Venerdì 03 Aprile 2020
ComunicazioneItaliani e social TV: perché si commenta in Rete quello che si guarda e chi sono i principali influencer

Italiani e social TV: perché si commenta in Rete quello che si guarda e chi sono i principali influencer

Di cosa vive il binomio italiani e social TV? Due studi analizzano il fenomeno del second screen e quello dei TV influencer in Italia.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Italiani e social TV: perché si commenta in Rete quello che si guarda e chi sono i principali influencer

Gli italiani amano commentare le trasmissioni televisive che stanno guardando e, rispetto a qualche anno fa, lo fanno sempre più spesso in Rete. Secondo il Nielsen Social Content Ratings 2018 su italiani e social TV, infatti, in soli tre mesi sono state oltre 167 milioni le interazioni su Twitter, Facebook, Instagram & co. generate da post e Storie che riguardavano i programmi televisivi e loro protagonisti. Il cosiddetto second screen , soprattutto, non sembra più un fenomeno di nicchia: nello stesso periodo di riferimento ci sarebbero stati oltre 6 milioni di italiani attivi nel postare, commentare, condividere contenuti che riguardavano la programmazione televisiva. Anche in questo caso non ci si può dimenticare però dei lurker – ovvero chi sta a osservare quello che accede all′interno degli ambienti social, senza mai commentare o postare a sua volta qualcosa – e non notare come il numero di italiani semplicemente “esposti alla social TV” crescerebbe, in questo modo, a 27 milioni.

Le trasmissioni più social della TV italiana

Alcuni programmi più di altri comunque sembrano incarnare l’essenza del rapporto tra italiani e social TV. Secondo l’Osservatorio Nazionale influencer marketing -ONIM, X Factor, Uomini e donne, Temptation Island VIP, Tale e quale show sarebbero le trasmissioni più social del 2019, quelle in grado di generare il più alto numero di conversazioni online e coinvolgimento degli utenti spettatori. C’è una (lieve) differenza nel modo in cui tutto questo avviene: nel caso di X Factor, infatti, la maggior parte delle conversazioni social che riguardano la puntata prende il via da contenuti postati da profili owned (profili e pagine ufficiali, cioè, della trasmissione); solo il 43% dei contenuti a tema “X Factor” sarebbe, in altre parole, un contenuto spontaneamente prodotto dagli spettatori. Al contrario, programmi come Uomini e donne si contraddistinguono per il grosso delle conversazioni (oltre il 65%) che si svolgono fuori dai canali proprietari, nonostante quasi un terzo di queste tiri in ballo attraverso menzioni o altri meccanismi simili i diretti protagonisti della trasmissione.

italiani e social TV trasmissioni più social

“X Factor” e “Uomini e donne” sono due delle trasmissioni più social della televisione italiana. C’è una differenza, però, nel tipo di buzz che generano sui social: il primo è “pilotato” per lo più dai profili ufficiali della trasmissione, il secondo è soprattutto spontaneo. Fonte: ONIM

Sono soprattutto gli episodi di colore – e inevitabilmente le polemiche, come quella sul ricorso al blackface in trasmissioni come Tale e quale show – ad appassionare gli italiani che commentano sui social i programmi televisivi. Twitter è ancora la piattaforma preferita per il second screen, nonostante Instagram guadagni posizione in questo senso. Protagonisti della social TV nel nostro Paese sembrerebbero soprattutto utenti anche con non grande seguito ma frequentatori “compulsivi” degli ambienti social, oltre va da sé a profili specializzati nel gossip. Il risultato di tutto questo non può che essere la creazione di vere e proprie social icon.

Italiani e social TV: come nascono (e muoiono) le social icon

ONIM analizza in particolare il caso Camihawke: content creator “nata e cresciuta” in Rete, è sbarcata di recente sulla TV generalista con una trasmissione di cucina (accanto a un personaggio come Cracco che, più di altri, ha saputo fare personal branding nel food, ndr), ma senza riuscire a trasformarsi in un personaggio televisivo a tutti gli effetti. Se è vero infatti che il sentiment del programma è positivo anche e soprattutto grazie alla sua presenza, è vero anche che né il numero di follower dei suoi profili ufficiali cresce considerevolmente né cambia il post tipo apprezzato dalla community, che rimane quello a tema vita quotidiana.

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Ci siamo amici, è il grande giorno, oggi alle 18,50 su Rai 2 va in onda la prima puntata di “Nella mia cucina” e io sono molto, molto, molto agitata; spero davvero possa piacervi tanto quando è piaciuto a me girarlo e spero possiate perdonare i miei errori da “prima volta”, perchè in definitiva questo è stato per me Nella mia cucina: una grandissima, potente, stravolgente prima volta. Mi concederete qualche ringraziamento, per farvi capire che team pazzesco si è mosso per questa messa in onda. In primis, ovviamente, ringrazio @scavolini e la Rai per aver avuto fiducia in me facendo una scelta coraggiosa, non é cosa da tutti. Grazie a @carlocracco per essere un grande professionista ma soprattutto un uomo galante e gentile, che ha saputo tranquillizzarmi, con le sue battute, quando leggeva nei miei occhi l’agitazione. Grazie a Nicola Lorenzi, che non ha solo scritto il programma, ma mi ha letteralmente presa per mano e sostenuta in ogni momento: anche se del cucciolone preferisci la parte con lo zabaione, sei un grande e tvb. Grazie a tutta la produzione, a ZeroStories, a Daniele per i preziosi suggerimenti, a @claudiar per gli abbracci, a @susanna_ausoni per avermi resa una donna (non avete idea di quanto sia difficile vestire me che metterei solo ciabatte) e @_nicologrossi_ per avermi fatta pazzeska. Grazie infine a chi mi supporta e sopporta ogni santo giorno e ha creduto me fin dall’inizio: @showreel_agency. 🤞🏼❤️ph. @gabrielebasilico

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Qualcosa sembra suggerire ancora, cioè, una sorta di tenuta stagna quando si tratta di italiani e social TV: gli utenti nostrani amano commentare quello che stanno vedendo mentre lo stanno vedendo, ma la popolarità dei personaggi dura poco e rimane confinata per lo più al proprio ambito di riferimento, come conferma tra l’altro la vicenda di Giulia De Lellis, il cui nome diventa virale e i cui profili sono frequentatissimi a ogni nuova ospitata in TV.

italiani e social TV giulia de lellis

Giulia De Lellis è una social icon per eccellenza: nonostante abbia provato nel tempo ad affrancarsi dalla partecipazione a programmi televisivi come “Uomini e donne”, come mostra la crescita della sua community online, raggiunge nuovi picchi di popolarità a ogni nuova ospitata. FONTE: ONIM

Nuove forme di fruizione e un consumo televisivo “espanso”

Il quadro tracciato fin qui, comunque, sembra suggerire che il medium televisivo è tutto tranne che destinato a scomparire. È un’osservazione che vale per la TV nella sua accezione più tradizionale: come confermano numerosi studi sulla dieta mediatica degli italiani, essa difatti è ancora una delle fonti principali di informazione e intrattenimento e non solo per le fasce meno giovani di popolazione. Inoltre, vale anche per le nuove forme di fruizione televisiva.

Dai servizi ott  e di video on demand come Netflix, Hulu, Prime Video alla IGTV e passando per lo streaming, in questi anni è cambiato e di molto del resto il modo di guardare la televisione.

Si sono moltiplicati gli schermi su cui si fa televisione: si tratta di una moltiplicazione di schermi che non riguarda solo la (grande) disponibilità tecnologica di piattaforme e device per la fruizione di contenuti video ma anche e soprattutto le abitudini di un pubblico sempre più multitasking, che sempre meno si accontenta di guardare passivamente lo schermo televisivo ma, è il caso di dirlo, è alla ricerca di vere e proprie “esperienze” televisive, come dimostra il grande successo dell’esperimento fatto da Netflix con Bandersnatch, o intraprende abitudini, come cominciare a seguire sui social attori scoperti grazie alle proprie serie televisive preferite (è quello che, secondo ONIM, è successo ai personaggi della serie Netflix Baby), che sono sintomo di una visione sempre più “espansa”.

Italiani e social TV: che ruolo per gli influencer

Per tornare comunque alle evidenze del rapporto Nielsen su italiani e social TV, non si può negare il ruolo fondamentale che gli influencer hanno anche quando si tratta di scegliere che programma seguire. Come moda, food, salute sono settori in cui proliferano influencer e trend setter, insomma, è ormai tempo anche di TV influencer.

In Italia sembrano essere maggiormente macro e A-list influncer, qualcosa di simile al vecchio testimonial . La classifica di Nielsen di personaggi e account che hanno generato più engagement sui contenuti di second screen, infatti, vede ai primi posti volti noti come Martina Attili (con un engagement totale di 1,6 milioni di interazioni in tre mesi), Leo Gassman (1,3 milioni) di X Factor e Francesco Monte (ancora 1,3 milioni) del Grande Fratello VIP. Instagram in particolare, forse per il suo carattere più leisure o per le possibilità che offre per fare personal branding , sembra essere il social più amato da protagonisti e ospiti di reality e talent show, anche quando si tratta di costruire o mantenere vivo il rapporto con la propria community durante la messa in onda del programma e non solo. Se c’è una ragione per cui la social TV “espande” e rende aumentata l’esperienza televisiva, del resto, è proprio perché nutre la fame di contenuti extra che ogni buon fan di un programma televisivo non può non avere.

Alberto Angela e Alessandro Gassmann: due casi di successo

Quando si parla di  TV influencer italiani, comunque, non si può ignorare il successo raggiunto da due personaggi pure provenienti dalla vecchia televisione come Alberto Angela e Alessandro Gassmann.

Paleontologo, esperto di antichità e autore e conduttore di programmi come “Ulisse. Il piacere della scoperta” o “Meraviglie”, Alberto Angela è il rampollo di casa Angela, apprezzato da tutti per il suo stile divulgativo e di recente assurto persino a sex symbol per molte italiane. Se già ai Macchianera 2016 si era conquistato il titolo di secondo miglior personaggio della Rete, oggi secondo Nielsen è il personaggio televisivo più coinvolgente su Facebook: un solo post dedicato a “Stanotte a Pompei” è stato in grado di generare oltre 28mila interazioni e c’è una fanpage ufficiale che conta (a gennaio 2019, ndr) oltre 900mila like, numeri ben più grandi di quelli che contano altri personaggi e programmi televisivi italiani ben noti, tra cui persino Sanremo.

Carissimi,continua la lavorazione della nostra puntata su Pompei per il programma "Stanotte a…" Dopo le riprese…

Pubblicato da Alberto Angela su Giovedì 24 maggio 2018

Il successo sui social di Alberto Angela? Con ogni probabilità è legato all’aver mantenuto uno stile di comunicazione e un tono di voce coerenti con il suo approccio al piccolo schermo. Quella gentilezza e pacatezza che fanno parte, per antonomasia, del brand Angela si ritrovano cioè nei post della pagina o nelle – per la verità rare – risposte ai commenti dei fan, ecc. Allo stesso modo, in barba alla fantomatica legge della velocità di questi ambienti, il long form e cioè, più semplicemente, post lunghi e di approfondimento sono la scelta privilegiata se si sposta il fuoco dell’attenzione verso i contenuti. Il risultato, virtuoso, sono community altrettanto gentili e pacate: nessun tono acceso, niente discorso dell’odio o trolling e fake news condivise maliziosamente. Non che manchino i meme o i contenuti divertenti e al limite del provocatorio: ci sono posti come “Piero Angela noi ti obbediamo”, “Rimanere il sabato sera a casa per guardare Ulisse con Alberto Angela” o il gruppo delle “Angelers” in cui si ironizza sulla la capacità del divulgatore di ispirare e di sedurre anche i più giovani.

italiani e social TV meme alberto angela

Uno dei tanti meme che ironizzano sulle capacità seduttive di Alberto Angela.

Alessandro Gassmann è, invece, uno dei campioni di engagement su Twitter. Protagonista molto amato, soprattutto dal pubblico partenopeo, de I bastardi di Pizzofalcone, l’attore usa i cinguetti per promuovere il suo lavoro, tanto quanto per farsi portavoce di cause che gli stanno a cuore o di cui è testimonial, ma non mancano né i contenuti fatici di semplice cura verso fan e follower né i post provocatori contro politici e istituzioni.

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