MacroambienteJobs Act delle partite IVA: più tutele per il lavoratore autonomo

Jobs Act delle partite IVA: più tutele per il lavoratore autonomo

Con il Jobs Act delle partite IVA maggiori garanzie e agevolazioni fiscali per la formazione e lo smart working di milioni di liberi professionisti 

Jobs Act delle partite IVA: più tutele per il lavoratore autonomo

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Jobs Act delle partite IVA, il nuovo Ddl sul lavoro autonomo avanzato dal Governo per la tutela dei liberi professionisti. Il provvedimento, presentato assieme a un secondo Ddl delega sulla povertà, andrà in Parlamento come collegato alla legge di Stabilità per velocizzarne l’approvazione.

Maggiori garanzie, agevolazioni fiscali per la formazione e smart working: questi i punti principali del nuovo statuto dei lavoratori autonomi, un “pacchetto di tutele” che sorge in difesa di tutti quei liberi professionisti che non dispongono di alcuna cassa previdenziale, “con l’obiettivo di costruire per tali lavoratori, prestatori d’opera materiali e intellettuali non imprenditori, un sistema di diritti e di welfare moderno capace di sostenere il loro presente e di tutelare il loro futuro”.

Il Jobs Act delle partite IVA ha innanzitutto l’obiettivo di fermare il fenomeno dei “contratti capestro”, prevedendo la nullità delle clausole che consentono al committente di modificare in via unilaterale (o recedere senza preavviso) il contratto di lavoro, e di quelle che fissano termini di pagamento superiori a 60 giorni dalla fattura.

Nello stesso Ddl viene disciplinato anche il cosiddetto lavoro agile, inteso come modalità flessibile di prestazione di lavoro subordinato, sia nel tipo di orario che nello spazio impiegato. Nel Jobs Act delle partite IVA viene sancito per il lavoratore autonomo il diritto a ricevere un trattamento economico e normativo non inferiore a quello dei colleghi che svolgono la stessa mansione, così come potrà godere della detassazione del premio di produttività. Il libero professionista ha inoltre diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dell’azienda.

Tra gli altri punti affrontati del Ddl, maggiori tutele in caso di malattia grave e gravidanza, e agevolazioni fiscali per la formazione e l’aggiornamento professionale.

Agevolazioni fiscali per la formazione e l’aggiornamento professionale.

In merito alle spese di formazione, è stata introdotta la deducibilità al 100% degli esborsi effettuati per partecipare a corsi di aggiornamento professionale, conferenze e congressi entro i limiti di 10.000 euro l’anno (escludendo l’incentivo fiscale per le spese di viaggio e soggiorno). Deducibilità integrale, nel limite di 5mila euro, anche per spese dovute ai servizi per il lavoro, alla certificazione delle competenze, alla ricerca e il sostegno all’auto-imprenditorialità finalizzate all’inserimento o reinserimento del lavoratore autonomo nel mercato del lavoro, oltre alla detrazione totale delle spese per gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà.

Tutela per malattia grave e gravidanza.

Sul fronte delle garanzie per malattia e gravidanza, il Jobs Act della partita IVA riconosce il diritto di percepire per 5 mesi l’indennità di maternità, che si potrà continuare a percepire indipendentemente dalla effettiva astensione dall’attività lavorativa.  Entrambi i genitori dei bambini nati dal primo gennaio di quest’anno avranno inoltre diritto al congedo parentale di sei mesi fino al compimento del terzo anno di età del bambino.

In caso di infortunio o di malattia superiore a due mesi si potrà sospendere il rapporto di lavoro fino ad un massimo di 150 giorni, e il pagamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi sarà sospeso per l’intera durata della malattia, fino ad un massimo di due anni. Decorso questo periodo, i contributi potranno essere saldati in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione del pagamento.


A firma di: Marianna Cadoni Contributor
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