Lavorare in remoto? Sì, con 10 carriere da intraprendere online

Professioni digitali: lavorare da casa non è un miraggio, bastano computer e connessione a Internet. Ecco le dieci carriere più remunerative.

Lavorare in remoto? Sì, con 10 carriere da intraprendere online

Le nuove professioni digitali sono ricercatissime dal mercato eppure spesso si stenta a trovare candidati idonei in Italia che abbiano tutte le skill tecniche e soft indispensabili per affrontare carriere che nella maggior parte dei casi richiedono capacità di adattamento, aggiornamento continuo, intraprendenza. È un peccato soprattutto perché, come hanno sottolineato in molti, ci sono carriere da intraprendere online che possono fruttare molto in termini economici e di popolarità e che, almeno all’inizio, non richiedono grandi investimenti: basta (o quasi) un computer e una connessione a Internet, è il mantra più amato dai sostenitori del lavoro in remoto.

C’è stato allora chi, come Business Insider, ha provato a stilare la top ten delle carriere più popolari da svolgere online e direttamente da casa. Dal blogger al social media manager, passando per l’assistente virtuale e il gestore di b&b, si tratta di mestieri che in qualche caso, seppur non aspettandoselo, possono garantire un buon guadagno a fine mese. Basta saperci fare.

1. L’assistente virtuale

Sono ormai tantissime le aziende e le società che, non avendo una sede fisica, optano per il remoto anche quando si tratta di segretaria e figure assistenziali che si occupino degli aspetti più organizzativi o logistici (fissare appuntamenti, curare il planning delle attività e delle scadenze aziendali, ecc.) o di mantenere una relazione col cliente, tanto nel caso di un semplice primo contatto telefonico quanto per livelli più avanzati di customer care.

2. Le lezioni online

La parola d’ordine degli ambienti digitali, si sa, è condivisione e i saperi sono da sempre, anche molto prima del web, oggetti per eccellenza di condivisione. Perché non mettere allora le conoscenze che si sono acquisite negli anni a disposizione degli altri internauti e, magari, provare a guadagnarci? Non importa che si tratti di decorazioni in pasta da zucchero, yoga o grammatica in mandarino: oggi ci sono decine di piattaforme che incrociano domanda e offerta di lezioni private, con tanto di sistemi di recensioni che assicurano il miglior servizio possibile a ciascuna delle due parti.

3. Content editor

Non è più un mistero: una strategia di content marketing è indispensabile per un brand che intende costruire un rapporto solido e duraturo con la propria community. In altre parole? La presenza negli ambienti digitali di aziende e marche deve essere finalizzata a creare valore per i clienti e un modo per farlo sono, appunto, contenuti di qualità e coinvolgenti. Per questo i brand sono sempre alla ricerca di content editor, copywriter e blogger che assicurino loro contenuti originali e capaci di intercettare i principali trend del momento.

4. Vlogger

Per chi ancora non lo sapesse, si tratta di video blogger (la parola stessa è, del resto, contrazione dei due termini, ndr) che, nella maggior parte dei casi, hanno avuto successo grazie a YouTube o a piattaforme simili. Come i loro “colleghi” blogger possono recensire prodotti – è il caso, ad esempio, delle beauty vlogger italiane – o, semplicemente, limitarsi a fare intrattenimento. È in virtù della loro popolarità e del loro seguito, però, che muovono l’interesse dei brand, tanto che siano interessati a farli diventare loro testimonial o influencer, quanto che vogliano pagare come fa lo stesso YouTube per inserire annunci nei loro video-post.

5. Social media manager

Difficile credere ancora che aziende e altri soggetti business possano stare sui social spontaneamente. Come chiunque abbia familiarità con questo mondo sa bene, infatti, ci sono errori da evitare e atteggiamenti che rischiano di rendere i brand noiosi sui social. C’è chi pensa che il social media manager faccia poco più che scrivere qualche post, mettere like, ritwittare: in realtà le mansioni indispensabili di un social media manager sono molte e il suo è un lavoro soprattutto di strategia.

6. Oste 2.0

Il riferimento è, ovviamente, alla nascita di servizi come Airbnb che, nel pieno della filosofia della sharing economy, permettono a chiunque di mettere a disposizione di turisti e viaggiatori stanze che non si usano del proprio appartamento, con una serie di vantaggi per l’ospite che vanno dalla flessibilità nei tempi di prenotazione o di check-in e check-out, al risparmio o, ancora, alla possibilità di trovare la soluzione che fa più al proprio caso.

7. Influencer

Non importa cosa faccia di professione un inflencer: gli archetipi, infatti, sono diversi e a contare sono il seguito e la credibilità che nel tempo ha assunto all’interno delle sue cerchie di riferimento. Il guadagno di un influencer, comunque, può raggiungere anche importanti cifre a più zeri e, infatti, in nessun settore, dal beauty al food, nessun brand rinuncia oggi a strategie di influencer marketing (si pensi, ad esempio, all’eclatante caso delle fashion blogger italiane). È, ad oggi, quindi tra le carriere online maggiormente remunerative.

8. Sviluppatori per il web

La categoria è fluida e comprende tanto figure specializzate nello sviluppo e nell’organizzazione di un sito web per esempio, quanto esperti di architettura dell’informazione o di web design. Inutile sottolineare come, in questo caso, conoscenze e abilità tecniche siano indispensabili.

9. Coach aziendale

La tendenza delle aziende è affidarsi ad un coach che provi, per esempio, a tirar fuori il meglio da ogni elemento e da ogni processo aziendale. In questo caso la presenza fisica in azienda può non essere fondamentale, almeno non quanto alcune sue qualità come empatia, carisma, capacità d’ascolto e di problem solving.

10. Proprietario di un negozio virtuale

La soluzione più veloce ed economica e (quasi) a rischio zero è aprire un negozio su eBay o piattaforme simili. Una nicchia d’oro è, in questo senso, quella del collezionismo: prime edizioni di libri introvabili, giocattoli d’epoca e altri oggetti che si trovano comunemente su bancarelle e nei mercati delle pulci possono essere rivenduti a cifre importanti. Più in generale, comunque, aprire un eCommerce potrebbe essere un buon punto di partenza. Rientra, infatti, tra le carriere online più in voga.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
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