Lunedi 18 Giugno 2018
IntervisteL’IoT: rivoluzione per l’economia, problema per la sicurezza

L'IoT: rivoluzione per l'economia, problema per la sicurezza

“Le innovazioni rivoluzionarie creano grandi opportunità, ma rappresentano anche dei forti pericoli”: come l’IoT sta cambiando l’economia e la privacy.


Pina Meriano

A cura di: Pina Meriano Autore Inside Marketing

L'IoT: rivoluzione per l'economia, problema per la sicurezza

Così il giornalista tech Gabriele Di Matteo ha esordito nell’intervista flash fatta a Smau Milano 2015. Alla nostra richiesta di sintetizzarci in pochi minuti il tema della privacy in riferimento all’Internet of Things -un tema ampiamente trattato nelle 168 pagine del suo ultimo libro edito da Hoepli, “Dialogo tra una lavatrice e un tostapane“- Di Matteo ha subito posto l’accento su come negli ultimi due anni ci sia stato un interesse crescente verso l’IoT.

Qualche decennio fa l’introduzione di internet ha rappresentato una grande rivoluzione, capace di incidere sulla comunicazione, sull’economia e su svariati altri aspetti della vita quotidiana, così come hanno fatto e stanno facendo molti servizi di sharing resi possibili proprio da impieghi innovativi della rete stessa. Tuttavia, come afferma Di Matteo, più che essere delle innovazioni totali, “tutte sono rimaste in qualche modo come sulla superficie dell’acqua, senza guidarci in una reale immersione“. In questo però sembra stia riuscendo l’IoT, che sta scendendo sempre più in profondità, realizzando una connessione degli oggetti alla rete senza precedenti e sempre più completa.

Di Matteo parla di “un viaggio dentro un nuovo mondo, costituito da 50 miliardi di oggetti connessi, 14 trilioni di dollari di giro d’affari, incrementi del PIL tra l’1 e il 2% e nascita di nuovi posti di lavoro“. I dati relativi al fenomeno dell’IoT nel presente e in relazione al futuro sono riportati altrove con delle varianti: c’è chi parla ad esempio di 30 e chi di 50 miliardi di oggetti connessi in rete da qui ai prossimi cinque anni. Resta invariato però il senso di base: agli inizi degli anni Novanta il numero delle cose connesse si aggirava sul milione di unità mentre ora stiamo vivendo l’inizio di un fenomeno che renderà il mondo fortemente interconnesso, con collegamento tra oggetti e macchine e persone.

Che tutto possa essere connesso alla rete apre le porte su grandi opportunità per gli imprenditori, che possono entrare in un settore nuovo, che sta crescendo notevolmente.

Un mercato che prevede un grande sviluppo per il futuro, in quanto l’IoT permetterebbe una ottimizzazione dei processi comunicativi e finalizzati alla produzione, con una conseguente riduzione di risorse e costi, ovviamente non senza uno sviluppo tecnologico consistente, che permetta una perfetta integrazione dei dati provenienti dalle diverse cose. E proprio sui dati si apre una lunga discussione.

Se da un lato l’IoT prevede nuove possibilità per gli imprenditori, ne offre altrettante a chi è alla ricerca di lavoro. 

Ma, come sempre, esiste anche un rovescio della medaglia. Una così profonda interconnessione rappresenta infatti un pericolo per la sicurezza. Per sintetizzare al massimo questa problematica potremmo dire che da un lato occorre muoversi il prima possibile per tutelare la registrazione dei dati, prestando attenzione alla loro gestione e vendita per fini commerciali e/o pubblicitari; dall’altro mettere al riparo l’infrastruttura IT e creare delle protezioni dagli attacchi degli hacker. E quest’ultimo punto è di non facile applicazione, poiché occorre proteggere dal pericolo di attacchi hacker non le singole cose, bensì tutto l’ecosistema in cui queste sono connesse tra loro e con le persone. Per fare un solo semplice esempio: non basta proteggere i PC o gli smartphone o quei dispositivi che più intuitivamente potrebbero subire eventuali attacchi, perché nell’era dell’IoT va pensata anche una tutela della privacy in riferimento alle auto, per una messa in sicurezza dei dati trasmessi e per difenderle dagli hacker. Proprio in riferimento alle auto, Di Matteo racconta nel libro del pericolo che si potrebbe presentare mentre si è alla guida della proprio auto interconnessa e qualcuno da lontano interviene spegnendone i fari.

L’Internet delle Cose cambierà l’economia e la nostra vita -e non a caso è stato questo il titolo dello speech di Gabriele Di Matteo a Smau Milano 2015– e possiamo iniziare ad immaginare in che modo. Riprendendo proprio la presentazione realizzata da Di Matteo per il suo speech: <<Impareremo a convivere con miliardi di sensori. Sapremo controllare la salute dagli smartwatch allacciati ai polsi, saremo avvisati quando si libera un parcheggio in città, saremo guidati dalla nostra auto al distributore di benzina più vicino. Allo stadio con gli smartphone potremo consigliare al coach, in diretta, la nostra formazione ideale>>.

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