Giovedi 16 Agosto 2018
ComunicazioneItalia 2004-2014: la pubblicità cambia volto.

Italia 2004-2014: la pubblicità cambia volto.

Un decennio di pubblicità e i suoi cambiamenti. Datamediahub fa il punto della situazione e descrive un panorama in completa trasformazione.


A firma di: Michele Decio Strizzi Contributor
Italia 2004-2014: la pubblicità cambia volto.

La pubblicità in Italia tra ieri e oggi, dieci anni di cambiamenti in cui il Web 2.0 ha spianato la strada a nuovi canali di comunicazione rivoluzionando gli investimenti italiani: Datamediahub.com delinea un nuovo scenario in cui le strategie di marketing si fanno sempre più personalizzate e vicine al pubblico di riferimento abbandonando la loro impostazione tradizionale.

La pubblicità tra il 2004 e il 2014

La pubblicità tra il 2004 e il 2014

L’evoluzione del Web dalla versione tradizionale (1.0 – Web statico) a quella più dinamica si è inevitabilmente riversata sul marketing, trasformandolo da relazionale ad emozionale e non-convenzionale. La pubblicità ha conseguentemente subito una profonda evoluzione, lasciando il passo a forme nuove come il passaparola e la comunicazione tra pari.

I dati riportati parlano chiaro: il mercato della pubblicità ha perso in dieci anni oltre il 30% dei suoi investimenti tradizionali:

  • Gli investimenti in pubblicità su stampa erano 2891 nel 2004 mentre oggi ammontano a 1304 milioni, registrando un calo del 54.9%; 
  • La tv, regina incontrastata degli investimenti pubblicitari del nostro Paese, perde il 22.9% attestandosi a quota 3510 milioni di euro investiti;
  • La radio, nonostante una perdita del 13.5%, resta il mezzo capace di tenere testa al cambiamento probabilmente a causa della sua complementarietà rispetto al Web e grazie alla possibilità di garantire occasioni di fruizione esclusiviste;
  • Crollo vertiginoso per cinema e outdoor, che perdono rispettivamente il 57.8% e il 73.3%.

Solo la TV guadagna quote passando dal 55.2% del 2004 all’attuale 61.1%, mentre Internet registra un aumento della sua quota al 8.2% e la crescita degli investimenti sul Web (complice la crisi) non compensa la perdita di terreno degli altri mezzi di pubblicità. Con tutta probabilità, ragionando approssimativamente sui flussi, è facile supporre che buona parte del terreno perso dai media tradizionali si sia riversata sui social e in tutti i nuovi veicoli del marketing moderno.

Evoluzione della pubblicità: le quote.

Evoluzione della pubblicità: le quote.

La ricerca, dunque, fa emergere con forza il percorso richiesto alle nuove strategie del marketing, ora sempre più orientate alla ricerca di mezzi di comunicazione nuovi e funzionali che si avvicinino con più forza all’individuo. La pubblicità non ha più l’obiettivo di conquistare il consumatore, deve rapire l’anima dell’individuo mirando al cuore e ai suoi valori. Sono necessari mezzi di comunicazione alternativi, maggiormente flessibili e con una elevata capacità di adattarsi al cambiamento.

La crisi, probabilmente, ha segnato l’arrivo di nuove opportunità e ha imposto un dictat a pubblicità e imprese: reinventarsi o morire.

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