Internet of Things: arriva Industry 4.0

Internet of Things, sfide e cambiamenti che ci aspettano nel 2016, l'anno che sancirà la consacrazione della nuova rivoluzione industriale.

Internet of Things: arriva Industry 4.0

Nel 2020 saranno circa 20 miliardi gli oggetti connessi rispetto agli attuali 13 miliardi, ad inizio anni 90′ il numero di “coseconnesse era circa 1 milione. Tutto si evolve e stiamo entrando in una fase che sancirà un cambiamento epocale.

Secondo uno studio del Politecnico di Milano in Italia il mercato dell’“Internet of Things” vale oltre 1,55 miliardi di Euro e si attende una notevole crescita nell’ambito smart car, smart home, smart city.

Grazie anche ai provvedimenti che dovrebbero andare presto a buon fine, dall’accesso agevolato al fondo di garanzia, alle agevolazioni fiscali per l’attrazione degli investimenti, alla riforma dell’equità crowdfunding. Industry 4.0 sta per prendere il via ma sarà importante coinvolgere tutti i settori economici del nostro paese soprattutto quelli trainanti come la meccanica, ancora fiore all’occhiello del Made in Italy.

Secondo Alberto Baban, presidente di Piccola Confindustria, Industry 4.0 non è soltanto un’applicazione della ricerca in ambito produttivo, né significa solo un miglioramento della produttività grazie all’uso di sistemi elettronici. Comporta una profonda revisione dei modelli produttivi per arrivare a una vera customerizzazione dei prodotti.

Cambierà anche il modo di comunicare e stiamo già prendendo confidenza con il digital signage 2.0 uno schermo alla stregua di un cangiante elemento di arredo che allo stesso tempo diventa un media di comunicazione per trasmettere filmati, immagini, animazioni, testi in modalità monodirezionale e grazie all’utilizzo del touchscreen permette una profonda interattività. Pensate a che rivoluzione sarebbe nei musei italiani, poter toccare ed interagire con le grandi opere dei nostri artisti rinascimentali?

Internet of Things

L’Internet of Things sarà quindi veicolo di una nuova efficienza, nuova produttività, ottimizzazione ed interazione, fare impresa dovrà diventare più semplice grazie ai servizi legati ai dati provenienti dalle applicazioni degli oggetti connessi ed ecco che i Big-Data conosceranno la definitiva consacrazione, elaborazioni sul secondo permetteranno di indirizzare strategie giornaliere per un mondo più efficace e su misura.

Quello che sta prendendo piede è senza dubbio un fenomeno di dimensioni gigantesche paragonabile all’invenzione della ruota o della corrente elettrica ma non ci sono ancora best-practices diffuse e stiamo vivendo una fase di grande entusiasmo con tante idee, a volte persino inutili, che saranno scremate dal mercato.

Come ogni cambiamento anche quello dell’Internet of Things nasconde il rovescio della medaglia, due questioni cruciali dovranno essere risolte:

  1. Energia
  2. Sicurezza

Energia: un rapporto della Iea (International Energy Agency) stima che il conto degli sprechi energetici da 80 miliardi salirà a 120 miliardi di dollari a livello globale entro il 2020, quando i device connessi saranno circa 50 miliardi. Oltre all’energia sprecata c’è ovviamente anche il danno ambientale, perché la generazione di elettricità comporta (quando prodotta a partire da fonti fossili) l’emissione di CO2, tanto da essere la principale causa del cambiamento climatico. Ma da cosa dipende tutta questa inefficienza energetica? Il problema è la sostanziale assenza di una modalità di risparmio energetico.

Sicurezza: il concetto di sicurezza dovrà cambiare, oltre a dati e infrastrutture andranno messi al riparo anche i device fisici altrimenti ad esempio il concetto di “smart city” potrà essere sabotato in pochi istanti dallo sbandato di turno. Secondo le rilevazioni di Gartner, entro la fine del 2017 oltre il 20% delle organizzazioni svilupperanno ed adotteranno servizi avanzati di gestione dei rischi per proteggere le iniziative basate sull’utilizzo di device e soluzioni Iot.

In conclusione, il cambiamento è in atto ma va perfezionato come tutte le novità, all’inizio risultano spaventose e imprecise, ma siamo sicuri che nell’Internet of Things ci sia la risposta a tanti problemi come, ad esempio, il divario tra Paesi e Persone. L’Italia non deve lasciarsi scappare questa opportunità e deve essere pioniere nell’avveniristico Industry 4.0 , solo così verrà consacrata la tanto auspicata “ripresa”.


A firma di: Elia Traversa Contributor
© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

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