-platform e, cosa più importante, garantiscano una certa libertà d’azione agli sviluppatori. Il passo successivo? Potrebbe essere, allora, per Facebook trovare un modello di profittabilità per gli Instant Game: al momento, infatti, non ci sono pubblicità e possibilità di effettuare acquisti durante la sessione di gioco, ma non è escluso che presto potrebbe arrivare, per esempio, per gli sviluppatori l’opportunità di promuovere i propri giochi.

L’interesse di Facebook al mondo del gaming, del resto, sembra essere confermato anche dal recente lancio della Gameroom, una piattaforma pensata apposta per chi gioca da desktop su un sistema Windows. Il suo valore aggiunto rispetto ad altre simili piattaforme (Steam in primis che ha già all’attivo 125 milioni di utenti, ndr)? Secondo alcuni esperti del settore è permettere agli user di giocare ai game preferiti, senza le distrazioni del News Feed e senza perdere la dimensione social: collegata al proprio profilo Facebook, insomma, Gameroom non rende solo più semplice scovare avversari, appassionati dello stesso game, etc., ma rende condivisa e partecipata la stessa esperienza di gioco.

C’è chi lo considera l’ennesimo segno della tirannia del Facebook login, più realisticamente è la metafora di come essere in Rete significhi sempre di più essere su Facebook.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
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