Martedi 20 Agosto 2019
ComunicazioneItaliani e social TV: perché si commenta in Rete quello che si guarda e chi sono i principali influencer

Italiani e social TV: perché si commenta in Rete quello che si guarda e chi sono i principali influencer

Italiani e social TV, un rapporto sempre più corrisposto fotografato da Nielsen. Perché commentiamo la TV online e chi sono gli influencer?


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Italiani e social TV: perché si commenta in Rete quello che si guarda e chi sono i principali influencer

Il trend era emerso chiaramente qualche anno fa, ma ora i dati del Nielsen Social Content Ratings riferiti al quarto trimestre 2018 sembrano confermarlo: quello tra italiani e social TV è un rapporto amorevole e sempre più corrisposto. In soli tre mesi, infatti, sono state oltre 167 milioni le interazioni su Twitter, Facebook, Instagram e co. generate da post e Storie che riguardavano programmi televisivi e loro protagonisti.

Italiani e social TV: quanti sono e che fanno gli amanti nostrani del second screen

Soprattutto, il second screen  – e cioè proprio il commentare sui social i programmi televisivi che si stanno guardando, interagendo con le proprie cerchie o con altri fan – non sembra più un fenomeno di nicchia. Ancora secondo l’istituto di ricerca, infatti, negli ultimi tre mesi del 2018 sarebbero stati oltre 6 milioni gli italiani a fare attivamente second screen e cioè a postare, commentare, condividere contenuti che riguardavano la programmazione televisiva. Come sempre accade, però, quando si parla di ambienti social e usi che ne fanno gli utenti, non ci si può dimenticare dei lurker , gli iscritti che fanno solo un uso passivo e stanno a osservare quello che accede all′interno degli ambienti social ma senza mai postare o commentare qualcosa.

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Anche il numero di italiani semplicemente esposti alla social TV (questa l’espressione scelta da Nielsen per indicare chi ha letto o visto discussioni su Twitter e co. riguardanti i principali programmi televisivi, ma senza appunto partecipare a sua volta, ndr) crescerebbe, così, a 27 milioni.

Cosa social TV e second screen suggeriscono sul futuro dello schermo televisivo

Questo rapporto d’amore tra italiani e social TV sembra indicare, tra l’altro, che il medium televisivo è tutto tranne che destinato a scomparire. Ed è un’osservazione che vale tanto per la TV nella sua accezione più tradizionale che, come confermano numerosi studi sulla dieta mediatica degli italiani, è ancora una delle fonti principali di informazione e intrattenimento e non solo per le fasce meno giovani di popolazione, quanto per le nuove forme di fruizione televisiva.

Dai servizi over-the-top e di video on demand come Netflix, Hulu, Prime Video alla IGTV e passando per lo streaming, in questi anni è cambiato e di molto, del resto, il modo di guardare la televisione: si sono moltiplicati gli schermi su cui si fa televisione e si tratta di una moltiplicazione di schermi che non riguarda solo la (grande) disponibilità tecnologica di piattaforme e device per la fruizione di contenuti video, ma anche e soprattutto le abitudini di un pubblico sempre più espanso e multitasking, che sempre meno si accontenta di guardare passivamente lo schermo televisivo ma, è il caso di dirlo, è alla ricerca di vere e proprie esperienze televisive, come dimostra, tra l’altro, il grande successo dell’esperimento fatto da Netflix con “Bandersnatch”.

Uno sguardo ai TV influencer italiani

Per tornare comunque alle evidenze del rapporto Nielsen su italiani e social TV, non si può negare il ruolo fondamentale che gli influencer hanno anche quando si tratta di scegliere che programma seguire in TV e commentare sui social. Il 35% del traffico totale sui contenuti di second screen per i dieci programmi TV più coinvolgenti è stato generato, infatti, da attori, personaggi del cast, protagonisti od ospiti. Tradotto? Significa che, come moda, food, salute sono settori in cui proliferano gli influencer e trend setter, è ormai tempo anche di TV influencer.

Certo, in Italia sembrano essere più macro-influncer, qualcosa di simile al vecchio testimonial , che altro. La classifica di Nielsen di personaggi e account che hanno generato più engagement sui contenuti di second screen, infatti, vede ai primi posti volti noti come Martina Attili (con un engagement totale di 1,6 milioni di interazioni in tre mesi), Leo Gassman (1,3 milioni) di X Factor e Francesco Monte (ancora 1,3 milioni) del GF Vip. Instagram in particolare, forse per il suo carattere più leisure o per le possibilità che offre per fare personal branding, sembra essere il social più amato da protagonisti e ospiti di reality e talent show, anche quando si tratta di costruire o mantenere vivo il rapporto con la propria community durante la messa in onda del programma e non solo. Se c’è una ragione per cui la social TV espande e rende aumentata l’esperienza televisiva, del resto, è proprio perché nutre la fame di contenuti extra che ogni buon fan di un programma televisivo non può non avere.

Alberto Angela e Alessandro Gassmann: due casi di successo

Quando si parla di  TV influencer italiani, comunque, non si può ignorare il successo raggiunto da due personaggi pure provenienti dalla vecchia televisione come Alberto Angela e Alessandro Gassmann.

Paleontologo, esperto di antichità e autore e conduttore di programmi come “Ulisse. Il piacere della scoperta” o “Meraviglie”, Alberto Angela è il rampollo di casa Angela, apprezzato da tutti per il suo stile divulgativo e di recente assurto persino a sex symbol per molte italiane. Se già ai Macchianera 2016 si era conquistato il titolo di secondo miglior personaggio della Rete, oggi secondo Nielsen è il personaggio televisivo più coinvolgente su Facebook: un solo post dedicato a “Stanotte a Pompei” è stato in grado di generare oltre 28mila interazioni e c’è una fanpage ufficiale che conta (a gennaio 2019, ndr) oltre 900mila like, numeri ben più grandi di quelli che contano altri personaggi e programmi televisivi italiani ben noti, tra cui persino Sanremo.

Carissimi,manca poco ormai alla messa in onda di "Stanotte a Pompei". Sono molto felice di portarvi nella magia di…

Pubblicato da Alberto Angela – Pagina Fan Ufficiale su Sabato 22 settembre 2018

Il successo sui social di Alberto Angela? Con ogni probabilità è legato all’aver mantenuto uno stile di comunicazione e un tono di voce coerenti con il suo approccio al piccolo schermo. Quella gentilezza e pacatezza che fanno parte, per antonomasia, del brand Angela si ritrovano cioè nei post della pagina o nelle – per la verità rare – risposte ai commenti dei fan, ecc. Allo stesso modo, in barba alla fantomatica legge della velocità di questi ambienti, il long form e cioè, più semplicemente, post lunghi e di approfondimento sono la scelta privilegiata se si sposta il fuoco dell’attenzione verso i contenuti. Il risultato, virtuoso, sono community altrettanto gentili e pacate: nessun tono acceso, niente discorso dell’odio o trolling e fake news condivise maliziosamente. Non che manchino i meme o i contenuti divertenti e al limite del provocatorio: ci sono posti come “Piero Angela noi ti obbediamo”, “Rimanere il sabato sera a casa per guardare Ulisse con Alberto Angela” o il gruppo delle “Angelers” in cui si ironizza sulla la capacità del divulgatore di ispirare e di sedurre anche i più giovani.

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Uno dei tanti meme che ironizzano sulle capacità seduttive di Alberto Angela.

Alessandro Gassmann è, invece, uno dei campioni di engagement su Twitter. Protagonista molto amato, soprattutto dal pubblico partenopeo, de “I bastardi di Pizzofalcone”, l’attore usa i cinguetti per promuovere il suo lavoro, tanto quanto per farsi portavoce di cause che gli stanno a cuore o di cui è testimonial, ma non mancano né i contenuti fatici di semplice cura verso fan e follower né i post provocatori contro politici e istituzioni.

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