Martedi 20 Novembre 2018
MacroambienteL’alta moda a Parigi nel pericolo del trash

L'alta moda a Parigi nel pericolo del trash

La provocazione della presentazione della collezione di Rick Owens alla Settimana della Moda di Parigi 2015 raggiunge il limite del trash, col vestito umano


Pina Meriano
A cura di: Pina Meriano Autore Inside Marketing
L'alta moda a Parigi nel pericolo del trash

La settimana della moda di Milano, Parigi, Londra e New York sono sempre occasione di sfoggio di particolarità e originalità, frutto del lavoro creativo di stilisti di alta moda, che spesso rifiniscono i loro capi con le più assurde stranezze, creando -volutamente- un effetto di passaparola virale, che fa rimbalzare foto ed immagini su tutti i media, con commenti a non finire. Il più delle volte l’effetto è passeggero: se ne parla solo nei giorni dell’evento o al massimo nelle aule di istituti di moda o in trasmissioni, giornali e riviste di settore. Le eccezioni però non mancano mai e probabilmente la sfilata di Rick Owens alla Settimana della Moda di Parigi 2015 sarà tra queste.

Lo stilista statunitense Rick Owens ha abituato da tempo i fashonisti che seguono il suo marchio alla stravaganza dei suoi capi e all’impronta provocatoria della presentazione e della comunicazione degli stessi. Dove si individua però il limite tra una provocazione ‘elegante’ e una caduta nel trash è proprio difficile dirlo nel caso specifico di Rick Owens, che ha vestito, per la sfilata del primo ottobre, le sue modelle con capi più semplici di quelli cui ha abituato fino ad ora, aggiungendo però un ‘dettaglio’: ogni modella ha sfilato indossando non solo un abito ma un’altra modella!

Le modelle hanno sfilato sulla passerella a coppie, portando ognuna un ‘manichino’ in carne e ossa attaccato addosso con ganci e fibbie a testa in giù, quasi come delle acrobate. Una sfilata totalmente fuori dagli schemi, sulla quale i media non potevano non puntare i loro riflettori.
La alquanto particolare modalità di ‘indossarsi’ delle modelle ha diviso totalmente le opinioni, tanto che c’è chi tra i giornalisti si è chiesto se fosse una passerella o uno spettacolo da circo (come da un titolo de ilcorriere.it) e chi invece ha evidenziato tutta una serie di richiami artistici individuabili nella eccentrica sfilata-performance.

Un aspetto fortemente trash è stato quello messo in luce da un lato (diversi i tweet con hashtag #rickowens che postano messaggi dal senso simile ad uno in cui si legge: “che mi metto oggi? mia cugina!“), una grande ricercatezza è stata evidenziata dall’altro. A quest’ultimo proposito c’è infatti chi ha rapportato il suo ruolo di stilista nella moda a quello di Picasso per l’arte e del primitivismo africano, chi ha intravisto una citazione all’artista australiano Leigh Bowery L’alta moda a Parigi nel pericolo del trashe chi ha invece ravvisato delle similarità ai messaggi trasmessi da Allen Jones nelle sue opere (entrambi artisti ascrivibili alla pop-art). L’alta moda a Parigi nel pericolo del trashEd effettivamente guardando alle modelle legate l’una all’altra, alla forza delle donne che sfilano e alla cadenza dei corpi abbandonati che queste portano, si potrebbe interpretare il tentativo di uno studio, come quello di Allen Jones, del rapporto tra uomo (il suo modo di vedere la donna), sesso ed erotismo, un rapporto individuato in un corpo femminile visto come oggetto, un feticcio che diventa elemento da ‘indossare’ alla stregua di uno zaino (elemento di arredo per Jones) e simbolo di un erotismo di massa.
Una denuncia, una provocazione, come quella tipica della pop art -cui concettualmente è vicino, se non assimilabile, il significato di trash-, nella quale è difficile vedere il messaggio d’amore che voleva veicolare lo stilista (le sue parole di commento sono infatti state: “Straps can be about restraint but here they are all about support and cradling. Straps here become loving ribbons”): alcuni abiti che ha fatto indossare alle sue modelle e alcune particolari posizioni scelte per legarle hanno veicolato un messaggio per nulla amoroso e del tutto trash.

L'alta moda a Parigi nel pericolo del trashLa Settimana della Moda è da sempre un evento tanto comunicativo quanto di moda, che si può vedere come una fase di test delle reazioni dei potenziali clienti al prodotto, un prodotto che non è mai la sola collezione di abiti presentata ma in generale del marchio e la scelta azzardata di Rick Owens  è riuscita ad attirare l’attenzione di molti occhi sul brand, in un modo che però ha dato adito anche a molto sentiment negativo, ad esempio con le varie ipotesi di voler “nascondere gli abiti” (dal momento in cui lo stilista ha presentato -con modelle che sfilando in massa, non più in fila indiana e non più legate in coppia- la nuova collezione, composta da abiti dalle forme semplici e non dalle solite forme teatrali).
Eppure la forza comunicativa dello stilista è fuori dubbio e ha conferito all’evento una peculiarità che certo non sarà dimenticata in fretta: se notiziari e riviste continueranno a parlare solo per pochi giorni ancora, probabilmente non sarà altrettanto per i social.

© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

Potrebbe interessarti

×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.