Mercoledi 26 Giugno 2019
MarketingKinsey Wolanski, l’invasione di campo durante la finale di Champions e un’operazione di marketing (quasi) perfetta

Kinsey Wolanski, l'invasione di campo durante la finale di Champions e un'operazione di marketing (quasi) perfetta

Se lo sono chiesti in molti è la risposta è "sì": l'invasione di campo di Kinsey Wolanski durante la finale di Champions 2019 è stata marketing.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Kinsey Wolanski, l'invasione di campo durante la finale di Champions e un'operazione di marketing (quasi) perfetta

Chi è Kinsey Wolanski e perché ha deciso di interrompere la finale di Champions League 2019?

Le invasioni di campo non sono certo una novità, specie durante match decisivi e con un forte seguito mediatico. Più che una qualche forma di protesta o di rivendicazione politico-sociale, però, quella che sabato (1 giugno 2019) ha interrotto al diciottesimo minuto Tottenham-Liverpool è apparsa subito come una (ben riuscita) operazione di marketing. Una macro influencer con un passato da volto di copertina per Sport Illustred e Maxim, una presenza digitale ben solida e un nuovo brand di contenuti softcore sono gli ingredienti che bastano, infatti, per trasformare uno dei momenti più attesi del calcio internazionale in un’occasione per fare marketing – è proprio il caso di dirlo – non convenzionale.

Come Kinsey Wolanski ha trasformato un’invasione di campo in un’opportunità di marketing

Prima di essere allontana dal campo – ed essere tratta in arresto per cinque ore – Kinsey Wolanski ha avuto il tempo di distrarre giocatori e pubblico dentro e fuori il Wanda Metropolitano con uno striminzito costume targato Vitaly Uncensored. Ai più attenti è bastato fare un giro tra i profili social della modella per accorgersi che si trattava proprio di un nuovo progetto, una piattaforma di contenuti espliciti e per adulti linkata in ogni dove, ideato dal compagno e a cui fare pubblicità. Il tassello chiave di questa operazione markettara, del resto, è proprio lui: Vitaly Zdorovetskiy. Youtuber russo, non nuovo alle invasioni di campo (durante la finale dei Mondiali 2014 aveva già interrotto Germania Argentina sull’1-0), non solo ha incitato dagli spalti la Wolanski e promesso di sposarla una volta che le acque si saranno calmate, ma sembra soprattutto aver pensato a ogni dettaglio di un funnel di marketing perfetto – o quasi – per un prodotto difficile da comunicare come lo sono stati fin qui video espliciti e per adulti.

Se anche un gigante come YouP0rn annaspa, tanto da doversi rivolgere a un influencer virtuale come ambassador del brand, il product placement di Vitaly Uncensored sembra particolarmente riuscito se si considera, tra le altre cose, che il target tipo di una competizione sportiva – maschio, etero, maggiorenne – non è così diverso dal target anch’esso tipo di una piattaforma di contenuti softcore. Se a tutto questo si aggiunge l’effetto sorpresa, la memorabilità di un gesto come un’invasione di campo e il buzz che ne è seguito il gioco è fatto. Chi ha provato a calcolare il valore, in termini di investimenti pubblicitari tradizionali corrispondenti, del gesto di Kinsey Wolanski del resto lo avrebbe fissato a quasi 4milioni di dollari.

L’invasione di campo di Kinsey Wolanski è una cartina al tornasole del mondo degli influencer?

Ci sono altri numeri, però, che non possono che far riflettere in un caso come questo. Da poco meno di 300mila follower, in poche ore, il profilo Instagram di Kinsey Wolanski è passato a oltre due milioni di seguaci. Certo, come ha raccontato la stessa influencer su Twitter, non è passato molto perché il profilo risultasse non più disponibile pubblicamente, forse perché hackerato o più probabilmente perché bloccato come diretta conseguenza del gesto e per inibire comportamenti simili da parte di altri utenti.

Non è questo, però, che sembra importare davvero alla ragazza (che, tra l’altro, ha già un nuovo profilo Instagram, da oltre 15mila follower nonostante risulti privato). In un video che ha fatto in tempo a condividere con i propri follower prima che l’account fosse chiuso, come racconta The Advertiser, la Wolanski ha condiviso i dettagli di quella «pazza sera», raccontando come si fosse sentita eccitata da ciò che stava facendo, ringraziando tutti per il supporto ricevuto e incitando i fan a uscire fuori dalla propria comfort zone per godere pienamente dei piaceri della vita, non dopo aver offerto – marketing nel marketing – mille poster autografati per i più affezionati.

Non è la prima volta che influencer e piccole star del web mettono a rischio la propria vita, la propria incolumità e quella di altre persone o che trasgrediscono la legge per un pugno di follower e qualche visualizzazione in più. Proprio mentre Kinsey Wolanski invadeva il campo della finale di Champions League 2019, per esempio, uno youtuber veniva accusato di aver offerto – pare – un Oreo ripieno di dentifricio a un homeless, anche in questo caso con un chiacchiericcio e un rimbalzo da medium in medium che aumentavano esponenzialmente esposizione e visibilità. La morale è chiara, se proprio deve essercene una. Non solo, per quanto abusata sia, la nota profezia di un futuro in cui a muovere il mondo sarebbero stati i quindici minuti di notorietà si è già realizzata, seppure i quindici minuti si siano persino ridotti ai quindici secondi di una Storia su Instagram. Soprattutto però servono regole, e non solo per la trasparenza e la tutela del consumatore da queste nuove forme pubblicitarie, ma che individuino in primis responsabilità e codici di condotta per questi nuovi professionisti del web.

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