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MacroambienteA Shanghai KFC sta usando veicoli autonomi per vendere pollo fritto: potrebbe diventare una tendenza nel mondo del fast food?

A Shanghai KFC sta usando veicoli autonomi per vendere pollo fritto: potrebbe diventare una tendenza nel mondo del fast food?

KFC sta usando veicoli autonomi per vendere i propri prodotti a Shanghai: la pandemia potrebbe avere accelerato un nuovo trend?

KFC sta usando dei veicoli autonomi

In un periodo in cui si cerca di ridurre al minimo i contatti tra le persone per combattere la pandemia, in Cina spunta una novità, lanciata da una nota multinazionale statunitense: KFC sta usando veicoli autonomi per vendere il famoso pollo fritto del Kentucky. I furgoncini a guida autonoma sono stati visti per la prima volta nelle ultime settimane vicino a una stazione metro di Shanghai e le foto sono state pubblicate da alcuni utenti su Twitter.

KFC sta usando veicoli autonomi per vendere i prodotti IN strada

Se si tratti di una strategia di marketing o di una prova per valutare la futura adozione di questi mezzi da parte della catena di fast food non è ancora chiaro. Quel che si sa, però, è che per il momento questi veicoli autonomi sono stati avvistati solo nella città cinese. L’idea non si discosta molto dai classici furgoncini per lo street food ma in questo caso mancano sia l’autista che lo staff per preparare e vendere il cibo ai passanti: così KFC sta usando veicoli autonomi, elettrici, dotati di tecnologia 5G, definiti di “livello 4”. Essi riescono a guidarsi da soli, evitando gli ostacoli, a una velocità massima di 50km/h.

Come riportato dal sito Cnet, l’iniziativa sarebbe frutto di una partnership tra Yum! Brands (società proprietaria di KFC) e Neolix, un’azienda specializzata nella produzione di furgoncini a guida autonoma che con questi veicoli punta a mercati come quello della vendita di prodotti alimentari (questi mezzi sono stati utilizzati però anche per la disinfezione stradale in Cina).

La procedura di acquisto è semplice: i clienti possono ordinare tramite un’apposita app o direttamente sul posto, sfruttando il touchscreen incorporato nel furgoncino. Una volta effettuato il pagamento tramite la scansione di un qr code , il veicolo consegna i prodotti scelti al cliente, in piena autonomia.

Fonte: Neolix Technologies

veicoli a guida autonoma: ancora una cosa “FUTURISTICA”?

Nel settore del fast food qualche player aveva già mostrato interesse verso l’utilizzo di questi mezzi: nel 2019, infatti, la catena americana Domino’s ha annunciato una collaborazione con la startup di veicoli autonomi Nuro per lanciare un progetto pilota di consegna della pizza senza conducente, a Houston, in Texas.

Nel 2020, però, la pandemia ha accelerato diversi trend tecnologici, avendo avuto un forte impatto sulle abitudini di consumo in tutti i paesi colpiti dal COVID; inoltre, come riportato nell’articolo del sito Cnet, alcuni esperti ritengono che le auto a guida autonoma potrebbero essere tra le prossime tendenze. Tali veicoli potrebbero infatti presentarsi come una soluzione per semplificare al massimo le attività di consegna di prodotti, riducendo al minimo il bisogno di interazione umana (un obiettivo che sembra abbastanza in linea con gli attuali sforzi messi in atto dalle aziende – e dai governi, naturalmente – per contenere i contagi).

Sebbene per il momento l’iniziativa appaia alquanto insolita (suonando come un qualcosa di “futuristico”), la verità è che il settore dei veicoli autonomi è in crescita e potrebbe, in un futuro non troppo lontano, rivoluzionare il settore della logistica e del trasporto industriale, dove questa tecnologia è già realtà. Se l’utilizzo diffuso di queste auto può sembrare ancora lontano, iniziative come quelle di KFC consentono almeno di anticipare quelle che sono le potenzialità di queste tecnologie, in questo caso nel settore del food e in maniera più generale nel mondo delle consegne a domicilio: infatti, se si considera che a giugno Amazon ha acquistato una startup specializzata nello sviluppo di macchine elettriche autonome (Zoox), è forse più facile immaginare che la diffusione di questa tecnologia possa essere più vicina di quanto non sembri.

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