Giovedi 16 Agosto 2018
ComunicazioneLe modelle perfette per la pubblicità di intimo

Le modelle perfette per la pubblicità di intimo

Lo aveva promesso lo scorso anno e ha mantenuto la parola: la linea di intimo Aerie non ha ritoccato l'immagine delle modelle per la campagna pubblicitaria.


Pina Meriano

A cura di: Pina Meriano Autore Inside Marketing

Le modelle perfette per la pubblicità di intimo

Da Photoshop ai filtri di Instagram, passando per tutte le app che permettono di ottenere degli effetti particolari nel momento in cui si scatta con lo smartphone: si è sempre più abituati nella quotidianità ad un rapporto con un’immagine esteticamente priva di imperfezioni, ritoccata, in modo da diventare più piacevole di come la si percepisce nella realtà. La pubblicità poi non fa che alimentare questa tendenza.

Quando la pubblicità mostra donne e uomini ricorre il più delle volte a veri e propri modelli dalle forme semi-perfette, ritoccando poi piccoli difetti, così da renderli paragonabili a degli dei; lo fanno in particolare i brand di profumi, di articoli di lusso e soprattutto quelli di intimo. Gli stereotipi non vengono superati con facilità e l’idea di sensuale o sexy che mirano a trasmettere la maggior parte delle aziende di intimo è sempre veicolata da un corpo tonico, dalla pelle liscia e dalle forme scultoree.
Alcuni brand però stanno provando ad andare in una direzione diversa: un esempio è rappresentato dall’azienda statunitense American Eagle.

Lo scorso anno quest’azienda aveva promesso che per la linea di intimo Aerie non avrebbe più realizzato spot e cartelloni pubblicitari con modelle fotoritoccate, proponendo una nuova immagine della modella perfetta, ovvero quella ‘normale’, con i propri piccoli ‘difetti’. “Non c’è bisogno di ritoccare la bellezza“, disse il CEO Jennifer Foyle nel 2014, e intendeva con questo lasciare spazio a pancetta, cellulite, smagliature, difetti naturali, comuni, ma non dovuti al trascurarsi.
Jennifer Foyle ha trovato così la chiave giusta per fare breccia nella fiducia delle consumatrici, donne normali, che nel trimestre successivo all’affermazione del CEO hanno fatto sì che le vendite di Aerie aumentassero del 9%, raggiungendo picchi del 13% nei mesi successivi (un aumento calcolato in relazione alle vendite del 2013, quando avevano subito un calo).

la linea di intimo Aerie non ha ritoccato l'immagine delle modelle per la campagna pubblicitaria.Le consumatrici di Aerie sono state poi invitate a condividere proprie foto al mare o in piscina mentre indossavano i costumi da bagno Aerie, utilizzando l’hashtag #aeriereal.

Le pancette sono sexy” dice Fabienne (interpretata da Maria de Madeiros) in Pulp Fiction,  e devono pensarla così anche le consumatrici di Aerie, che numerose hanno risposto all’invito della pubblicazione della foto con rispettivo hashtag, sentendosi modelle per un giorno, sentendosi se stesse, senza nascondersi dietro al fotoritocco. La perfezione non esiste ed essere felici, soddisfatte, piacevoli a se stesse e agli altri non è una questione di taglie.

la linea di intimo Aerie non ha ritoccato l'immagine delle modelle per la campagna pubblicitariaL’hashtag richiamava proprio alla campagna pubblicitaria che sarebbe stata lanciata, quella di quest’anno: Aerie Real; una campagna con modelle ‘normali’ che posano con i diversi capi della linea di intimo e in pose -oltre che in misure- abbastanza lontane da quelle cui siamo solitamente abituati vedere le modelle ‘da passerella’. La responsabile del settore style and fit di Aerie, Jenny Altman, ha dichiarato: “le ragazze scelte sono sì modelle, ma che ci assomigliano. Speriamo di riuscire a cambiare certi stereotipi, vogliamo proporre donne reali come vetrina del nostro brand, così che tutte comprendano l’autenticità della loro bellezza”.

Fabienne nel film di Tarantino prosegue dicendo: “una pancetta perfettamente rotonda, come i bambini […] peccato che quello che troviamo piacevole al tatto e piacevole alla vista coincidano raramente“; ma il caso di Aerie smentisce un po’ quest’affermazione: forse le due cose possono coincidere, soprattutto nel momento in cui l’immagine -e la donna reale- che si sta guardando trasmette emozione, autenticità. E che la realtà funzioni ce lo avevano dimostrato già altri, come Unilever che per il suo marchio cosmetico Dove aveva lanciato nel 2004 Campaign for Real Beauty”, usando modelle curvy per il suo spot pubblicitario incrementando le vendite del 20%, o, restando nell’ambito dell’intimo e dei costumi da bagno, l’esempio migliore è quello del marchio Swimsuitsforall (tradotto letteralmente sta per “costumi per tutte“), che ha lanciato ad inizio 2015 lo spot con protagonista la modella curvy Ashley Graham, uno spot diventato virale da subito, come il marchio stesso, che, non a caso,  ha come payoffOur Favorite Courve is Your Smile“.

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