MacroambienteIntegrare il neuromarketing nelle strategie di digital branding

Integrare il neuromarketing nelle strategie di digital branding

5 indicazioni da un’analisi semiotica e di neuromarketing per potenziare l’efficacia di un sito web analizzando le emozioni degli utenti.

Integrare il neuromarketing nelle strategie di digital branding

Differenziarsi e posizionarsi nella mente dei consumatori in un mercato online sempre più saturo di informazioni è un’impresa spesso ardua. I brand devono scavare più a fondo per instaurare una relazione con il proprio pubblico, offrigli input sensoriali e memorabili, coinvolgerlo emotivamente e proporre prodotti e servizi che soddisfino veramente i suoi desideri inespressi.

I progressi raggiunti dalle neuroscienze e dalle scienze cognitive nell’indagare i meccanismi cerebrali che guidano le scelte dei consumatori, forniscono oggi un grande supporto al marketing. Questi campi di studio permettono di raccogliere dati, intercettare e coinvolgere le sfere più profonde ed emozionali degli esseri umani, fornendo indicazioni preziose per la costruzione di strategie di relazione con i clienti, anche attraverso la comunicazione online.

Recentemente l’agenzia di comunicazione Ottosunove di Torino ha condotto un esperimento di neuromarketing integrandolo con un’approfondita analisi semiotica sul proprio sito web, al fine di ricavare le indicazioni necessarie per eseguire un restyling. Fare neuromarketing non vuol dire infatti che i vecchi approcci non siano più validi e vadano accantonati. L’approccio neuroscientifico è semmai uno strumento aggiuntivo per la progettazione che permette di testare e affinare l’efficacia delle strategie.

Grazie ai dati ricavati dai due strumenti, l’agenzia torinese ha estratto ulteriore valore dall’analisi dei segni e dei significati che costituiscono lo storytelling di un sito web, misurandone l’efficacia con gli strumenti di rilevazione neuroscientifica. Le indicazioni ricavate, difficilmente rilevabili con i metodi tradizionali, permettono quindi di costruire una narrazione empatica in grado di aumentare il coinvolgimento emotivo.

L’obiettivo di una narrazione efficace consiste infatti nell’ottenere l’attivazione quasi globale del cervello. Quando stiamo interpretando delle informazioni visive, stiamo attivando diverse reti neurali per dare un senso a ciò che ci viene presentato. Gli stimoli visivi come quelli di un sito web vengono inviati alla corteccia visiva primaria, nella parte posteriore del cervello, ma al contempo si attiva anche la corteccia prefrontale che detiene il controllo cognitivo.

Se inoltre si crea una connessione emotiva con la narrazione visiva, si riesce ad attivare anche il sistema limbico, la parte più profonda e primitiva del cervello, aumentandone la memorabilità. La presenza di neuroni specchio in tutte le aree del cervello permette infine di far rivivere ciò che vediamo anche attraverso uno schermo. Immaginate le potenzialità!

Di seguito ecco alcuni principali indicazioni e conferme ricavate dalle analisi condotte da Ottosunove per migliorare lo storytelling di un sito web:

  1. Preferisci le immagini in movimento
    Inserisci degli elementi dinamici sul registro visivo, come gli slider, per introdurre degli elementi di sorpresa e attirare gli sguardi e l’attenzione degli utenti.
  2. Aggiungi una componente ludica
    Inserisci delle meccaniche ludiche nella fruizione dei contenuti, anche a contesti che con il gioco hanno poco a che fare come la comunicazione o l’informazione. Il gioco, infatti, è un’attività volontaria da cui si trae piacere e la gamification offre la straordinaria possibilità di veicolare messaggi in modo attrattivo.
  3. Vai al dunque
    Individua e valorizza le informazioni ritenute più rilevanti per gli utenti. Se si tratta di un’agenzia i tuoi visitatori la prima cosa che vorranno vedere saranno i tuoi lavori, mentre per un’azienda è più importate dare spazio ai prodotti.
  4. Il troppo storpia
    Semplifica la narrazione e la fruibilità. Limita per esempio le voci principali inserite nel menu di navigazione limitando le voci principali, inserendo la visualizzazione delle sottovoci.
  5. Mettici la faccia
    Il cervello umano è predisposto per elaborare i volti umani con una velocità doppia rispetto a qualsiasi altro tipo di immagine. Utilizza i volti umani per cogliere l’attenzione degli utenti.

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A firma di: Gero di Bella Journalist & Content Manager presso Ottosunove
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