Giornale di marketing,
comunicazione e cultura digitale
ComunicazioneIl potere delle lacrime e delle emozioni al centro delle “Favolacrime” di Tempo

Il potere delle lacrime e delle emozioni al centro delle "Favolacrime" di Tempo

Le Favolacrime di Tempo, diffuse sui canali digitali del brand, mirano ad abbattere alcuni stereotipi di genere e a valorizzare ogni tipo di emozione, sentimento e stato d'animo.

Favolacrime di Tempo: la nuova iniziativa del brand

Il brand Tempo lancia uno spin-off dell’iniziativa “Semplicemente umani“: le Favolacrime. Il filo conduttore che lega le due iniziative è l’idea che l’essere umano abbia un grande potere spesso sottovalutato, rappresentato dalle proprie emozioni. Queste ultime, infatti, rendono l’uomo capace di provare un sentimento «magico» come l’empatia, protagonista della prima favola firmata Tempo.

Il potere della narrazione al centro delle favolacrime di tempo

Da sempre la narrazione è strettamente connessa alla storia dell’essere umano; basti pensare, per esempio, all’importanza che rivestiva la cultura orale nell’antica civiltà greca. Proprio per questo lo storytelling ha assunto e continua ad assumere sempre più rilevanza anche all’interno del marketing, tanto da essere scelto dai brand come proprio alleato.

Tempo, con le sue Favolacrime, ha fatto proprio questo potere e l’ha usato per veicolare importanti messaggi sui quali far riflettere i consumatori.

L’empatia al centro della prima favola di Tempo

La prima favola di Tempo, “La Sfavolite e le lacrime magiche“, si rivolge a tutte le persone che si sentono inibite quando vorrebbero esprimersi tramite il pianto e anche al pubblico maschile, per eliminare un vecchio cliché che vedrebbe gli uomini non esternare i propri sentimenti tramite le lacrime perché ritenute spesso simbolo di debolezza. A tal proposito, il copy che accompagna la prima favola sui social recita: «Piangere non è da femmine né da maschi. Non è da piccoli né da grandi. È semplicemente da esseri umani».

Il secondo messaggio veicolato è l’importanza dell’empatia. La favola di Tempo racconta la storia di un draghetto e di un bambino. Il drago, afflitto dalla malattia della “sfavolite”, si reca nel mondo degli esseri umani alla ricerca di un prezioso ingrediente in grado di guarire la sua malattia: le lacrime degli esseri umani. Durante questa avventura incontra però un bambino convinto, erroneamente, di non poter piangere quando ne ha necessità perché «i grandi e soprattutto i maschi non piangono». Con il passare del tempo nasce un legame tra i due e grazie a esso il bambino riesce finalmente a esprimersi tramite il pianto e il drago invece a guarire dalla “sfavolite”. Cosa insegna questa storia?

Il protagonista dell’intera favola, seppur invisibile, è proprio l’empatia, ossia – seguendo la definizione di Treccani – «la capacità di comprendere lo stato d’animo e la situazione emotiva di un’altra persona, in modo immediato, prevalentemente senza ricorso alla comunicazione verbale». È proprio la comunicazione non verbale , infatti, che Tempo mette in risalto nella sua favola: grazie all’empatia verso il bambino e alle sue lacrime, il drago diviene di nuovo visibile combattendo la propria malattia. L’empatia, quindi, non rende l’essere umano debole, ma al contrario lo rende capace di provare e mettere in atto qualcosa di unico e di umano: la sensibilità verso le altre persone.

Tempo - Le Favolacrime - La sfavolite e le lacrime magiche
Tempo - Le Favolacrime - La sfavolite e le lacrime magiche

La seconda favola di Tempo mette in risalto la libertà di esprimere ogni emozione

La seconda delle Favolacrime di Tempo si intitola “Il paese dei per sempre felici e contenti“. La storia narra di due paesi molto diversi tra loro: nel primo gli abitanti sono sempre allegri e gioiosi; nel secondo l’infelicità e la tristezza regnano sovrane. Un giorno un bambino decide di scavalcare la barriera che divide i due paesi e, tramite l’interazione con i nuovi abitanti, si rende conto dell’esistenza di altri sentimenti, stati d’animo ed emozioni oltre a quelli della felicità e dell’allegria che aveva sempre provato. Il focus della Favolacrima è proprio l’accettazione di tutti i sentimenti, perché ogni essere umano deve sentirsi libero di esprimerli, all’occorrenza, tutti.

Tempo - Le Favolacrime - Il paese dei per sempre felici e contenti
Tempo - Le Favolacrime - Il paese dei per sempre felici e contenti

La terza favola di Tempo mette in evidenza la forza del pianto e la differenza tra «diventare grandi» e  «crescere»

La terza favola di Tempo, “Il giardino senza lacrime“, vede protagonista un bambino e il suo sogno, ossia quello di diventare grande il prima possibile. Dopo aver sperimentato nel proprio giardino diverse tecniche volte a raggiungere il proprio obiettivo, come per esempio appendersi ai rami a testa in giù e mangiare tanta frutta, il bambino decide di emulare gli adulti e di smettere per sempre di piangere: in questo modo crede di poter diventare grande perché dal suo punto di vista piangere è «da bambini piccoli».

Con il passare del tempo il bambino si accorge non solo di non star raggiungendo il proprio scopo, ma anche che il suo giardino diventa ogni giorno più secco e arido: i fiori perdono i propri petali, le foglie dei rami appassiscono, la terra è piena di crepe e nemmeno l’acqua riesce a ridargli vita. Tuttavia, solo dopo un incontro con un semino magico e parlante il bambino si rende conto che il giardino è davvero in pericolo. Compaiono, così, immediatamente delle lacrime sul viso che, cadendo nel terreno del giardino magico, fanno rifiorire piante e fiori.

Quali sono, quindi, i messaggi che la terza favola di Tempo vuole trasmettere? Così come per le altre favole diffuse precedentemente, il brand di fazzoletti vuole abbattere tutti quegli stereotipi secondo i quali il pianto viene visto come un qualcosa da reprimere (soprattutto se si è maschi o bambini).

Il testo che accompagna il video sul canale YouTube di Tempo, anche se non disponibile in elenco ma solo sul sito del brand, vede l’incarnarsi di questi stereotipi in frasi quali «piangere è da deboli» e «piangere è da femminucce». In quest’ottica si potrebbe ipotizzare che il giardino rappresenti una metafora dell’animo umano: più si reprimono i propri sentimenti, più questa azione rende l’essere umano arido.

Il pianto del bambino rappresenta, quindi, la forza delle proprie emozioni: come già evidenziato dal brand, esse sono qualcosa di magico e unico e in quanto tali vanno espresse. Inoltre, esse consentono ai bambini di crescere: «diventare grande vuol dire solo non essere più piccoli, mentre crescere significa capire chi siamo veramente».

Tempo - Le Favolacrime - Il giardino senza lacrime
Tempo - Le Favolacrime - Il giardino senza lacrime

Media e canali di diffusione delle Favolacrime

Le Favolacrime di Tempo sono state promosse sui social e sul sito del brand.
In particolare, quello che colpisce l’attenzione dell’utente – oltre alla grafica dai toni pastello che riflette il tono of voice emozionale dell’intera iniziativa – è la user experience offerta dalle Stories di Instagram, particolarmente in linea con l’iniziativa: scorrendo di Storia in Storia l’utente può avere l’impressione di sfogliare le pagine di un libro di favole.

Inoltre, sia su Facebook che su Instagram sono stati pubblicati dal brand post in formato video (accompagnati dagli hashtag ufficiali #SemplicementeUmani e #LeFavolacrimeDiTempo) che invitano ad ascoltare il prosieguo della storia tramite le skill di Alexa, pronunciando la “formula magica”: «Alexa, apri le Favolacrime di Tempo». Vi sono, poi, delle pubblicazioni sui social che vedono coinvolta in prima persona l’attrice e autrice Julia Elle nella lotta contro l’uso di espressioni, radicate nel linguaggio, quali «non fare la femminuccia, smetti di piangere», «fai l’uomo», collegate a un preciso stereotipo della figura maschile, secondo cui piangere non sarebbe il modo giusto per esprimere i propri sentimenti ma solo sinonimo di debolezza.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

target =”_blank” rel=”noopener”>Un post condiviso da Tempo (@tempo_it)

Le storie in versione integrale sono state rese disponibili anche sul sito ufficiale del brand, il quale nel menu principale presenta una nuova sezione dedicata all’inedita iniziativa. In questa sezione si può interagire con le favole in diversi modi: si possono scaricare la storie da colorare o stamparle in formato PDF per averle cartacee.

In sintesi, la favola è stata resa disponibile in vari format e attraverso vari media per offrire diverse modalità di fruizione e interazione.

I nuovi ruoli degli assistenti vocali

In un presente in cui lo strumento della voce e gli assistenti vocali stanno acquisendo sempre più importanza – basti pensare al nuovo social vocale Clubhouse e alle teorie secondo le quali in futuro le ricerche attraverso i motori di ricerca saranno esclusivamente vocali – non si può non riflettere sul ruolo che l’assistente vocale sta assumendo nella vita degli esseri umani.

Le Favolacrime ne sono una conferma, in quanto sul sito e sui social il brand Tempo invita, con specifici post, a utilizzare proprio l’assistente vocale per arricchire l’esperienza dell’utente-consumatore. Addirittura in questo caso specifico si potrebbe quasi ipotizzare che la tecnologia possa rappresentare un’alternativa a genitori e parenti nel ruolo di narratori di fiabe e favole.

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Tempo (@tempo_it)

© RIPRODUZIONE RISERVATA È vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

Resta aggiornato! Ricevi gratuitamente le ultime news e le offerte esclusive per corsi, eventi e libri in ambito marketing e comunicazione.

ISCRIVITI ai nostri canali:

© Inside Marketing 2013 - 2021 è un marchio registrato ® P.iva 09229251211
loading
MOSTRA ALTRI