Martedi 20 Novembre 2018
MacroambienteItalia: motori di ricerca battono media tradizionali

Italia: motori di ricerca battono media tradizionali

Nel nostro Paese l'attendibilità del web si è estesa, passando dal 50% del 2014 al 61% nel 2015: per informarsi ci si affida sempre più ai motori di ricerca


A firma di: Anna D'Acunzo Contributor
Italia: motori di ricerca battono media tradizionali

Secondo lo studio Edelman Trust Barometer, che ogni anno misura la fiducia e la credibilità di aziende, governi, media e organizzazioni non governative, i media tradizionali hanno perso la leadership rispetto ai motori di ricerca come fonte di informazione per le notizie, con una fiducia rispettivamente al 62% contro il 64%, a livello globale.

L’Italia rispetto agli altri Paesi  appare in controtendenzaNell’ultimo anno la fiducia è cresciuta nei confronti di tutti: governo (dal 24% al 28%), imprese (dal 45 %al 53%), media (dal 40% al 48%) e NGO’s (dal 62 %al 64%).

Nel nostro Paese l’attendibilità del web si è estesa, passando dal 50% del 2014  al 61% nel 2015. Le cause probabilmente sono da imputare al cambiamento di abitudine dei consumatori, sempre più esigenti, e all’avvento del mobile che sta portando al totale distacco dai vecchi media tradizionali. 

I motori di ricerca vengono utilizzati per qualsiasi cosa: raccogliere, comparare informazioni da fonti diverse, leggere opinioni su un determinato argomento, verificare le notizie. Secondo la statistica: il 34% degli italiani utilizza i media online come prima fonte di ricerca, il 45% per trovare breaking news e il 52% per cercare conferme a notizie (Edelman in uno studio effettuato nel 2012 afferma che le persone per giudicare attendibile  un’informazione devono essere esposte allo stesso messaggio da 3 a 5 volte).

I social network, ritenuti inaffidabili, perdono fiducia rispetto agli anni passati, vedendo un aumento dell’1%  e restando immobili al 45%.

I media tradizionali e quelli di proprietà (ad esempio siti o blog aziendali) si mantengono stabili o in leggero aumento rispetto al 2014, rispettivamente al 57% e al 44%.

Continua invece la caduta di credibilità nei confronti dei CEO, che scivola a un valore del 31%. I grandi disastri mondiali del 2014 hanno portato un diffuso e generale sconforto in quasi tutti i Paesi, esclusa l’Italia, raggiungendo i livelli della grande crisi del 2009: sotto al 50% nei due terzi di Paesi, compresi Stati Uniti, U.K., Germania e Giappone.

A livello mondiale infine, l’industria dei media continua a collocarsi tra quelle che ricevono meno credito, con un trend leggermente in calo, passando dal 52% del 2014 al 51% del 2015.
Il settore Technology batte tutti, con una fiducia che raggiunge il 78% . 

L’Italia, appare quindi un Paese ben disposto nei confronti dell’innovazione tecnologica.Secondo un’indagine il 51% degli intervistati a livello mondiale ritiene che l’innovazione sia avvenuta troppo in fretta, il 43% degli italiani invece credono addirittura che il fenomeno sia lento.

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