Domenica 17 Novembre 2019
MacroambienteÈ tempo di intrattenimento culturale: ovvero se post e contenuti culturali sono campioni di engagement sui social

È tempo di intrattenimento culturale: ovvero se post e contenuti culturali sono campioni di engagement sui social

L'intrattenimento culturale, cioè i contenuti che hanno a che vedere con il patrimonio artistico-culturale, è campione di engagement sui social.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
È tempo di intrattenimento culturale: ovvero se post e contenuti culturali sono campioni di engagement sui social

Non è solo turismo culturale quello che ha spinto per esempio migliaia e migliaia di turisti italiani a scegliere città d’arte o mete rinomate per la presenza di musei e poli artistici anche durante le festività di questa primavera. La formula dell’intrattenimento culturale sembra una delle poche che continua a funzionare davvero in un panorama che è quello della moltiplicazione, esponenziale, delle fonti di intrattenimento e divertimento.

Quando si parla di intrattenimento culturale, però, non si fa riferimento ormai solo a programmi – spesso storici – della vecchia TV che hanno saputo mantenere uno zoccolo duro di appassionati.

Se insomma Alberto Angela con le sue “Meraviglie” tutte italiane continua a essere campione imbattuto di ascolti a ogni messa in onda, c’è chi prova a fare intrattenimento a partire dall’enorme patrimonio artistico-culturale anche sui social. La buona notizia è che si tratta di una strategia che funziona: micro-influencer che si occupano della promozione culturale di un territorio, campagne social, anche di natura istituzionale, che provano a (ri)valorizzare siti archeologici, biblioteche, case d’arte o hashtag – da #iovadoalmuseo al #maggiodeilibri, solo per citarne alcuni – che hanno come obiettivo avvicinare anche i più giovani al mondo della cultura si sono dimostrati nel tempo strumenti validi e, per questo, prediletti da chi opera nel campo.

Intrattenimento culturale: così i post a tema cultura risultano campioni di interazioni

Un altro, inconfutabile, indizio del fatto che l’intrattenimento culturale funziona è però il fatto che, nel mare magnum di contenuti social e di fronte al tanto discusso calo endemico del traffico organico, i contenuti di carattere culturale sono quelli che garantiscono engagement migliore, almeno in termini di interazioni dirette da parte di fan e utenti. A rivelarlo è uno studio di PaesiOnLine.it: analizzando un piano editoriale di sei mesi e che comprendeva tipologie diverse di post e altri contenuti per Facebook, dal portale sembrano essersi resi conto che sono foto e immagini di repertorio di musei e opere al loro interno, luoghi di cultura e altri siti famosi e di natura storico-culturale a generare più di un quarto di interazioni – like, commenti, condivisioni – in più rispetto ad altri generi di post.

Perché funzionerebbe un calendario editoriale come questo, orientato all’intrattenimento culturale? Per almeno due ragioni. Perché quando si visitano soprattutto grandi e rinomati musei come il Louvre a Parigi o gli Uffizi a Firenze non si ha spesso il tempo o l’opportunità di soffermarsi a osservare ogni dettaglio delle opere al loro interno: immagini, foto e didascalie rappresentano così un’opportunità on demand di approfondimento e aumentano persino, in qualche caso, l’esperienza della visita. Non a caso le strategie digitali dei musei puntano già, e dovrebbero farlo ancora di più in futuro, a ottimizzare la componente esperienziale.

La seconda ragione, però, che renderebbe i post culturali tra i più apprezzati nel piano editoriale di soggetti che si occupano di turismo e ospitalità è la capacità che hanno di ispirare i viaggiatori: se le scelte di viaggio si fanno sempre di più (anche) sui i social, una buona content strategy – e soprattutto del buon content marketing, mirato a far entrare le proprie opere anche nelle strategie di contenuti di soggetti terzi – può rappresentare una forma di promozione incomparabile per musei, case d’arte, siti archeologici e simili.

I post culturali più apprezzati da uomini e donne e una classifica di luoghi più coinvolgenti

Lo studio ha provato, comunque, sebbene frettolosamente, a identificare delle differenze di genere nella fruizione di forme di intrattenimento culturale come queste e una sorta di classifica dei monumenti e musei più coinvolgenti sui social. Ne è venuto fuori che, mentre gli uomini avrebbero una particolare propensione per foto aeree e panorami, le donne apprezzano soprattutto i dettagli dei luoghi di interesse storico-culturale che hanno visitato e che visiteranno. Anche gli animali, e in particolar modo i gatti, protagonisti delle opere d’arte, in perfetto ossequio alla legge che li vuole veri protagonisti del web sociale, sembrano creare engagement e avere una naturale shareability più di qualsiasi altro dettaglio.

Il luogo d’arte più coinvolgente, sui social almeno, sarebbe per finire l’Ermitage: non solo le opere conservate all’interno del museo simbolo della Russia, anche le sue stesse architetture, se condivise su Facebook e co., genererebbero più interazioni del 90%, infatti, di altri contenuti simili.

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